Il 2009 del Vicesindaco Luciano Bacchetta

14/01/2010 14.52.55
Tema: POLITICA
Argomento:
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Citta di Castello - Dalla Carta argento, alla campagna ‘Antitruffe’ fino al Piano regionale per la non autosufficienza
“Dalla Carta argento, alla campagna ‘Antitruffe’ diretta agli anziani fino ai progetti del Piano regionale per la non autosufficienza destinati a diurni per i malati di Alzheimer e a strutture per minori disabili, l’impegno dei Servizi sociali si è concentrato nella gestio-ne delle emergenze e nella programmazione delle tendenze di medio periodo” dichiara il vicesindaco e assessore ai Servizi sociali del comune di Città di Castello Luciano Bacchetta, nel fare un bilancio dell’anno appena concluso: “Il criterio che ha informato l’azione amministrativa in fatto di welfare si è basato sulla cura dei suoi membri, colpiti dagli effetti occupazionali della crisi economica. Il crescente impiego di risorse finanzia-rie, circa 2milioni e seicentomila euro nel 2008, è il saggio di come la tutela sociale dei soggetti anche temporaneamente svantaggiati guidi la nostra azione”.
Il quadro sociale. Cambia la direzione dei movimenti migratori perché per la prima volta l’anagrafe conta tra i nuovi iscritti più italiani che stranieri (544 contro 501), a fron-te di un progressivo invecchiamento della popolazione: la fascia della terza età è ormai il 22 per cento dell’intero corpo demografico mentre i cittadino sotto i 15 anni scendono al 12,9. La componente comunitaria ed extracomunitaria è comunque in aumento: so-no donne (badanti da Russia, Ucraina, dalla Repubblica Dominicana e dalla Bulgaria) e minorenni (22%) della Ue (53%) ma anche dall’Africa (2008 33.7 contro 35.6 del 2007). Il 51% delle famiglie ha meno di 3 componenti, confermando una semplificazione delle forme familiari e la concentrazione dei nuclei unipersonali nel centro storico: è questa tipologia che ricorre più frequentemente ai servizi con una domanda di welfare in crescita che nel 2008 ha drenato il 47,9 per cento delle risorse del Comune, pari a 2milioni e seicentomila euro. Pur in costante diminuzione dei finanziamenti statali, abbiamo aumentato l’organico dei servizi e impiegato importanti finanziamenti verso infanzia, adolescenza, famiglia, disabilità, anziani, in primo luogo per fronteggiare forme emergenti di esclusione sociale.
“Negli ultimi mesi” dichiara l’assessore Bacchetta “emerge un peggioramento delle condizioni materiali dei nostri concittadini, che ora rappresentano gli utenti di riferimento del sistema di protezione sociale. Sono loro ad aver perso il lavoro o ad aver subito una precarizzazione, anche a causa di fattori altri, come una crisi famiglia o la perdita di un sostegno parentale. Il nostro lavoro dovrà essere diretto a riconsolidare il tessuto, reinserendo nel ciclo produttivo soprattutto le donne. Per fare questo serve un welfare universale, plurale, che l’Umbria ha intenzione di modulare e gestire attraverso gli Ati, gli ambiti territoriali integrati”.
Reddito, lavoro casa. Gli Uffici di cittadinanza anche nel 2009 hanno rappresentato una porta di accesso ai servizi sociali con la presa in carico dell’80 per centro di un utenza, costituita da in particolare da donne, di cittadinanza italiana che esprimono la necessità di un sostegno economico a cui spesso si affianca la ricerca di un posto di lavoro; la ricerca di un aiuto nei compiti di cura, nel caso di un familiare anziano, non sempre autosufficiente, o la necessità di sostegno per problematiche relative ai minori. “Registriamo - aggiunge l’assessore - un aumento della vulnerabilità sociale e del rischio di impoverimento delle famiglie che, pur al di sopra della soglia di povertà, di fronte a particolari eventi nel corso della vita (perdita del lavoro, malattia ecc) risultano a rischio di scivolamento nella povertà. Oltre alle misure anticrisi adottate dalla regione Umbria, il comune ha attivato il Servizio di accompagnamento al lavoro, agevolazioni sulla Tarsu in modo da offrire una rete di sgravi e sostegno economici a chi è stato col-pito da mobilità, cassa integrazione o licenziamento e non può far fronte ad impegni pregressi”.
La non autosufficienza. “Nonostante i minori trasferimenti statali e i vincoli del Patto di stabilità interno, l’Amministrazione comunale è riuscita a potenziare i servizi sociali, grazie a progetti regionali come il Prina, il piano per la non-autosufficenza, che ha destinato un finanziamento di 330.699,00 euro all’Alto Tevere per progetti relativi al cen-tro per i malati di Alzheimer a Trestina o alla struttura per disabili minori a Piosina” aggiunge l’assessore, specificando che “sul fronte delle politiche per la terza età nel 2009 è entrata a regione la Casa Verde, struttura all’avanguardia che si pone accanto alla Casa famiglia San Giovanni e alla Casa albergo di via Luca Signorelli.
Famiglie. Il Piano famiglie, operativo nel 2010, riguarda le famiglie con 4 o più figli, esposte più di altre a processi di impoverimento e di crescente insicurezza per i mutamenti che hanno investito il mondo del lavoro sempre più connotato dalla precarizzazione. Sarà confermata la misura volta all’abbattimento dei costi dei servizi per le famiglie numerose non più circoscritta alla sola Tarsu ma estesa anche ai servizi, dal trasporto scolastico alle attività extrascolastiche; nell’ambito delle azioni per la riorganizzazione dei consultori familiari sono previsti interventi volti alla prevenzione dell’abbandono alla nascita e a sostegno delle gestanti e delle madri in difficoltà; a sostegno all’integrazione sociale delle donne immigrate; mediazione familiare in situazioni di separazione e divorzio.
Giovani. Gli assi di intervento individuati dal Piano Giovani mirano ad accrescere la presenza sul territorio di spazi e opportunità di aggregazione per adolescenti potenziando il lavoro di rete con altri servizi territoriali; rafforzare l’integrazione con i servizi sociosanitari, in particolare per quanto riguarda gli interventi di prevenzione dei comportamenti a rischio; prevenire il disagio degli adolescenti e dei giovani sostenendo e aiutando le famiglie.
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