Resoconto consiglio comunale del 25 gennaio

26/01/2010 14.41.40
Tema: COMUNICAZIONI AMMINISTRATIVE
Argomento:
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Citta di Castello - Tutti i punti all’ODG
INTERROGAZIONE SULL’AUTOPARCO COMUNALE
“Abbiamo privilegiato i criteri della massima economia e della massima logica nella scelta dell’investimento. Con le risorse stanziate sono stati acquistati, oltre all’Unimog 400, che è un mezzo che risponde adeguatamente a più esigenze di intervento, un’automobile per il servizio di Polizia Municipale, un autocarro usato per l’attività di manutenzione della viabilità ed il ripristino degli asfalti ed è in fase di valutazione l’acquisto di altri mezzi ed attrezzature per l’autoparco”.
In sintesi è stata questa la risposta dell’assessore ai Lavori Pubblici Arcangelo Milano all’interrogazione del consigliere Manuel Maraghelli (An) sulle motivazioni che hanno portato l’amministrazione comunale a impegnare la somma di 250mila euro, in gran parte destinati all’acquisto di un mezzo, l’Unimog 400.
Il consigliere ha sostenuto che “la scelta del veicolo, pur dotato di eccellenti caratteristiche, è eccessiva rispetto alle esigenze e si poteva procedere diversamente, tenendo conto che si sono spesi 190mila euro per un mezzo per sfalciare l’erba, quando c’è una evidente necessità di potenziare numericamente l’autoparco comunale ”. Oltre che in merito alla tipologia del mezzo acquistato, Maraghelli ha contestato l’iniziativa dell’amministrazione anche sotto il profilo della procedura burocratica. “L’amministrazione – ha sostenuto - ha acquistato il veicolo con un cottimo fiduciario, in difetto delle regole previste, andando a mettere in atto un mix tra la procedura negoziata ed il pubblico incanto”.
L’assessore Milano ha chiarito che “gli uffici comunali hanno optato per un’acquisizione in economia, ritenendo tale modalità la più coerente con la tipologia dell’operazione, nello spirito della speditezza, dell’efficacia e dell’economicità del procedimento amministrativo. Questo tipo di acquisizioni sono effettuate attraverso il cottimo fiduciario. Al fine di individuare i soggetti idonei alla fornitura, è stato pubblicato sul portale dell’ente e sull’albo pretorio un bando di gara per invitare gli operatori interessati a produrre l’offerta e c’è stato un solo interlocutore. Tutt’al più – ha rilevato l’assessore – ci può essere stato un eccesso di zelo dell’amministrazione, ma null’altro. La scelta del mezzo, poi, è stata fatta tenendo conto della sua versatilità, mezzo utile per sfalcio, ma in prospettiva mezzo polifunzionale, perché è predisposto per altri accessori che lo abilitano anche ad interventi contro la neve e verranno acquistati di volta in volta nel rispetto delle risorse disponibili”.
Nel confermare le perplessità sulla procedura di acquisto, il consigliere Maraghelli ha ribadito che “la scelta del mezzo Unimog è stata eccessiva e che le risorse impiegate potevano essere utilizzate per comprare trattori a 40-45mila euro, che usano tutti i comuni, invece che essere impiegate per un solo veicolo. Potevamo acquistare anche un caterpillar Greder, visto che quello del Comune ha oltre 30 anni o magari impiegare i fondi per rimpiazzare gli operai in pensione”.
“Le squadre operative del Comune con l’Unimog ci fanno e ci faranno svariati altri servizi, ragioniamo in prospettiva – ha replicato Milano – e non sta da nessuna parte che con i soldi per gli investimenti si possa intervenire sul personale, sono dinamiche di bilancio completamente diverse”.
