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lunedì 21 maggio 2012
     

“Aforismi e poesie per immagini”: esposizione di Antonio De Paolis

19/11/2009 10.04.21

Tema: CULTURA SPETTACOLO EVENTI

Argomento:

Visto: 138 volte

Umbertide - Esposizione di poster nel chiostro di San Francesco

Chi desidera dedicare mezz’ora ad una passeggiata ristoratrice di emozioni ha l’occasione di visitare “Aforismi e poesie per immagini”, un’esposizione di poster di Antonio De Paolis allestita nel perimetro del chiostro superiore di San Francesco, che sarà godibile fino alle ore 19 di domenica prossima. Non è solo l’eccellente qualità suggestiva delle inquadrature ad emozionare: in aggiunta il visitatore si trova di fronte a “cose” che mostrano la loro bellezza e parlano attraverso aforismi o liriche. Interpreti non sono le immensità che ci hanno abituato ad essere ammirate, interrogate, ascoltate: il firmamento, il sole, il mare, le montagne. Sorprendentemente assurgono al ruolo di protagoniste le cose minime - un insetto, un frutto, un muro, una porta, un animale, un casolare - che sfuggono al nostro sguardo frettoloso e, tanto più, al nostro ascolto. E non raccontano, come ci si potrebbe aspettare, il pensiero dell’autore, ma il proprio sentire: parlano di sé, dal loro di dentro.

La mostra a San Francesco

Sicché il visitatore scopre un nuovo mondo nei luoghi che ha sempre sfiorato, senza chinarsi per percepirlo: il mondo della quotidianità si dilata, raddoppiando la propria visuale sulla natura; e, di riflesso, la capacità di introspezione dentro sé stessi. Le opere esposte dall’autore per accompagnarci “Con il tuo sguardo sulle cose” sono solo l’ultimo frutto della sua creatività. Nel volume “Il sentire dell’altro: drammi umani parlano di sé con voce altrui”, stampato nel 2007 dalle Edizioni Guerra, si era già calato nella realtà che ci lambisce ogni giorno: stavolta dentro l’animo delle persone - la prostituta, il ragazzo violato, il carcerato - nei loro tormenti più drammatici, mettendo a nudo “gli autentici volti dietro le maschere con le quali si celano sia l’autore che l’attore e lo stesso personaggio di ogni rappresentazione teatrale”. Ma ogni dramma, nel suo culmine sconvolgente, trova sempre un momento - “qui, ora” – di soluzione, né tragicamente disperata né consolatoria: “un approdo di pace anche nella sofferenza, l’accettazione della colpa, del pentimento, del dolore in modo sereno, la scoperta di dimensioni nuove dell’esistenza”.Un’opportunità di struggente meditazione.

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