Antonio Segreti (PSI), decreto "Calderoli" metodo troppo drastico che graverà sulle Regioni

03/12/2009 8.14.27
Tema: POLITICA
Argomento:
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Sansepolcro - Se gli effetti del decreto legge dovessero attuarsi chi garantirà i servizi e gli investimenti?
Il governo nazionale di centro-destra con il decreto “Calderoli” di riordino delle autonomie locali e un emendamento inserito nella finanziaria vuole cancellare la montagna stabilendo anche la fine delle Comunità Montane: 1 Gennaio 2010.
Il problema non è soltanto quello della cancellazione dei 50 milioni annui che lo Stato centrale eroga alle Comunità Montane, quanto il metodo drastico che trasferisce il peso finanziario sulle Regioni senza che queste si siano preparate e di fatto non potranno sostenere
Il costo del mantenimento delle realtà montane disagiate.
Se gli effetti del decreto legge dovessero attuarsi chi garantirà i servizi e gli investimenti? saranno in grado i piccoli comuni montani di sostenere questa riorganizzazione? saranno in grado i piccoli comuni montani a gestire in forma associata i servizi?
La politica dei proclami, dei tagli indiscriminati, della improvvisazione senza indicare possibili soluzioni alle varie problematiche non ci pare vada nella direzione di trovare le giuste risposte e di operare nell’interesse del cittadino. Siamo tutti d’accordo nel risparmiare ed ottimizzare ma non a costo di smantellare tutto quello che di positivo è stato costruito negli anni.
L’improvvisazione appare chiara e imbarazzante a tutti perché dei 14 emendamenti presentati dal governo alla Finanziaria 6 sono stati giudicati inammissibili, 6 congelati e sarà riformulato l’emendamento con i tagli agli enti locali.
L’attuale proposta di riordino delle autonomie locali va a nostro avviso anche contro il tanto sbandierato federalismo fiscale perché con questa riforma si accentrano i servizi a danno delle popolazioni montane e disagiate.
Il disegno di legge prevede anche un drastico taglio degli organi rappresentativi dei Comuni finendo di fatto con il ridurre i piccoli e i medi a meri feudi prefettizi, ovvero la negazione del principio costituzionale della rappresentatività.
Se si vuole risparmiare sui costi della politica perchè non si interviene sulla riduzione del numero dei parlamentari e del loro entourage che come noto rappresentano il grosso del costo? Perché dobbiamo tagliare coloro che hanno meno voce e che spesso operano per il bene delle comunità locali quasi gratuitamente?
Tutto questo passa sotto silenzio e nell’indifferenza generale; occorre invece una mobilitazione seria e costruttiva di tutte le forze che vogliono certo evitare gli sprechi, ma che vogliono salvaguardare i servizi alle popolazioni montane e disagiate conquistati dopo anni di battaglie nell’interesse di tutta la collettività.
Partito Socialista Italiano
Zona Valtiberina
Antonio Segreti
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