MILANO: “RISPOSTA ADEGUATA ALL’EMERGENZA MALTEMPO”
“L’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla città tra il 18 e il 19 dicembre ha avuto carattere di assoluta eccezionalità. L’amministrazione comunale, però, nonostante una situazione prevedibile nel suo verificarsi, ma non negli effetti che ha avuto, è stata in grado di rispondere da subito all’emergenza”. Così l’assessore ai Lavori Pubblici Arcangelo Milano è intervenuto in pria battuta per rispondere all’interrogazione presentata dal capogruppo del Pdl Cesare Sassolini sui disagi verificatisi a seguito delle precipitazioni nevose e del ghiaccio che hanno preceduto Natale.
La discussione si è sviluppata dopo che la richiesta del consigliere proponente di trasformare l’interrogazione in interpellanza è stata respinta a maggioranza dai componenti dell’assemblea.
Pur lamentando che all'interrogazione avrebbe dovuto rispondere il sindaco, che al momento della discussione non era in aula, il consigliere Sassolini ha chiesto di “conoscere le motivazioni che hanno impedito all’amministrazione di intervenire urgentemente con uomini e mezzi di soccorso a disposizione per scongiurare quanto invece ha dovuto subire la popolazione tifernate, dall’impossibilità di circolare nel centro storico per le strade impraticabili, alle difficoltà a raggiungere i luoghi di lavoro ed agli esercizi commerciali, in un quadro di disagio nel portare soccorso alle persone bloccate dal ghiaccio, che in alcuni casi sono cadute rovinosamente a terra nelle strade del centro, e di enormi problemi nell’accedere al nosocomio tifernate”.
“Non risulta vero che l’amministrazione non abbia provveduto alla tempestiva messa in sicurezza delle strade comunali – ha chiarito l’assessore Milano – tanto che, a seguito dei bollettini meteo diramati dalla Protezione Civile e della consultazione dei siti internet specializzati, dalla serata di venerdì 18 dicembre gli addetti delle squadre operative comunali erano stati attivati per operare i primi passaggi con mezzi antineve e prodotti disgelanti, che hanno immediatamente migliorato la situazione. Alle 4 del mattino ho constatato personalmente che l’unico tratto di Tiberina Tre Bis pulito nella vallata era quello nel comune di Città di Castello. Il brusco e repentino abbassamento della temperatura ha generato il ghiaccio, pertanto sui siti già trattati sono stati necessari ulteriori interventi. Durante le operazioni di pulizia delle strade si è verificata purtroppo la rottura di entrambe le macchine operatrici in dotazione, per la cui riparazione sono state necessarie alcune ore, che, unita all’estensione territoriale e alla gravità del fenomeno meteorologico, non ha consentito una immediata risoluzione della problematica. Mi preme comunque elogiare – ha puntualizzato l’assessore – il comportamento degli addetti delle squadre operative comunali, che hanno lavorato ininterrottamente per 24 ore dalle 10 del 18 dicembre alle 10 del 19 dicembre e dopo una breve pausa, per altre 20 ore fino alla serata del 20 dicembre. Per quanto riguarda la Protezione civile ha partecipato all’emergenza fornendo assistenza alla popolazione, con la consegna di viveri e medicinali, e provvedendo allo spargimento manuale di sale. La stessa Sogepu dalla mattina del 19 dicembre è entrata in azione per spalare la neve nel centro storico, realizzando percorsi pedonali, che talvolta sono stati disattesi dai cittadini indisciplinati, e per sgomberare le strade coadiuvando i mezzi del comune. Al fine di migliorare il servizio è stato attivato un operatore sociale presso il nostro centro operativo con il compito di ricevere e selezionare le segnalazioni dei cittadini, indirizzandole ai soggetti preposti. Credo che un elogio, in considerazione dell’eccezionalità del fenomeno, vada a tutti coloro che sono intervenuti – ha concluso Milano – anche se per il futuro sarà necessario ragionare di un coordinamento migliore per essere più operativi”. Il consigliere Sassolini ha eccepito su alcuni elementi della ricostruzione dell’assessore (“si dice che è stato sparso antigelo e poi si è formato il ghiaccio ugualmente, quindi c’è stato qualcosa che non ha funzionato”) e ribadito l’inadeguatezza dell’intervento curato dal Comune. “Non è stato fatto un intervento preventivo e idoneo per evitare disagi – ha sottolineato – quindi siamo assolutamente insoddisfatti, non dell’operato di chi è intervenuto,ma di una amministrazione comunale che non ha saputo coordinare gli interventi”.
