Adozione cani, Marzi: "una questione spesso contrassegnata da polemiche immotivate"

03/12/2009 15.52.25
Tema: ATTUALITA
Argomento:
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Valtiberina - Si continua sulla strada tracciata certi di aver dato risposte importanti
“L’intera questione è stata spesso contrassegnata dalle polemiche, frequentemente immotivate e talvolta strumentali. Noi continuiamo sulla strada tracciata a suo tempo, certi di aver dato risposte importanti al problema e oggi gratificati anche da numeri importanti nella lotta al randagismo”. Riccardo Marzi, presidente della Comunità Montana Valtiberina, introduce così i dati che si riferiscono al capitolo “adozioni” nelle due strutture che sul territorio tiberino fungono da canile rifugio (a Badia Tedalda) e canile sanitario (a Sansepolcro). Se è vero che i numeri non mentono, siamo di fronte a dati importanti. Nel totale delle due strutture che ospitano gli animali, in poco più di sei mesi sono state portate a compimento 39 adozioni complessive, più 6 in via di definizione, così suddivise: 27 adozioni di cani ospiti del canile sanitario, 12 del canile rifugio. Ma c’è un altro dato che viene letto con favore nell’ente comprensoriale. Ben 13 di queste adozioni sono arrivate dietro l’adesione di privati cittadini al progetto elaborato dalla stessa Comunità Montana per incentivare il ritiro degli animali dai canili tramite incentivi economici spalmati in tre anni. “In tanti – dice Marzi – ci criticarono quando studiammo una formula che è propria anche di altri enti e che aveva lo scopo di favorire ulteriormente la lotta al randagismo e l’adozione di cani dalle strutture pubbliche. Vediamo adesso che un numero cospicuo di persone hanno aderito alla nostra proposta”. Alla soddisfazione della Comunità Montana fa eco quella della Asl. “Il numero di cani adottati – afferma il dottor Umberto Coresi, veterinario dell’azienda sanitaria aretina – è davvero considerevole, anche in rapporto ad altre entità che sorgono in Toscana. Questo se da una parte testimonia la sensibilità della nostra gente nei confronti delle sorti degli animali, dall’altra premia una strategia che ha dato i suoi frutti. Il risultato raggiunto a Badia Tedalda è ottimo, anche considerando che qui sono confluiti gli animali prima ospiti nella struttura non più a norma dei Sassi Rossi, molti dei quali anziani. Ed è ottimo pure il numero di cani adottati dal canile sanitario. Da qui, pochissimi animali sono stati dirottati successivamente a Badia Tedalda dopo i canonici 60 giorni. La stragrande maggioranza è stata adottata. E di ciò va reso merito pure a chi gestisce direttamente la struttura di Sansepolcro, vale a dire la Protezione Civile, che opera bene anche a livello di sensibilizzazione verso gli utenti. Certo, c’è stata anche una certa mortalità fra gli animali. Ma, numeri e casi alla mano, posso affermare che si tratta di una mortalità fisiologica e comunque assolutamente in linea con i dati che appartengono a strutture similari che sorgono in altre zone della Toscana”.
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