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giovedì 9 febbraio 2012
     

GDF, Operazione "Gold Affair"

17/11/2009 11.35.21

Tema: CRONACA

Argomento:

Visto: 559 volte

Arezzo - Furti ai danni di imprese orafe da parte di dipendenti infedeli

Furti ai danni delle aziende orafe aretine da parte di dipendenti infedeli, false annotazioni sui registri di p.s. per occultare l’effettiva provenienza della merce acquistata: è questo lo scenario disegnato dalla brillante operazione di polizia economica portata a compimento dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo, al termine di un attento monitoraggio dell’attività esercitata dai c.d. “compro oro” del capoluogo.

Le cifre appaiono eloquenti:

- 8 dipendenti di imprese del distretto orafo aretino scoperti e denunciati all’Autorità Giudiziaria per essersi resi responsabili, complessivamente, di ben 72 furti di merce poi ceduta ai “compro oro”;

- i legali rappresentanti di 6 degli 8 “compro oro” ispezionati deferiti all’A.G. per i reati di ricettazione e falsità in registri perché, in più di 80 casi accertati, avevano omesso l’ annotazione delle effettive generalità dei conferenti gli oggetti preziosi usati o gli scarti di lavorazione;

- oltre 100 gr. di semilavorati in oro, appena sottratti ad un’azienda orafa da un suo dipendente, rinvenuti e sequestrati presso uno dei “compro oro” ispezionati;

- 400.000 Euro circa il valore complessivo dei beni oggetto di furto o dei quali non è stato possibile verificarne la legittima provenienza.

Le giacenze rilevate all’atto dell’intervento, nonchè la disamina dei registri contabili e di quelli “di commercio dei beni usati” – questi ultimi previsti dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza – avevano generato le prime perplessità nei finanzieri incaricati dal Comandante Provinciale, Col. Dario Solombrino, di effettuare i controlli presso gli 8 “compro oro” operanti in Arezzo: insolitamente frequenti, infatti, apparivano i conferimenti di scarti di lavorazione industriale (polveri, filamenti, semilavorati in oro, argento in grani,ecc.), così come fin troppo spesso alcuni nominativi ricorrevano tra quelli dei clienti.

Gli ulteriori approfondimenti investigativi svolti dalle Fiamme Gialle fornivano i definitivi riscontri: gli 8 dipendenti, così, messi dinanzi agli elementi probatori raccolti, non hanno potuto che riconoscere, in atti, la propria responsabilità nei 72 episodi di furto loro contestati dai finanzieri, confessando anche gli ingegnosi espedienti escogitati per far fuoriuscire la merce dagli spazi aziendali, come i tacchi di calzature appositamente svuotati per ricavarne nascondigli al loro interno, o le capsule nascoste nelle cavità orali.

Molti dei clienti più “affezionati”, poi, sentiti dai militari, hanno dimostrato la loro estraneità rispetto a 81 conferimenti, loro attribuiti dalle annotazioni riportate sui registri di p.s. : evidentemente, le loro generalità venivano utilizzate dai responsabili di gran parte dei “compro oro” ispezionati per dissimulare l’identità dell’effettivo cedente.

Ove si tenga conto che gran parte dei conferimenti in parola attengono scarti di lavorazione industriale, appare verosimile ritenere che il numero di furti ai danni della aziende orafe aretine sia in realtà ancora superiore ai 72 casi documentati dalle Fiamme Gialle.

Nei confronti di numerosi “compro oro” è scattata anche la denuncia all’A.G. per il reato di commercio abusivo dell’oro, perché, come noto, per la suddetta tipologia di attività è consentito acquistare e rivendere oggetti preziosi usati, senza ulteriore trasformazione.

Il consuntivo dell’articolata attività ispettiva posta in essere dai finanzieri aretini annovera, infine, le contestazioni di natura fiscale formulate sia nei confronti dei dipendenti infedeli, i cui proventi illeciti sono stati recuperati a tassazione, che dei “compro oro” in parola.

Tutti gli elementi raccolti sono stati trasmessi alla locale Questura per l’adozione dei provvedimenti di p.s. di competenza.

Come testimonia la brillante operazione messa a segno dai finanzieri del Comando Provinciale di Arezzo, garantire la sicurezza economica delle imprese, dei lavoratori e, più in generale, del mercato, rappresenta una delle prioritarie strategie d’azione per il Corpo della Guardia di Finanza, quale Forza di Polizia a competenza generale su tutta la materia economico – finanziaria.

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I commenti dei lettori

Stefano T. - 22/11/2009 17.17.15 ha scritto:

eeeeeeeehhhh!!!! in questo mondo di ladri.....

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