VENTI RICHIESTE DI DANNI PER IL MALTEMPO
“Ad oggi con diretta correlazione alle nevicate c’è stata un a sola richiesta di danni avanzata al Comune, che è al vaglio degli uffici comunali e della compagnia assicurativa. Complessivamente sono state 20 le richieste di danni pervenute all’ufficio legale del Comune per problematiche relative al maltempo che ha interessato il territorio tra fine 2009 e inizio 2010, come le buche che si sono prodotte, e sono tutte oggetto di verifica”. È la risposta data dall’assessore ai Lavori Pubblici Arcangelo Milano all’interrogazione presentata dal capogruppo di Forza Italia Ivano Rampi, con cui si chiedeva conto all’amministrazione comunale delle conseguenze della recente ondata di maltempo. Con il documento l’esponente della minoranza chiedeva anche di conoscere “i motivi per i quali non si sia provveduto alla tempestiva messa in sicurezza delle strade e perché né le squadre comunali, né Sogepu, né la Protezione civile siano state impegnate per la sicurezza dei cittadini del capoluogo”.
“E’ falso ed è dimostrabile che le cose non stanno come sostiene il consigliere Rampi – ha spiegato l’assessore Milano - i mezzi operativi del Comune erano in campo prima dell’inizio delle nevicate, proprio preso atto delle previsioni e dagli atti pubblici si può desumere senza difficoltà. Certo è che l’azione dell’amministrazione ha tenuto conto delle priorità di intervento, prendendo atto di una complessità della situazione nella quale è stato fatto quello che si poteva, considerando la vastità del territorio di riferimento che ha portato gli operatori ad affrontare situazioni difficili in particolare nelle zone frazionali, più lontane e isolate dal capoluogo, come ad esempio a Scalocchio”.
“Ci sono stati problemi oggettivi, che non hanno avuto una risposta tempestiva – ha replicato Rampi - ad esempio all’ospedale, dove la direzione generale ha dovuto far richiesta di intervento e credo che fosse da considerare una priorità come il centro storico e il resto del territorio comunale. C’è stata una sottovalutazione dell’evento, pur riconoscendone l’eccezionalità – ha aggiunto il consigliere - io parlerei di incuria, viste le modalità di intervento, che ad esempio hanno visto cospargere di sale solo l’anello stradale esterno di Città di Castello, mentre le vie centro storico e le piazze sono rimaste lastre di ghiaccio. Non so se da questa incuria si possa configurare un danno erariale, visto che amministrazione avrebbe potuto evitare anche l’unica richiesta di risarcimento di cui ha parlato l’assessore. Manca un piano neve – ha chiosato Rampi - ed è ovvio che non c’è stata risposta adeguata”.
MUSEO CIVICO ALLA PINACOTECA COMUNALE
“Nel complesso della Pinacoteca comunale disponiamo ora di una nuova ala e, compatibilmente con gli spazi disponibili, abbiamo quindi un luogo per poter allestire il museo civico della città, con i reperti che vanno dalla preistoria in poi. Con la Soprintendenza abbiamo fatto incontri per creare gruppo di lavoro scientifico che si occupi della collocazione materiale dei reperti, compresi quelli che si trovano a Perugia, e coinvolgeremo nel progetto tutte le associazioni interessate, perché si possa dare visibilità piena al materiale storico che proviene dal nostro territorio”. Questo l’annuncio dato dall’assessore alle Politiche Culturali Rossella Cestini nel contesto della replica all’interpellanza firmata dai consiglieri Nicola Morini (Castello Libera) e Roberto Lensi (Verci e civici-Idv) sulla situazione della raccolta civica di Città di Castello. Nel sottolineare di aver personalmente verificato che dalla raccolta civica mancassero 11 reperti che poi sono stati esposti al museo archeologico di Perugia, il consigliere Morini ha dato conto all’assemblea della risposta dell’assessore Cestini alla precedente interrogazione in materia nella quale si sostiene che l’amministrazione si ritiene “parte offesa” per il comportamento della Soprintendenza che ha utilizzato i reperti senza darne adeguata comunicazione, sostenendo che “l’amministrazione comunale è stata quanto meno colpevole o negligente nel non aver vigilato a sufficienza sul proprio patrimonio, come dimostra anche la gestione dei verbali di ritiro e consegna dei reperti finiti a Perugia, che avrebbero dovuto essere oggetto di valutazione da parte della giunta comunale”.
