Il deserto dei diritti e la rivolta di Rosarno

10/01/2010 20.26.24
Tema: ATTUALITA
Argomento:
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Sansepolcro - Per i giovani del PD gli immigrati di Rosarno sono uomini senza diritti
Le agghiaccianti dichiarazioni del ministro Maroni e di altri esponenti della Lega e del PDL non lasciano dubbi: le gravi vicende di Rosarno e le gravi violenze che le hanno caratterizzate sarebbero state provocate da un “...eccesso di tolleranza verso l’immigrazione responsabile di criminalità...”.
Maroni e i suoi accoliti sanno che le cose stanno esattamente al contrario.
Il dramma che si è consumato e che si sta consumando in Calabria, in un comune sciolto per mafia e con la “caccia al negro” da parte di alcuni cittadini esasperati e forse manovrati , dipende prima di tutto da una mancata integrazione; da una legislazione che inchioda gli immigrati alla clandestinità rendendoli INVISIBILI, RICATTABILI, e quindi OGGETTI DI UNO SFRUTTAMENTO DI ALTRI SECOLI da parte dei “caporali” delle diverse mafie che dimostrano, anche in quest’occasione di avere interessi definiti ed il controllo di un territorio dove c’è una pesante sospensione della democrazia imposta dalla ‘ndrangheta.
Gli immigrati di Rosarno sono uomini senza diritti di una maledetta brigata di disperati che si sposta da un punto all’altro del Paese vendendosi dove è possibile ogni giorno fino all’esaurimento della propria forza fisica e dignità per pochi quattrini appena sufficienti alla sopravvivenza quotidiana.
I Giovani Democradici di Sansepolcro auspicano che, dopo le violenze dei giorni scorsi lo stato deve intervenire tempestivamente con equilibrio saggezza ed umanità sapendo che a Rosarno come in gran parte della Calabria il rispetto dei diritti e della dignità di tutti e la lotta contro la mafia sono due faccie della stessa medaglia.
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