Guardia di finanza: Arrestati cinque extracomunitari per spaccio di sostanze stupefacenti.

20/12/2009 12.59.01
Tema: CRONACA
Argomento:
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Arezzo - Ieri, i cinque che sono stati assicurati al carcere di San Benedetto
In questi ultimi giorni, dopo alcuni mesi di indagine, è stata portata a termine dagli uomini delle Fiamme Gialle di Arezzo, un’operazione antidroga con la cattura di cinque soggetti magrebini in esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal GIP del Tribunale di Arezzo, su richiesta del Pubblico Ministero titolare delle indagini, Dott. Marco DIONI.
L’operazione, che prende spunto anche dalla costante attività di controllo del territorio, con particolare riferimento ai luoghi di ritrovo ed aggregazione per i giovani, ha permesso di individuare un sodalizio criminoso, costituito da extracomunitari - tra loro legati da stretti vincoli di parentela e da tempo residenti tra Arezzo e Castelfiorentino (FI), dedito allo spaccio di ingenti quantitativi di hashish, circa 20/25 chili al mese, provenienti dalla provincia di Firenze, composto da F.A. di anni 24; F.A. di anni 26; F.M. di anni 23; S.A. di anni 20; N.A. di anni 24.
I sospetti sulla fiorente illecita attività posta in essere sono stati confermati da alcuni sequestri di modiche quantità di stupefacente operati nei confronti dei giovani consumatori, abituali frequentatori dei locali notturni della città, poi segnalati alla Prefettura per le irrogazioni delle previste sanzioni, nonché da altri arresti effettuati in fragranza di reato con conseguente sequestro di hashish e denaro provento di spaccio.
Gli elementi così raccolti hanno consentito agli uomini del Nucleo pt di Arezzo, coordinati dal Comandante Provinciale, Col. Dario Solombrino, di riferire con precisione i dettagli dello spaccio alla locale Autorità Giudiziaria che, stante la complessità ed il numero dei personaggi interessati, ha ritenuto opportuno concedere strumenti investigativi di maggiore capacità penetrativa.
Dalle risultanze delle indagini tecniche, infatti, nonché dai riscontri avuti attraverso la tipica attività di pedinamento ed appostamento, è stato possibile ricostruire le modalità con cui gli arrestati rifornivano di hashish la piazza aretina. In particolare, ogni approvvigionamento di stupefacente veniva immediatamente occultato in una zona boschiva nella periferia della città per essere successivamente recuperato, di volta in volta, a seconda delle richieste dei “pusher”, i quali provvedevano successivamente alla vendita al dettaglio.
Da qui il fantasioso nome che i finanzieri hanno voluto dare all’importante operazione di servizio, che ha notevolmente limitato la disponibilità, sulla piazza di Arezzo, della sostanza stupefacente oramai sentita dai giovani non più come un pericolo per la salute o un’azione comunque illecita, bensì come un fattore modaiolo e di appartenenza al gruppo.
Inoltre, nel corso dell’ultima perquisizione eseguita presso l’abitazione di tre degli arrestati, è stato individuato un soggetto privo di documenti e permesso di soggiorno, denunciato alla locale Autorità Giudiziaria per il reato di clandestinità recentemente introdotto, nei cui confronti è già stato spiccato un ordine di espulsione dal territorio nazionale.
Ieri, i cinque che sono stati assicurati al carcere di San Benedetto, hanno sostenuto l’interrogatorio di garanzia innanzi al GIP, che ha confermato la loro permanenza presso l’istituto di pena.
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