“Se una cosa non si può dire – ha esordito l’assessore Cestini – è che l’amministrazione non abbia ben conservato il materiale in deposito, perché il materiale donato dall’Associazione Protostorica nel 1973 è stato adeguatamente conservato finora in teche che ne hanno preservato le condizioni”. L’amministratore ha spiegato che non ci sono state irregolarità nella predisposizione dei verbali, a proposito dei quali “non sussiste la necessità di autorizzazione della giunta comunale in quanto si è trattato di un passaggio tra istituzioni”. “Gli 11 reperti della collezione civica – ha puntualizzato Cestini - sono stati portati via dalla Soprintendenza, che ne è proprietaria, perché è stato rilevato che la collocazione in biblioteca per le caratteristiche dei pezzi in bronzo non fosse idonea. Per questo la stessa Soprintendenza li ha presi in consegna per tenerli in contenitori adeguati con la manutenzione necessaria finchè non ha trovato occasione per esporli. C’è stato comunque assicurato che c’è la massima disponibilità per la restituzione del materiale e il sindaco ha provveduto a chiarire alla Soprintendenza che, nel momento in cui ci sarà l’occasione propizia, li richiederemo indietro, visto che non consideriamo opportuno che rimangano a Perugia”.
Il consigliere Morini ha ribadito che la “raccolta civica è attualmente in condizioni disastrose, con le teche ammassate senza che in questi anni si sia fatto nulla per dare un valore congruo ai reperti trovati in Altotevere”. “L’approccio dell’amministrazione alla predisposizione e alla gestione dei musei cittadini è insufficiente da anni – ha concluso Morini – staremo attenti a verificare se darete seguito alle promesse fatte per l’allestimento del museo civico”.
UNANIMITÀ SULLA MOZIONE PER I PARCHEGGI RISERVATI AI DISABILI
“Sindaco e giunta sono impegnati a disporre una ricognizione dei parcheggi presenti nel territorio comunale per realizzare posti riservati a persone diversamente abili dove si rilevassero carenze, soprattutto in relazione all’ubicazione del parcheggio rispetto a luoghi di interesse pubblico, come scuole, poste, strutture sanitarie, banche, chiese, uffici” è questo il dispositivo della mozione presentata da Stefano Bravi e Felice Granci della Margherita e votata all’unanimità dal consiglio comunale”. Nel documento si chiede anche “di vigilare sul rilascio dei permessi di parcheggio in aree riservate per l’attento rispetto delle reali condizioni di diritto e ad invitare la polizia municipale ad un controllo attento e rigoroso del rispetto di questi posti riservati”.
“L’iniziativa” ha spiegato Bravi “nasce dall’osservazione che in alcuni parcheggi del territorio comunale sono carenti o addirittura assenti i posti riservati, come ad esempio nel parcheggio antistante il liceo classico: è necessario più rigore e più senso civico”.
“Ci siamo mobilitati per far rispettare zone di pertinenza e passaggi riservati ai diversamente abili” ha detto Maurizio Rapaioli (Partito Socialista) “ma spesso rileviamo poco rispetto da parte degli automobilisti nell’osservare le zone delimitate da segnaletica orizzontale, verticale e dissuasori. Dobbiamo dare un segnale e appoggiamo la mozione”.
