Morini (Castello Libera), "Perché tanti reperti archeologici tifernati si trovano a Perugia?"

30/11/2009 15.08.03
Tema: ATTUALITA
Argomento:
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Citta di Castello - Fermiamo l'impoverimento del nostro patrimonio
Avuta notizia che alcuni preziosi reperti archeologici appartenenti alla Raccolta Civica del Comune di Città di Castello non si trovassero più in loco l’ho comunicato nel corso del consiglio comunale del 30 ottobre 2009. Nella stessa sede il Sindaco ha negato la circostanza dichiarando che tutti i pezzi della raccolta si trovassero al proprio posto presso la Biblioteca di Città di Castello e che non le risultava che delle parti avessero seguito altra destinazione (vedi registrazione magnetica e report di stampa del consiglio comunale).
Di conseguenza in data 25 novembre 2009 ho effettuato un sopralluogo, quale istanza di sindacato ispettivo consiliare, presso la sede della Raccolta Civica (locali della Biblioteca comunale) appurando l’effettiva mancanza di vari reperti. Nell’occasione mi è stato confermato il fatto che questi reperti sono stati prelevati dalla Sovrintendenza e trasferiti a Perugia dopo essere stati esposti alla Mostra “Alle radici della città: Testimonianze archeologiche di Tifernum Tiberinum” (svoltasi a Città di Castello presso Palazzo Vitelli dal 26 maggio al 22 agosto 2004) in occasione della quale erano stati debitamente restaurati.
Nel frattempo sono venuto in possesso della documentazione con la quale il Comune di Città di Castello sottoscrive con la Soprintendenza del Beni Archeologici dell’Umbria un “verbale di ritiro materiali archeologici” datato 23 agosto 2004 che comprende inspiegabilmente, fra i reperti consegnati al Comune per realizzare la mostra, anche quelli che erano invece appartenenti alla nostra Raccolta Civica.
Sono numerosi i reperti archeologici tifernati che si trovano a Perugia pur essendo patrimonio della città e il trasferimento dei suddetti reperti appartenenti alla Raccolta Civica produce un ulteriore depauperamento del nostro patrimonio archeologico. Il rischio è di ripetere l’increscioso percorso in virtù del quale, mancando una sezione museale archeologica a Città di Castello, i celebri e preziosissimi reperti protostorici di Trestina e Fabbrecce ora fanno bella mostra di sé in una sala del Museo di Cortona.
Ciò considerato ho ritenuto opportuno interrogare il Sindaco per conoscere i motivi e i criteri in base ai quali l’amministrazione ha sottoscritto il “verbale di consegna” e perché i reperti custoditi fino al 2004 presso la sala della Raccolta Civica assieme a tutti gli altri, ora si trovano presso la Sovrintendenza di Perugia. Ho chiesto infine se è intenzione dell’amministrazione comunale chiederne una sollecita restituzione.
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