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Notizie dalla Valtiberina
martedì 22 maggio 2012
     

Influenza A, pandemia in forte calo

11/12/2009 14.36.56

Tema: ATTUALITA

Argomento: VIRUS A/H1N1

Visto: 118 volte

Arezzo - Si allarga la fascia di coloro che si possono vaccinare

Notizie confortanti sull'influenza A. Secondo la previsione di un gruppo di esperti americani, “se l'andamento dell'infezione continuerà come è stato sinora, si potrà dire che si è trattata di un'epidemia di media intensità”. Gli esperti usa calcolando il rapporto fra i casi di infezione da A/H1N1 e la mortalità, sostengono che “il rapporto tra casi sintomatici e decessi appare sinora più basso che nelle precedenti tre pandemie”.

Secondo le rilevazioni dell'Università di Harvard, “siamo ad una stima che oscilla fra le 10.000 e le 15.000 vittime a causa del virus A, individuando in 60.000 il numero di decessi nell'ipotesi peggiore.” Ad oggi i morti sfiorano appunto i 10.000 in tutto il mondo, con una prevalenza netta di casi nel continente americano. In Italia le vittime correlate con una concausa di virus A/H1N1 sono 114, e in tutta Europa poco più di 1.000.

Quasi tre milioni e mezzo sono i casi di infezione accertati in Italia a partire dalla messa a punto a metà ottobre di Influnet, il sistema di controllo adottato dal governo per gestire l'emergenza.

Gli esperti continuano comunque a porre l'accento su una possibile terza ondata di influenza, che potrebbe aver luogo subito dopo le vacanze natalizie.

E nel nostro territorio? La situazione non si differenzia dal resto d'Italia. La pandemia è il calo ovunque. Nell'ultima settimana non si registra nemmeno un ricovero di casi accertati, nemmeno correlati ad altre patologie.

Sul fronte delle vaccinazioni possiamo dire che le dosi arrivate alla nostra Asl sono state fino ad oggi 42.720, di cui 13.900 arrivate ieri in vista dell'ampliamento delle categorie a cui può essere fatto il vaccino. In queste ore viene firmata dal Ministero la ordinanza che allarga i cittadini che possono richiedere la vaccinazione. Ultima categoria ammessa gli ultrasessantacinquenni con una patologia a rischio e i giovani da 17 a 27 anni. In entrambi i casi i cittadini si devono rivolgere al proprio medico di famiglia.

Resta ovviamente aperta la possibilità per tutte le altre categorie a cui fino a d ora era concesso il vaccino.

Per il personale sanitario e sociosanitario nonché per gli addetti ai servizi di pubblica utilità, rivolgendosi direttamente ai centro vaccinazioni dell'azienda sanitaria. Per le altre categorie, ai propri medici di famiglia, o pediatri per i bambini.

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