Caccia: Modifiche necessarie alla Proposta di Legge 374

27/01/2010 12.26.53
Tema: ATTUALITA
Argomento:
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Toscana - E’ ben nota la problematica della sicurezza nelle attività di caccia
“Abbiamo una convivenza nel bosco di attività diverse e non tutte compatibili fra loro: cacciatori, crossisti, cavalieri, ciclisti con bike e mountain bike, camminatori di trekking, cercatori di funghi e di tartufi, pellegrini di vie e sentieri religiosi. Occorre regolamentare queste presenze evidenziando le problematiche di sicurezza. – hanno dichiarato i consiglieri regionali di Sinistra Ecologia e Libertà, Mario Lupi, Fabio Roggiolani, Alessia Petraglia e Bruna Giovannini.
E’ ben nota la problematica della sicurezza nelle attività di caccia, problematica che colpisce gravemente sia i cacciatori sia i non cacciatori, come evidenziato dai numerosissimi incidenti delle ultime stagioni, in più casi purtroppo addirittura mortali.
Su quest’aspetto crediamo – hanno proseguito i consiglieri di Sinistra Ecologia e Libertà - che la Regione Toscana debba mettere in atto un’azione specifica e particolare a favore dei cittadini tutti (cacciatori e non) e che su questo tema dovrebbe porsi come Regione di guida e di esempio.
Come primo passo in questo senso si propone che nella nuova normativa sia inserito almeno un articolo 1 bis nelle finalità (vedi allegato). Un articolo di questo tipo contraddistinguerebbe l’impegno della Regione sul tema e aprirebbe ad una serie di azioni specifiche delle Province, dando inizio ad un lavoro importante e necessario su questa problematica.
Proponiamo inoltre una modifica in modo che si eviti che si possa cacciare un’ora prima del sorgere del sole e, per quanto riguarda gli ungulati, addirittura un’ora dopo il tramonto, come pericolosamente concesso oggi. Permettere la caccia prima del sorgere del sole e dopo il tramonto determina non solo evidenti rischi di abbattimento di specie non consentite per la scarsa visibilità, ma determina anche maggiori rischi per i cittadini, cacciatori e no. In un momento in cui giustamente si parla di sicurezza nell’esercizio venatorio di fronte al susseguirsi d’incidenti , uno dei primi provvedimenti da adottare dovrebbe essere quello di assicurare almeno che l’attività venatoria sia esercitata in buone condizioni di visibilità.
Così come è necessaria una modifica all’art. 32 dove si elimina il divieto di caccia a 300 metri dalle aree innevate. Si tratta di una disposizione peggiorativa, che intende estendere l’esercizio venatorio fino al limite stesso della presenza della neve, aumentandone quindi l’impatto in una situazione di grave stress ambientale e alimentare per gli animali. E’ evidente come il proposto articolo sia incongruo e da eliminare. Altresì con un altro emendamento sostitutivo, che vieta l’esercizio venatorio in stato di ebbrezza, si vuole aumentare le condizioni di sicurezza per tutti, cacciatori e no.
Occorre tutelare la biodiversità animale e vegetale e custodire i boschi e renderli sicuri: occorrono tavoli di concertazione su questa materia sia regionali che provinciali , ma gli attuali a livello ATC non sono sufficienti, occorre rafforzare anche la collaborazione con le associazioni ambientaliste (Lipu, WWF, Legambiente).”
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