1000 firme per il rinnovamento culturale di Città di Castello

21/10/2009 8.51.33
Tema: ATTUALITA
Argomento:
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Citta di Castello - Consegnata la petizione promossa da Altotevere Live
Consegnata la petizione promossa da Altotevere Live per ridare peso alle associazioni cittadine nella costruzione e programmazione dei prossimi eventi pubblici
1.000, tra firme cartacee e sottoscrizioni on line, le adesioni di operatori di 50 associazioni culturali, docenti, musicisti di complessi locali e nazionali, autori di varie discipline artistiche, giornalisti, ricercatori, nonchè esponenti di varia appartenenza politica, tutti concordi nel richiedere all’amministrazione comunale tifernate l’effettivo coinvolgimento delle associazioni culturali nella programmazione di spettacoli e di eventi che avranno luogo in città.
Il fattore scatenante che ha portato Altotevere Live a farsi promotrice della petizione è stata la gestione della manifestazione “Estate in Città”, organizzata “a porte chiuse”, senza cioè curarsi di eventuali suggerimenti o critiche da parte di operatori e cittadini, nonostante lo Statuto Comunale preveda che prima di operare scelte, l’amministrazione debba obbligatoriamente interpellare la Consulta degli operatori del settore, chiamata a collaborare e a rappresentare le istanze della cittadinanza. L’impegno di spesa di 140.000 Euro, di cui gran parte per i soli concerti di Morgan e Fiorella Mannoia, ha inoltre generato un passivo di 78.000 Euro e le associazioni, che peraltro avrebbero potuto contenere i costi, agevolate dalla loro natura no profit, sono rimaste sbigottite nell’apprendere tali esborsi quando l’Assessorato aveva comunicato che per l’estate 2009 non ci sarebbero state risorse per spettacoli pubblici.
Al di là dei fatti ‘estivi’, i sottoscrittori del documento si trovano uniti nel constatare come Città di Castello non goda di una politica culturale chiara e coordinata, e come l’amministrazione non sappia (o non voglia) coinvolgere adeguatamente il suo pur ricco “serbatoio” di associazioni. Gli organizzatori più anziani, come i giovani operatori lamentano che per troppi anni le politiche culturali tifernati si sono basate sulla estemporaneità delle scelte e su finanziamenti minimi distribuiti indistintamente “a pioggia” che hanno causato la cessazione di molte realtà di valore e grandi difficoltà alle manifestazioni di maggior respiro che resistono soltanto grazie a sponsor privati.
La speranza dei cittadini tifernati che credono nel valore degli eventi culturali per la crescita complessiva della città e dei cittadini, è che l’amministrazione si renda promotrice di un processo di rinnovamento organizzativo e gestionale che selezioni progetti di reale rilevanza dalla massa di eventi semplicemente ricreativi, a cui possano concretamente partecipare, con proprie risorse, competenze ed esperienze, le associazioni cittadine.
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