“Abbiamo proceduto a controlli sull’utilizzo proprio dei tesserini, controllando l’uso pratico che se ne fa sulle nostre strade” ha dichiarato l’assessore alla Polizia Municipale Stefano Nardoni per il quale “i posti a Città di Castello sono stati ricavati anche sulla scorta delle segnalazioni venute dall’associazione che rappresenta i diversamente abili in modo tale da superare la percentuale prevista dalla normativa. Stiamo inoltre verificando attraverso controlli incrociati che non ci siano duplicati fuori regola. Periodicamente, anche nel corso del 2009, abbiamo inviato una comunicazione a tutti i titolari di permesso chiedendo di restituirlo se per qualsiasi motivo fosse venute a mancare le condizioni in base alle quali era stato loro concesso. Alcuni hanno restituito il tesserino: su questa strada di sensibilizzazione continueremo insieme ad una verifica su tutte le segnalazioni che eventualmente giungano. Per quanto attiene però la logistica, anche la giurisprudenza ha ribadito che in mancanza di posti riservati, il disabile può parcheggiare negli spazi a pagamento senza essere tenuto a corrispondere il prezzo della sosta. Chiaramente la vicenda, a rigor del vero, anche la mozione contiene un aspetto normativo ed un aspetto culturale: su questo secondo tasto dobbiamo insistere e richiamare i cittadini al rispetto di un comune senso pubblico”.
“Sono a favore della mozione” ha dichiarato Morini aggiungendo che “il fatto che un tale problema sia giunto in consiglio comunale di deve far pensare, perché sembra una conquista scontata nelle società evolute il rispetto e la tutela della disabilità. Ricordo che nelle linee programmatiche del sindaco c’era un punto dedicato all’educazione civica che non è stato mai attuato, forse sarebbe ora di farlo”.
“Non è la prima volta che il consiglio si occupa di questo argomento” ha ricordato Cesare Sassolini, capogruppo Pdl, nella scorsa consiliatura l’assessore Bacchetta rispose ad un mio documento dallo stesso contenuto e in quell’occasione emerse che la percentuale di permessi rilasciati a Città di Castello era più elevata della media. Da qui si sarebbe dovuto partire per vigilare sui rilasci facili e fare una puntuale ricognizione delle autorizzazioni. Purtroppo invece ci sono sempre i soliti furbi. Quindi per evitare che anche questo richiama finisca nel vuoto, io sono disponibile a votare la mozione soltanto se la Giunta si impegna ad una ordinanza finalizzata al maggiori rispetto delle regole e ad un inasprimento dei controlli. Vogliamo un impegno chiaro e forte”. “Rilevo un aspetto insoddisfacente nella risposta di Nardoni che parla di numeri mentre sarebbe necessario valutare la copertura non la concentrazione dei posti per i disabili” ha replicato Stefano Bravi (Margherita), sottolineando che “invito a controllare meglio perché i posti sono un diritto e non una concessione. Io propongo anche la redazione di un regolamento che renda più stringenti e chiare le regole”. “Città di Castello è dentro le norme di legge” ha aggiunto l’assessore, specificando che “tutto è stato fatto in accordo con le associazioni ma che l’Amministrazione è disponibile ad una ulteriore verifica”. Quindi l’approvazione del documento, all’unanimità.
