Il Ciclo di conferenze "La nostra Storia" è giunto a metà del proprio percorso

24/11/2009 8.07.15
Tema: CULTURA SPETTACOLO EVENTI
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Valtiberina - Tanto è l’interesse suscitato
Con la conferenza di Gian Piero Laurenzi (Centro Studi sul Quaternario di Sansepolcro) la prima parte del ciclo di conferenze “La nostra storia” è giunta a metà del proprio percorso. Un itinerario nella storia cittadina, questo, proposto da otto Associazioni cittadine (Associazione Pro-Loco “Vivere a Borgo Sansepolcro”, Associazione Storica dell’Alta Valle del Tevere, Università dell’Età Libera “Città di Sansepolcro”, Centro Studi sul Quaternario, Istituzione Culturale Museo – Biblioteca – Archivi della città di Sansepolcro, Museo e Biblioteca della Resistenza di Sansepolcro, Società Rionale Porta Romana, Circolo delle Civiche Stanze) e seguito con attenzione da un numeroso pubblico. Tanto è l’interesse suscitato che – fatto raro in caso di conferenze – gli uditori giungono con un ampio anticipo sull’orario d’inizio, per cui è possibile addirittura iniziare le conferenze con alcuni minuti di anticipo. Al di là del fatto di colore le Associazioni promotrici vedono in questa attenzione un chiaro segnale del successo dell’iniziativa, che si prevede di proseguire nella prossima primavera e di completare con la pubblicazione di un volume di atti.
La conferenza di giovedì scorso ha avuto per tema “Una chiave di lettura delle origini di Sansepolcro attraverso lo studio dei materiali raccolti dal Gruppo Ricerche Archeologiche Sansepolcro”. Il relatore ha presentato i risultati di trentacinque anni di indagini condotte dal Gruppo Ricerche Archeologiche Sansepolcro, sorto nel 1973. Nel 2005 il GRAS è stato tra i soci fondatori del Centro Studi sul Quaternario, promosso insieme al Comune di Sansepolcro e al Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università degli Studi di Siena. Dal 2002, inoltre, gestisce un interessante percorso didattico nella sede di Via Nuova dell’Ammazzatoio. In questi trentacinque anni di attività i componenti del GRAS hanno indagato ben 383 siti archeologici, di cui 191 nel comune di Sansepolcro, 164 in altri comuni nella parte toscana dell’Alta Valle del Tevere e 28 in comuni nella parte umbra della valle. Le indagini archeologiche e i successivi studi del materiale rinvenuto hanno permesso di documentare la presenza dell’uomo, in varie forme (quasi sempre insediamenti rurali, con l’eccezione del consistente abitato in frazione Trebbio) dall’VIII secolo avanti Cristo fino al IV secolo dopo Cristo. Particolarmente interessanti si sono rivelati l’area collinare attorno al Colle dei Comuni, in frazione Gragnano, la zona alla confluenza del torrente Afra nel fiume Tevere, in frazione Trebbio, e la valle del torrente Afra.
Tra Sansepolcro e Sigliano, inoltre, sono emersi i resti di un pilone di un ponte romano che porta a ipotizzare una prosecuzione dell’importante Via Amerina, arteria longitudinale aperta nel 240 a.C. per collegare Perugia con la Romagna , proprio attraverso l’Alta Valle del Tevere. Probabilmente proprio a causa della presenza di questo importante itinerario, tra III e II secolo a.C. si assiste a una proliferazione di insediamenti e tra i reperti figurano interessanti stipi votive. A Collevecchio, inoltre, sono emersi elementi che inducono a ipotizzare la presenza di un luogo di culto.
Gli stanziamenti aumentano nel I secolo d.C., tanto che nell’Alta Valle del Tevere sono stati rinvenuti ben 286 insediamenti databili tra I secolo a.C. e I secolo d.C. Il loro numero diminuisce nel II secolo d.C., mentre ne nascono di nuovi nel corso del IV. La tipologia insediativa è formata da poche grandi ville e da un alto numero di grandi fattorie e ville rustiche. Tra queste ville primeggia quella di Plinio il Giovane, in località Colle Plinio (frazione Pitigliano, Comune di San Giustino), che potrebbe essere giunto anche a estendere le sue proprietà all’intera Valtiberina (cioè all’area compresa tra Montedoglio e Santa Lucia, strettamente intesa come tale). La presenza di persone appartenenti a ceti sociali elevati e ricchi è dimostrata, ad esempio, dal ritrovamento di una testa di Pan in cristallo di rocca in località Le Vignacce. Tra i ritrovamenti di età romana numerose sono le anfore del periodo I secolo a.C./III secolo d.C., provenienti anche da Africa e Spagna, molte delle quali rinvenute a Colle Plinio. Ai lavoratori delle terre di Plinio potrebbe essere messa in relazione la necropoli di Fonte del Tesoro (Sansepolcro), con inumazioni che si collocano tra la metà del I secolo d.C. e gli inizi del II. Nella seconda metà del I secolo d.C., inoltre, è ipotizzabile l’aumento della produzione di vino, forse da mettere in relazione all’eruzione del Vesuvio che, nell’anno 79, rese inutilizzabili le fertili pianure attorno a Napoli.
Inoltre, Gian Piero Laurenzi ha illustrato il recente rinvenimento di due canali in frazione Trebbio, il cui incrocio permette di prendere i considerazioni le ipotesi sulla presenza di un castrum già avanzate nel 1978 da Vincenzo Benini e nel 2000 da Giovanni Cecconi. Potremmo cioè trovarci in presenza di un castrum stativo organizzato durante la centuriazione a servizio delle operazioni.
La quarta conferenza del ciclo “La nostra storia” si terrà giovedì 26 novembre, nella sede del Circolo della Civiche Stanze a Sansepolcro, con inizio alle ore 17,30, e avrà come tema “La fondazione dell’abbazia e la nascita del Burgus”. L’argomento sarà illustrato da Andrea Czortek, professore di Storia della Chiesa medievale e di Storia dei movimenti religiosi medievali nell’Istituto Teologico di Assisi. Czortek, inoltre, è direttore responsabile di “Pagine altotiberine”, rassegna quadrimestrale di studi storici locali promossa dall’Associazione Storica dell’Alta Valle del Tevere di cui in questo mese di novembre è uscito il fascicolo numero 39.
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