Prc/Umbria. Elezioni regionali: è la coalizione che deve scegliere il candidato presidente

08/01/2010 11.10.50
Tema: POLITICA
Argomento:
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Umbria - La scelta del candidato Presidente non è una questione privata
Rifondazione comunista dell'Umbria assiste sempre più preoccupata al confronto all'interno del Pd per la scelta del candidato a Presidente della Giunta regionale. Nel Pd è in corso una sorta di partita a poker tra le diverse correnti, alcune personalità, rappresentanti generazionali e dei territori che poco hanno a che fare con uno sforzo per definire un progetto politico per
l'Umbria, dentro la crisi economica e sociale che investe pesantemente il nostro sistema produttivo e aggredisce i livelli occupazionali.
Nello scontro in atto nel Pd appare del tutto esclusa la politica, almeno quella che s'intende come capacità di elaborare risposte alle nuove esigenze di allargamento dei diritti sociali e di correzione del modello di sviluppo economico.
Sicuramente dal confronto sono escluse tutte le forze politiche che in questi ultimi dieci anni hanno condiviso le responsabilità del governo regionale. Un'esclusione pesante, perché sottrae alla coalizione la possibilità di condividere un'analisi dell'Umbria e delle sue prospettive.
In questo senso, la Federazione della Sinistra umbra ha già espresso con chiarezza una valutazione politica: “nel corso di questi ultimi cinque anni, sotto l'incalzare della crisi, l'azione riformatrice della Regione ha conosciuto una battuta d'arresto e non è riuscita a trasmettere quell'impulso all'innovazione, indispensabile per superare quei ritardi strutturali
che da anni pesano sul sistema economico umbro e, nonostante gli sforzi compiuti, continuano a permanere, costituendo una non secondaria ipoteca per il futuro dell'Umbria” (dal documento politico della Federazione della Sinistra umbra "Per combattere la crisi prima il lavoro" del 13 novembre 2009).
Un giudizio, pertanto, con luci ed ombre, da cui è doveroso ripartire per definire una linea di marcia dell'Umbria dentro la crisi, per provare ad uscire più forti dal punto di vista economico e con più diritti e giustizia sociale.
E’ questo che vogliamo e non assistere impotenti allo scontro burocratico sulle norme interne del Pd: terzo mandato sì o no, diritto o meno a partecipare alle primarie di partito, ricambio generazionale e via discorrendo di questo passo.
La scelta del candidato Presidente non è una questione privata del Pd, ma di tutte le forze che in questi anni hanno costituito la coalizione in Umbria. Il perseverare da parte del Pd nell'espropriare le forze del centrosinistra nella scelta del candidato, avulsa da un qualsiasi riferimento a programmi e contenuti, è una scelta perdente dal punto di vista della costruzione
del consenso.
Lo scontro con il centrodestra non sarà formale e la necessità di allargare il consenso alla coalizione è questione prioritaria. Dal nostro punto di vista il consenso si determina e si allarga con una proposta politica chiara e netta e con un candidato in grado di partire da livelli di popolarità e da una forza elettorale già sperimentata che metta al riparo dai rischi di sgradite sorprese al momento dello spoglio delle schede.
Stefano Vinti
Segretario regionale Prc Umbria
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