APPROVATA LA MOZIONE SUL METANODOTTO
Il consiglio comunale ha approvato una mozione che impegna la Giunta a “intervenire presso la Regione per ottenere, alla luce di ben due vincolanti pareri negativi, la verifica della validità della valutazione di impatto ambientale concesso al gasdotto della Snam che al rilascio di questa autorizzazione sono correlate tutte le ricadute dell’opera sul territorio
“La Snam realizzerà un viadotto metanifero che interesserà anche il territorio di Città di Castello per collegare Brindisi a Minerbio. L’infrastruttura verrebbe ad insiste pesantemente su un ambiente contraddistinto da frane attive non censite, terreni fragili, aree rocciose, pendenze pericolose e corsi d’acqua, nonché pregevoli siti collegati alla rete europea Natura 2000”: con queste parole Paolo Adriani (Prc) ha presentato, a nome anche dell’altro firmatario Mauro Alcherigi (capogruppo Prc), un ordine del giorno sul metanodotto che attraverserà diversi comuni della fascia appenninica umbra e marchigiana. “I danni, se l’opera andrà in porto, saranno irreversibili a partire dallo sbancamento di crinali e fondovalle, finora occupati da sentieri escursionistici e vegetazione. La logistica e le esigenze di costruzione per un manufatto imponente infatti provocherebbero conseguenze drammatiche sul territorio” ha detto Adriani “La Regione Umbria ha rilasciato un parere di valutazione ambientale, la Comunità montana ed i Comuni non sono stati coinvolti, la Provincia di Perugia ha detto che il progetto osta con il Ptcp, così come il Servizio programmazione forestale, faunistico e venatorio della Regione, i cittadini si sono mobilitati con il comitato No tubo. Chiediamo che la Giunta intervenga presso la Regione riconsideri la valutazione di impatto ambientale e strategica, considerando che in questo parere sono comprese anche le interrelazioni socio-economiche con il fine di rivedere il progetto e di confermare in tutte le sedi il parere negativo che la Provincia ha emesso nel 2006”.
“Una valutazione comune della nostra parte politica ritiene che l’argomento vada approfondito con i tecnici per conoscere le caratteristiche del viadotto e per questo chiedo di rimandare in commissione l’odg” ha proposto Sandro Busatti (An). Alcherigi e Adriani non hanno accolto la proposta di un passaggio tecnico nell’organismo partecipativo “Assetto del territorio”, spiegando che “il documento è arrivato in consiglio più volte, interessa tante popolazioni e va discusso”.
“Il nostro comune si è espresso positivamente solo ed esclusivamente a fini urbanistici ed ambientali” ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Massimo Massetti, aggiungendo che “il consiglio comunale ha dato il via libera per una superficie di circa un chilometro quadrato. Successivamente gli incontri promossi dal Comitato No tubo e la Regione ha individuato il percorso a minore impatto, chiedendo di ripristinare la situazione di partenza, anche la Comunità Montana ha detto sì, allegando cinquanta prescrizioni al suo parere favorevole. Possiamo sollecitare un’ulteriore riflessione ma rispetto a Gubbio, Gualdo, Nocera, interessati con porzioni di territorio molto più importanti, ma non essere noi a portare la bandiera, dato che il gasdotto attraverserà in modo marginale un’area prettamente agricola del territorio. C’è già un metanodotto di cui scorgiamo soltanto le colonnine gialle che affiorano: l’ambiente non ne ha risentito. Il mondo non si può fermare deve andare avanti: l’approvvigionamento energetico deve essere garantito, evitando una dipendenza troppo stretta da un unico fornitore nazionale. L’odg è condivisibile: approviamo il documento e torniamo ad esaminare il progetto in commissione”.
“Non possiamo non aderire per due motivi” ha dichiarato Canzio Novelli (Coalizione Con Ciliberti) perché abbiamo già approvato un documento di questo tono: l’impegno va rispettato. Questo ordine del giorno è la fotocopia di un documento presentato dall’onorevole Vannucci del Pd. Siamo d’accordo anche perché non si chiede di bloccare l’opera ma di trovare un passaggio migliore, che risparmi i territori a forte connotazione naturalistica e ambientale. E di questo chiediamo razione all’opposizione di Centrodestra che a suo tempo votò, senza condizioni, a favore del metanodotto”. Citando i pronunciamenti a volte correttivi di enti ed istituzioni rispetto al tracciato previsto, Novelli ha aggiunto che “voto in modo favorevole con l’impegno che non rimanga lettera morta, perché al precedente documento approvato dal consiglio comunale, la Giunta non ha dato seguito. E come atto concreto chiedo che il Comune revochi in sede di autotutela l’autorizzazione a fini urbanistici e ambientali”.
