Accedi    Registrazione
Notizie dalla Valtiberina
martedì 22 maggio 2012
     

Alcherigi (PRC) contro l'intitolazione di una strada in memoria di Bettino Craxi

06/01/2010 18.27.34

Tema: POLITICA

Argomento:

Visto: 145 volte

Citta di Castello - Il capogruppo del Prc sinistra europea risponde a Rampi

Bettino Craxi è stato sicuramente uno dei personaggi politici più rilevanti

e discussi della prima Repubblica . Fine politico, con delle zone d’ombra così

pesanti da macchiarne in maniera indelebile la credibilità ed onorabilità come

si legge anche nella sua biografia tratta da Wikipedia :

“ Sentenze passate in giudicato : 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo

Eni-Sai il 12 novembre 1996; 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le

mazzette della metropolitana milanese il 20 aprile 1999. Le condanne subite :

4 anni e una multa di 20 miliardi di Lire in primo grado per il caso All

Iberian il 13 luglio 1998, pena poi prescritta in appello il 26 ottobre 1999; 5

anni e 5 mesi in primo grado per tangenti Enel il 22 gennaio 1999; 5 anni e 9

mesi in appello per il Conto Protezione, sentenza poi annullata dalla

Cassazione con rinvio il 15 giugno 1999; 3 anni in appello bis per il caso

Enimont il 1° ottobre 1999. Craxi fu anche rinviato a giudizio il 25 marzo 1998

per i fondi neri Montedison e il 30 novembre 1998 per i fondi neri Eni. Per

tutti gli altri processi in cui era imputato (alcuni dei quali in secondo o in

terzo grado di giudizio), è stata pronunciata sentenza di estinzione del reato

a causa del decesso dell'imputato. Il 29 aprile 1993, la Camera dei Deputati

negò l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti provocando l'ira

dell'opinione pubblica e facendo gridare allo scandalo numerosi quotidiani.

Nella stessa aula, seguono momenti di tensione, con cui i deputati della Lega e

del MSI gridarono "ladri" ai colleghi che avevano votato a favore di Craxi.

Alcuni ministri del governo Ciampi si dimisero in segno di protesta.Il 30

aprile in tutt'Italia si svolsero manifestazioni di dissenso: a Roma circa 200

giovani dell'istituto Einstein avevano sostato in piazza Colonna scandendo

slogan contro governo e Parlamento; un altro centinaio aveva protestato davanti

alla sede del PSI in via del Corso; un terzo gruppo, proveniente dal liceo

Mamiani, aveva percorso in corteo il centro storico soffermandosi sempre

davanti alla sede del PSI dove però era stato disperso dalle forze dell'ordine.

C'era una manifestazione del Movimento Sociale Italiano nella galleria Colonna

- che aveva preceduto un incontro stampa del segretario Gianfranco Fini per

sottolineare l'impossibilità di tenere in vita questo parlamento - ed un'altra

dimostrazione si era tenuta in serata per iniziativa del PDS, la cui segreteria

era stata all'uopo sospesa. Diverse migliaia di persone si erano radunate in

piazza Navona per ascoltare i discorsi del segretario del PDS Occhetto, Rutelli

e Ayala: essi tutti avevano incitato i presenti a protestare contro il voto

parlamentare a favore di Craxi. Un piccolo corteo, organizzato dalla Lega Nord,

sfilava infine da piazza Colonna al Pantheon. In coincidenza con la fine del

comizio tenutosi a Piazza Navona, una folla invase Largo Febo e attese Craxi

all'uscita dell'hotel Raphael, l'albergo che da anni era la sua dimora romana.

Quando Craxi uscì dall'albergo, i manifestanti lo bersagliarono con lanci di

oggetti, insulti e soprattutto monetine e cantilene irridenti. Con l'aiuto

della polizia, Craxi riuscì a salire sull'auto e poi lasciò l'hotel.

