Flamini/Prc: “Grande successo per la Conferenza Provinciale delle lavoratrici e dei lavoratori"

26/01/2010 11.11.09
Tema: ATTUALITA
Argomento:
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Umbria - Reddito sociale e piano regionale del lavoro
Domenica 24 gennaio, in una sala gremita presso la Sede di Rifondazione comunista di Perugia, si è svolta la Conferenza Provinciale delle lavoratrici e dei lavoratori. L’appuntamento, aperto dalla relazione introduttiva di Federico Santi, Responsabile Provinciale Lavoro Prc Perugia, si è caratterizzato per una discussione aperta che ha coinvolto le lavoratrici e i lavoratori in lotta di tutto il territorio della provincia di Perugia, un territorio che sta attraversando, come dimostrano tutti i dati su cassa integrazione, licenziamenti e chiusura di attività, una crisi pesante sul versante occupazionale e su quello produttivo. In questo senso è stato davvero significativo il contributo portato dalle lavoratrici e dai lavoratori di realtà come la Merloni di Gaifana, l’ex magazzino Limoni di Ponte San Giovanni, la Cartoedit di Città di Castello, così come sono state di grande rilevanza le testimonianze del mondo della scuola: una vera e propria ricognizione delle lotte che ci indica chiaramente l’importanza di una nostra presenza all’interno dei luoghi di lavoro.
Inoltre, durante la conferenza, importanti ed esemplificativi sono stati i dati d’analisi che sono stati presentati da Giuliano Granocchia, Assessore al Lavoro della Provincia di Perugia e da Vasco Cajarelli, Segreteria Regionale Cgil Umbria. La discussione ha visto anche gli interventi di Luca Baldelli, Capogruppo di Rifondazione comunista in Provincia di Perugia, e di Stefano Vinti, Segretario regionale Prc Umbria.
Il confronto, chiuso da Alessandro Favilli, Responsabile Nazionale Politiche Industriali Prc, ha conseguito l’obiettivo di produrre una proposta politica e programmatica su punti qualificanti, a partire dalla campagna che stiamo portando avanti sull’istituzione del reddito sociale in Umbria, dalla difesa dei servizi pubblici contro le esternalizzazioni e dalla proposta referendaria contro la legge 30. Non solo. Per il futuro dell’Umbria proponiamo la definizione di un piano regionale per il lavoro, una nuova politica industriale ed interventi concreti contro gli effetti della crisi, a difesa dell’occupazione, per il superamento del precariato e a sostegno del reddito dei licenziati e dei non occupati.
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