“La materia necessita di un discorso approfondito” ha detto Maurizio Rapaioli, capogruppo Partito socialista, riteniamo che la difesa del territorio e del nostro habitat sia una priorità e che prima di prendere una decisione che inciderà sull’ambiente la Giunta e il consiglio dovrebbe approfondire l’argomento. Quindi ci sembra importante una verifica ulteriore: voteremo a favore”.
“È la terza volta che il consiglio si occupa di questo” ha detto Manuel Maraghelli (An) nel 2006 il metanodotto fu presentato come un piano attuativo che interessava poco e niente il territorio; nel 2007 invece abbiamo approvato una mozione di segno contrario, presentata dal consigliere Lensi; ora nel 2010 torniamo a parlare di un’opera che ha un suo impatto anche se reversibile e su cui dobbiamo forse riflettere, a partire però da una modifica al testo per stralciare la posizione negativa della Provincia e renderla generale. Inoltre ritengo che il no a questo metanodotto debba però essere associato ad un approfondimento”.
“Essere contro il metanodotto è la solita posizione ideologica antiprogressista, che ha bloccato la e78 e ora vuole bloccare anche la Tv” ha detto Ivano Rampi (Fi), aggiungendo che “il metanodotto va nella direzione della salvaguardia ambientale ed anche se non ci riguarda direttamente dobbiamo valutare le ricadute positive che avrà sul nostro ambiente e sulla riduzione dell’anidride carbonica. Sono contrario all’impostazione di questo documento ma sono disposto a confrontarmi in commissione”.
“Un’immagine di Edison tiene insieme natura e progresso: due dinamo autonome dentro uno stesso meccanismo. Una delle due però aveva aggredita l’altra e ruppe il sistema. Edison allora regolò il movimento in modo che le lampadine girassero alla stessa velocità” ha detto Nicola Morini (Castello Libera) “così dobbiamo muoverci anche in questo caso, cercando di far collimare le esigenze delle forze in gioco. Nella precedente discussione avevo sostenuto che emerge la carenza di informazione avuta su questa opera, ammettendo che la votazione è stata affrettata ma con la prescrizione di ulteriori chiarimenti idrogeologici ed ambientali. Lo sostengo anche adesso: dobbiamo saperne di più. Dobbiamo tornare in commissione a prescindere dal voto che daremmo alla mozione.
Nella replica Mauro Alcherigi ha dichiarato che “comitato ed internet sono una fonte di informazione continua non solo per dire no ma soprattutto per chiedere modifiche, capire in che modo migliorare il percorso e l’impatto. A spingere tutti è il bene di un’area che è nostra per storia. Noi abbiamo due dorsali di metano che i dati ritengono sufficienti per l’approvvigionamento nazionale; e poi come si fa a pensare al metano quando come paese pensi al nucleare? L’ambientalismo sta diventando una posizione di salvaguardia della vita nel pianeta, né di destra né di sinistra”.
