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martedì 22 maggio 2012
     

Antonio Segreti, Odg sul disegno di legge Calderoli

21/12/2009 17.07.33

Tema: POLITICA

Argomento:

Visto: 358 volte

Sansepolcro - Il DDL Calderoli rappresenta solo l’ultimo colpo di scure

Considerato

Il Disegno di Legge recante “Individuazione delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane, semplificazione dell'ordinamento regionale e degli Enti Locali, nonché delega al Governo in materia di trasferimento di funzioni amministrative, Carta delle Autonomie Locali, razionalizzazione delle Province e degli Uffici territoriali del Governo. Riordino di Enti ed Organismi decentrati" presentato dal Ministro Calderoli alla seduta del Consiglio dei Ministri tenutasi lo scorso 19 Novembre e approvato dal Consiglio stesso che lo ha trasmesso alle Camere;

CONSIDERATO CHE

si legge all’art.1 –Finalità e Oggetto- del provvedimento stesso che questo “individua e disciplina le funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane. Ne favorisce l’esercizio in forma associata, al fine di razionalizzarne le modalità di esercizio, di favorirne l’efficienza e l’efficacia e di ridurne i costi.”

CONSIDERATO CHE

tale Disegno di Legge al fine di favorire l’efficacia e l’efficienza degli Enti Locali, prevede all’art. 20 e 21 una drastica riduzione del numero dei Consiglieri Comunali e degli Assessori e l’abrogazione delle Comunità Montane.

IL CONSIGLIO COMUNALE:

• ritiene fondamentale attivare un percorso virtuoso che porti ad una diminuzione dei costi complessivi del sistema politico nel nostro Paese e che coinvolga tutti i livelli politici e istituzionali che lo compongono. L’attivazione di percorsi virtuosi e di ottimizzazione delle risorse rientra, ormai da anni, nella natura dei Comuni stessi abituati ad affrontare i problemi che li competono, ora anche accentuati dalle ripercussioni della crisi, con sempre meno trasferimenti da parte dei Governi;

• ritiene che comunque tale riduzione dei costi della Politica, non debba mettere in discussione in nessun modo il sistema democratico del nostro Paese. I costi della Politica e della Democrazia non vanno confusi e sovrapposti;

• ritiene che una sfida importante come quella della riduzione dei costi della Politica, non possa essere affrontata solo mediante spot giornalistici e televisivi, in cui si enuncia il taglio di circa 50.000 “poltrone”, senza specificare quali, ma che necessiti un’analisi più approfondita del problema;

SOSTIENE CHE

il ruolo dell’Amministratore Comunale, soprattutto nei Piccoli Comuni, sia fondamentale per l’esercizio della Democrazia nel nostro Paese e che tale incarico non possa essere assolutamente semplificato con il termine “poltrone”, vista l’assoluta irrilevanza delle indennità che competono a tali cariche e i risparmi, quasi inconsistenti, che questa comporterebbe nei bilanci degli Enti stessi;

RITIENE CHE

tale modalità di affrontare il problema sia assolutamente “qualunquista”, visto che non va a scalfire in nessun modo quelli che potrebbero essere i veri costi della politica, come le indennità ed il numero dei Ministri e dei Sottosegretari, dei Parlamentari e dei Senatori e soprattutto dei vari consulenti esterni che affiancano l’attività di ogni Ministero. Tale questione è ancora più rilevante se si va ad analizzare il rapporto fra le indennità e la scarsa produzione legislativa e ministeriale in essere;

RITIENE INOLTRE FONDAMENTALE SALVAGUARDARE

I PRINCIPI DELLA MONTANITA’ E DELLA MARGINALITA’ E SOSTIENE CHE

i Territori Montani, quelli marginali e i Piccoli Comuni, necessitano di Politiche specifiche che tengano conto della specificità di quei territori. La Montagna necessità di politiche ad hoc per il mantenimento dei propri servizi e per il proprio sviluppo. La Montagna in Toscana, come in Italia, rappresenta il 56% del Territorio e non può quindi essere liquidata.

ESPRIME FORTE PREOCCUPAZIONE PER IL FUTURO DEI TERRITORI MONTANI E MARGINALI E SOSTIENE CHE

il DDL Calderoli rappresenta solo l’ultimo colpo di scure, quello finale, che viene dato alla Montagna, ai territori marginali e ai Piccoli Comuni. Tali territori si trovano in profonda difficoltà e necessitano di una Governance specifica. Tale difficoltà si è accentuata con il venire della crisi economica e con i continui tagli che vengono fatti, in maniera indiscriminata, a livello centrale. La questione è molto complessa e va dagli effetti sciagurati della riforma Gelmini, alle Politiche di Poste Italiane nei confronti degli Uffici Postali Marginali, alla Banda Larga, il taglio pesante al Fondo Sociale Nazionale, per arrivare al recente Decreto Ronchi

sull’acqua e alla probabile “privatizzazione” del Trasporto Pubblico Locale, che porteranno ancora una volta ad aumentare le difficoltà, già profonde, presenti in questi territori.

IL CONSIGLIO COMUNALE

• esprime giudizio negativo sul testo del DDL Calderoli, uscito dal Consiglio dei Ministri e trasmesso alle Camere;

• ritiene necessario attivare un percorso che porti ad una riduzione complessiva dei costi della Politica nel nostro Paese;

• ritiene che i costi della Politica non siano assolutamente da sovrapporre ai costi della Democrazia e considera che il ruolo degli Amministratori dei Comuni, specialmente di quelli Piccoli, sia fondamentale per l’espletamento della Democrazia nel nostro Paese;

• teme che tale disegno di legge si inserisca in un disegno più complesso che miri ad una continua denigrazione di tutte le forme di rappresentanza delle Comunità Locali, dalle Istituzioni alle Associazioni;

• ritiene che questa continua campagna denigratoria nei confronti degli Amministratori Locali, unita ai continui tagli alle loro indennità, alimenti un percorso già in essere che esclude dalla Politica, e quindi dalle Istituzioni, le energie migliori del nostro Paese;

• ritiene che per i Territori Montani e Marginali, i Piccoli Comuni sia necessaria una vera politica di Governance specifica che garantisca la specificità di tali Territori. Tale particolarità, ad oggi, è garantita dall’azione di Governance locale svolta dall’attività delle Comunità Montane, fondamentali per lo sviluppo di quei territori e per il mantenimento dei servizi minimi;

• è comunque disponibile ad affrontare un percorso che metta anche in discussione la forma istituzionale “Comunità Montana”, ma che garantisca e magari ampli le possibilità di sviluppo delle “Comunità Montane”, intese come Comunità costituite da persone, aziende, associazioni, che necessitano di attenzioni particolari, di incentivi, di servizi sempre maggiori e non come un territorio da “chiudere”. Non affrontare questo problema vuol dire non affrontare una questione che riguarda il 56% della superficie del

• nostro Paese. I problemi di questi territori, completamente diversi da quelli dei territori densamente abitati, necessitano di risposte specifiche. La permanenza delle “Comunità Montane” è fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese, la sua tutela idrogeologica, lo sviluppo del Sistema Italia.

DISPONE

la trasmissione di tale atto ad Uncem Toscana, Anci Toscana, Regione Toscana, a tutti i Parlamentari eletti in Toscana, al Ministero ai Rapporti con le Regioni e al Ministero per la Semplificazione Normativa.

Antonio Segreti

Riccardo Del Furia

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