Emanuele Vellati, tenta la conquista del gigante Mckinley

18/01/2010 8.43.49
Tema: SPORT
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Valtiberina - Il suo stile da alpinista solitario ricorda Renato Casarotto
Martedì 12 gennaio 2010, è partito da solo un giovane venticinquenne: Emanuele Vellati, alto Tiberino, con origini trentine, con l’ambizioso progetto di scalare la montagna McKinley, (6.194), che si trova nello stato dell’Alaska al circolo polare artico. In inverno, le ore del giorno, sono dalle 4 a 6 ore di luce, le temperature raggiungono i meno - 50 gradi, i venti soffiano a 150 chilometri orari. Un Italiano, nel periodo invernale, tenta di raggiunge la cima, passando per West Buttress percorrendo le due varianti che partono da quota 4.700 per arrivare a 6.194 metri, (la vetta),con delle pareti in verticale che hanno una pendenza di oltre il 50%, da mettere in difficoltà chiunque decide di mettersi in questa impresa.
Il suo stile, da alpinista solitario, ricorda, Renato Casarotto, se non addirittura Hans kammerlander, per la sua riuscita delle imprese, cerca di non farsi sfuggire quest’occasione, poi chiarisce: se uno ama la montagna ad alta quota, la salita del massiccio McKinley, prima di arrivare in cima è meravigliosa, comunque vada e sarà un’avventura indimenticabile. Emanuele, ha già alle spalle un gran numero di scalate dolomitiche, (Monte Rosa), qui lui ha fatto l’addestramento prima di partire per il grande progetto. Secondo i sui calcoli, il tempo che trascorre prima della cima è di circa 30 giorni, una sfida senza fare pronostici – continua Emanuele, con pericoli di valanghe, le abbondanti nevicate e la fatica fisica messa dura prova per il trasporto della slitta che è di circa 70 chili, poi ogni sera deve scavarsi una truna come riparo dalla notte polare.
Questa scalata, gli permetterebbe di diventare il primo e più giovane Italiano a fare il record in solitaria, in pieno inverno. L’impresa ha dell’incredibile, nessuno potrà mai riuscire ad aiutare il giovane scalatore che tenta di inoltrandosi tra i ghiacci perenni del gigante McKinley. Gli rimane solo un collegamento a sua disposizione il telefono satellitare da usare solo in caso di emergenza. Frugando tra le ultime notizie si è scoperto che negli ultimi anni chi hanno tentato la scalata la montagna sono scomparsi tra la neve e l’aurora boreale della calotta polare. Fino ad ora nessuno è mai riuscito a portare a temine l’ambizioso progetto.
La spedizione è stata sponsorizzata dalla GABEL di Vicenza (abbigliamento tecnico), Mico di Brescia e Viaggiando di Arezzo, dove lavora l’amico Roberto
Francesco Crociani
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