Quest'episodio,ritrasmesso centinaia di volte dai TG, viene preso come simbolo

della fine politica di Craxi.. Egli stesso definì quanto aveva subito "una

forma di rogo" in una intervista a Giuliano Ferrara trasmessa su Canale 5.Nel

corso dell'anno emersero sempre più prove contro Craxi: con la fine della

legislatura e l'abolizione dell'autorizzazione a procedere, per Craxi si fece

sempre più vicina la prospettiva di un arresto. Il 15 aprile 1994, con l'inizio

della nuova legislatura in cui non era stato ricandidato, cessò il mandato

parlamentare elettivo che aveva ricoperto per un quarto di secolo e, di

conseguenza, venne meno l'immunità dall'arresto. Il 12 maggio 1994 gli venne

ritirato il passaporto per pericolo di fuga, ma era già troppo tardi perché

Craxi, si seppe solo il 18, era già in Tunisia ad Hammamet, protetto dall'amico

Ben Alì; già il 5 maggio era stato avvistato a Parigi. Il 21 luglio 1995 Craxi

sarà dichiarato ufficialmente latitante. La fuga all'estero del leader

socialista fu percepita dall'opinione pubblica come un tentativo di sottrarsi

all'esecuzione penale delle condanne penali inflittegli. La forte personalitÃ

di Bettino Craxi incise in tal modo sulla strutturazione stessa del PSI da

determinarne, dopo la sua uscita di scena e anche a causa delle inchieste di

Tangentopoli, il rapido e repentino disfacimento. “

Oggi molti sono a “ caccia “ dell’eredità politica di questo che fu il primo

socialista a ricoprire l’incarico di primo ministro nella storia repubblicana

dal 1983 al 1987 .

Così mentre, il governo decide di mettere all’asta i beni confiscati ai

mafiosi, rendendo possibile così il riacquisto da parte di loro prestanome, il

Sig. Cristiano Aldegani, sindaco leghista di Ponteranica (Bergamo) decide che

la biblioteca comunale non sarà più dedicata a Peppino Impastato, il giovane

siciliano ucciso dalla mafia nel 1978, su mandato di Tano Badalamenti mafioso

e pregiudicato, altri a partire dal Sindaco di Milano Letizia Moratti per

finire al Consigliere Rampi chiedono a gran voce di intitolare una via alla

memoria di Bettino Craxi.

Credo che il Consigliere Ivano Rampi e chiunque altro nel nostro Paese voglia

intitolare una strada a questo personaggio, dovrebbe rileggersi questa

biografia e magari provare un po’ di vergogna o imbarazzo per la proposta

indecente, questo senza che nessuno voglia disconoscere le tante cose buone

fatte da Craxi il nostro Paese.

Forse tutto questo sta diventando un fatto normale per un Paese nel quale è

più facile con una condanna diventare capo del Governo o entrare in Parlamento

ed allora non riusciremo più a scandalizzarci se qualcuno, da qualche parte

del nostro Paese proponga per altri pregiudicati l’intitolazione di una via o

piazza alla memoria.

Tutto questo negli altri Paesi democratici e liberali non potrebbe mai

succedere.

Mauro Alcherigi Capogruppo Consiliare Rifondazione Comunista Sinistra

Europea

Condividi la notizia!

I commenti dei lettori

Il Normalman - 06/01/2010 19.14.19 ha scritto:

Si potrebbe intitolargli una tangenziale :)Scherzi a parte, la richiesta di Rampi è vergognosa!!!

Fai Login al sito: click qui

Non sei ancora registrato? fai click qui

Inserisci il tuo commento (max 2000 caratteri):



*

 

Segnala l'articolo ad un amico

Il tuo nome
 
La tua email
   
Nome dell'amico
 
Email dell'amico
   
Inserisci un messaggio per il tuo amico (facoltativo):

*
(*) Contro un uso improprio, l'uso di questo servizio e' monitorizzato.

 

Annunci Immobiliari Lavoro Auto Moto Valtiberina

 
  Privacy - Copyright Euromedia Communications P.IVA 02487440543