GDF Arezzo: Arrestato imprenditore indiano

13/01/2010 11.06.16
Tema: CRONACA
Argomento:
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Arezzo - Sfruttava ed estorceva denaro a connazionali che faceva lavorare irregolarmente
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo, nel quadro dei servizi disposti a tutela dei lavoratori ed a contrasto del c.d. “sommerso da lavoro”, hanno accertato la presenza, presso un opificio dedito alla lucidatura di fibbie metalliche di note “griffes” della moda, di diversi lavoratori “in nero”. All’atto dell’accesso dei finanzieri il titolare dell’azienda, di origina indiana, aveva obbligato alcuni suoi dipendenti irregolari a nascondersi all’interno di un angusto locale posto nel sottotetto per evitare problemi; il fugace tentativo non è però passato inosservato ai militari della Compagnia di San Giovanni Valdarno che, arrampicandosi su una scala, hanno facilmente individuato 6 operai extracomunitari. L’imprenditore indiano veniva quindi denunciato all’Autorità Giudiziaria per sfruttamento di manodopera clandestina; le indagini delle Fiamme Gialle aretine, però, non si sono limitate all’immediata contestazione dei fatti ma sono state sviluppate a tutto campo.
La successiva analisi degli elementi raccolti durante il controllo, infatti, ha portato alla luce una realtà a dir poco inquietante: ai lavoratori dipendenti, tutti di origine indiana, il titolare dell’impresa, S.B., di anni 32, loro connazionale, riconosceva una retribuzione quasi “simbolica”, pari a circa 3 euro all’ora per una giornata lavorativa non inferiore alle 11 ore, omettendo il versamento dei contributi dovuti, ed imponeva anche il pagamento di considerevoli somme di danaro (dai 10.000 ai 15.000 euro) per predisporre, quale datore di lavoro, la documentazione burocratica necessaria al loro ingresso in Italia.
Inoltre, evidentemente non pago di tutto ciò, l’imprenditore pretendeva dai propri connazionali, per la consegna delle buste paga (documentazione indispensabile per il rinnovo del visto di soggiorno), ulteriori somme di denaro che i malcapitati in alcuni casi erano costretti a reperire contraendo appositi finanziamenti con società di credito al consumo, garantiti dallo stesso S.B..
Scoperta la serie di illegalità commesse dall’imprenditore indiano, le Fiamme Gialle del Valdarno aretino hanno così fatto scattare il “blitz” mentre lo stesso stava riscuotendo da un suo connazionale una nuova tangente da 4.000 Euro in banconote precedentemente fotocopiate dai militari. S.B. è stato quindi associato alla Casa Circondariale di Arezzo, dove è tuttora ristretto, e i suoi dipendenti sono stati liberati dall’incubo e dalle continue estorsioni.
Gli ulteriori approfondimenti, infatti, tuttora in corso, hanno consentito di acclarare la responsabilità di S.B. in altri episodi della specie e, in alcuni casi, di accertare che le “transazioni” erano avvenute anticipatamente anche nel loro paese di origine.
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