Nelle dichiarazioni di voto Stefano Bravi (Margherita) ha sottolineato che “il documento per quanto condivisibile ha un difetto: è preceduto da un voto che dà parere favorevole. Facciamo tutte le riflessioni che vogliamo ma introduciamo un elemento di autotutela sull’atto già licenziato, altrimenti la nostra discussione è accademica, perché esiste già una posizione ufficiale adottata dalla stessa consigliatura. Quanto meno siamo contradditori”. “Sentito Bravi e Massetti” ha dichiarato Bruno Allegria (Partito Socialista) “ritengo opportuno che la discussione su questo odg vada in commissione”. Per Canzio Novelli (Coalizione per Ciliberti) “la proposta di Allegria riapre una strada che la maggioranza in parte sembra intenzionata a percorrere, soprattutto dal momento che una revoca è possibile. Questa volta dobbiamo esprimerci con cognizione di causa”. Alcherigi ha ribadito la sua “contrarietà a rimandare il voto dopo il passaggio in commissione”. “Avrei voluto un passo in avanti da parte di Alcherigi” ha detto Nicola Morini, aggiungendo che “se dal proponente non viene la disponibilità ad andare in commissione, chiede al presidente la sospensiva, a fronte dell’articolo 54 del regolamento. Anche per evitare che la forzatura sul voto risponda a logiche preelettorali”. Il presidente Secondi ha messo in votazione la sospensiva che non ha ricevuto al maggioranza dei voti. Quindi sono riprese le dichiarazioni di voto: Cesare Sassolini ha difeso “l’apertura manifestata dal Centrodestra rispetto a precedenti posizioni assunte anche se ha ribadito che le scelte sono prevalentemente della maggioranza, che ha portato in consiglio e sostenuto l’atto. Noi ci tiriamo fuori da questo comportamento ondivago e interessato e lasciamo a voi la responsabilità. Tutta la buona volontà messa in questo atto è stata respinta per questioni ideologiche però chiedo agli amici socialisti di riflettere sulle dichiarazioni del vostro assessore”. La votazione dell’odg, da cui erano stati emendati i due punti finali del dispositivo, relativi all’ipotesi di un tracciato alternativo e alla determinazioni della Provincia, ha dato esito positivo con 14 voti favorevoli nella Coalizione di Centrosinistra, 1 contrario e 6 astenuti.
PRELIEVO DAL FONDO DI RISERVA
L’assessore al Bilancio Domenico Duranti ha dato comunicazione al consiglio del prelievo di seicentomila euro dal fondo di riserva deliberato dalla Giunta comunale.
IL COMUNE ADERISCE AL PATTO DEI SINDACI
Il comune di Città di Castello ha approvato con i voti della coalizione di Centrosinistra e l’astensione di Felice Granci, capogruppo Margherita, il “Patto dei sindaci Energia sostenibile per l’Europa”, connesso alla campagna dell’Unione europea sulla riduzione delle emissioni di Co2 del 20 per cento entro il 2020, aumentando nel contempo del 20 per cento la quota di utilizzo delle fonti energia rinnovabile sul totale del mix energetico; di aderire al Patto, che è lo strumento per raggiungere l’obiettivo dando mandato al sindaco e agli uffici di adempiere alle azioni che prevede”.
Il protocollo è stato illustrato dall’assessore all’Ambiente Massimo Massetti, il quale ha spiegato che “per diminuire la dipendenza dai combustibili fossili, la Commissione europea ha lanciato una campagna per lo sviluppo delle energie pulite ed alternative, inseguendo gli impegni di Kyoto anche per stimolare l’occupazione e un nuovo modello economico. Dopo l’adesione del ministero, è stato lanciato il Patto dei sindaci, per coinvolgere direttamente le città europee. Noi abbiamo intenzione di attuare le indicazioni del Patto per ottenere un reale risparmio di energia e una riduzione delle emissioni. Su questo piano la Commissione sta sostenendo gli sforzi locali anche se l’iniziativa impegna su base volontaria i territori. L’Alto Tevere si è dotato dal 2006 di un Piano di energia sostenibile che prevede tra le altre cose il sostegno al cambiamento culturale in materia di sviluppo sostenibile, di tutela ambientale, energia da fonti rinnovabile, attraverso adeguati progetti di comunicazione, certificazione ambientale, coinvolgimento culturale dei cittadini e delle istituzioni. Città di Castello, come capofila dell’associazione Alleanza per il clima e sede storica della Fiere delle Utopie concrete vuole dare il suo contributo per concorrere al comune sforzo per la riduzione dello sfruttamento delle risorse”.
RINVIATI PUNTI ALL’ORDINE DEL GIORNO
Per l’assenza in aula dell’assessore Riccardo Celestini e del sindaco Fernanda Cecchini al momento della discussione dei punti all’ordine del giorno, è stato rinviato alla prossima seduta del Consiglio comunale l’esame, rispettivamente, l’interrogazione del consigliere Mauro Alcherigi (Prc) sull’aggiornamento del portale internet e l’interrogazione del consigliere Bruno Allegria (Psi) sulla realizzazione del reparto odontoiatrico all’ospedale di Città di Castello
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