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mercoledì 23 maggio 2012
     

I Balestrieri di Sansepolcro e Gubbio chiariscono la causa delle dimissioni dal F.I.B.

28/01/2010 18.01.05

Tema: ATTUALITA

Argomento:

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Sansepolcro - Vogliamo tutelare le autentiche tradizioni e lo spirito dell’arte del balestrare

La Società Balestrieri di Sansepolcro e di Gubbio, con questo comunicato stampa intendono chiarire le cause che li hanno indoti a formulare le proprie dimissioni dalla Federazione Italiana Belstrieri (F.I.B., ndr.). E’ però necessario fare una breve premessa storica per poter comprendere quanto accaduto.

A metà degli anni sessanta i rappresentanti dei sodalizi di Sansepolcro e di Gubbio, le due uniche città custori dell’antica tradizione dell’arte del balestrare avendo disputato il Palio della Balestra® ininterrottamente da oltre cinque secoli, si incontrarono con i rappresentanti delle compagnie balestrieri della Repubblica di San Marino e di Massa Marittima (nata pochi anni sotto l’egida e il sostegno delle due storiche società), con l’obbiettivo di dar vita ad una federazione italiana di balestrieri.

Fu così che nel 1966 si disputò il primo Torneo Nazionale.

Nel corso degli anni successivi entrò nell’associazione anche la Compagnia dei Balestrieri di Lucca.

Nel 1978 a Sansepolcro, fu sottoscritto l’atto costitutivo della F.I.B. e lo Statuto Federale, da tutti i rappresentanti delle cinque città. Lo scopo principale dell’associazione era quello di divulgare la conoscenza della balestra, avendo come riferimento la tradizione del nostro palio e promuovere le manifestazioni storiche delle cinque città, senza che si creassero sovrapposizione di date.

Nel corso degli oltre quarant’anni di vita della F.I.B., unico momento in cui i balestrieri delle cinque società si ritrovavano insieme, era la disputa dell’annuale Torneo Nazionale; quest’unica occasione non ha permesso di nascere di solidi rapporti di amicizia fra le persone, come invece era auspicabile, ma solamente un insensato spirito di agonismo per la vittoria del titolo nazionale.

Tale situazione nel corso degli anni è degenerata e solamente in rare circostanze siamo riusciti ad apportare nuovi stimoli ad una federazione e al suo torneo sempre più in agonia.

Ad aggravare ancor di più la condizione era una presenza esigua di pubblico ai vari Tornei Nazionali organizzati a rotazione nelle cinque città. Tra la fine degli anni ’90 e i giorni nostri ci sono stati una serie di tornei con le gradinate tremendamente vuote durante le fasi finali della competizione, segnale inequivocabile di una manifestazione segnata dal tempo, noiosa e scontata.

Finalmente nel 2007, durante una riunione federale, fu deciso di modificare le regole del Torneo Nazionale che sarebbe dovuto diventare una manifestazione molto più spettacolare e godibile da parte del pubblico, tutto ciò riducendone drasticamente i tempo morti di attesa.

Nonostante l’approvazione di tale deliberazione, il Torneo Nazionale del 2007, che si svolse a Sansepolcro, fu disertato della Federazione Balestrieri Sammarinesi, la quale non gradiva le modalità di tiro approvate dal consiglio federale. Per la prima volta una delle cinque città decise di non attenersi alle disposizioni approvate dalla maggioranza. Fu un fatto grave che aprì una frattura in seno alla federazione, divenuta poi insanabile. Fu però nel corso del 2008 che le cose peggiorarono notevolmente.

Lo strappo di San Martino con la F.I.B. e con Sansepolcro, che aveva subito l’offesa di aver organizzato un torneo mutilato, fu, seppur difficilmente, ricucito grazie ad una serie di incontri fra i rappresentanti della Repubblica del Monte Titano e della città pierfrancescana. Per non creare ulteriori attriti fra i cinque sodalizi fu deciso all’unanimità, ad un consiglio federale dell’aprile 2008, di non disputare il Torneo Nazionale per quell’anno, se non in una formula ibrida proposta da San Marino e Sansepolcro.

La Società Terzieri Massettani, che in quel momento aveva la presidenza della F.I.B., trasgredi completamente a quanto stabilito e decise, contrariamente a quanto deliberato, di organizzare il Torneo Nazionale impiegando le vecchie modalità di tiro disconosciute da tutti l’anno precedente. Gubbio, San Marino e Sansepolcro denunciarono con fermezza l’azione di prepotenza massetana, mentre Lucca pur avendo precedentemente votato per non disputare il Torneo nel 2008, decise di cambiare idea e di parteciparvi.

Nel mese di ottobre 2008, la Presidenza della F.I.B. (ovvero il Rettore di Massa Marittima) si rivolse al Tribunale di Grosseto ingiungendo a Sansepolcro di riconsegnare il collare d’oro del Re della Balestra (emblema spettante al vincitore del Torneo Nazionale) ed anziché tentare di ricomporre una federazione oramai a pezzi, convocando una riunione federale in tempi brevi, pensò bene di attendere 18 mesi prima di riunire il direttivo.

L’azione legale, oltre ad essere stata particolarmente immorale ed inopportuna, intrapresa direttamente dal Presidente della F.I.B. senza nessuna consultazione dell’unico organo collegiale della F.I.B. (come prevederebbe lo Statuto) testimonia il fatto di come Massa Marittima e Lucca (corresponsabile in tutto questo avvenimento) abbiano agito con volontà di recare danno e distruggere gli oramai deboli legami che ancora univano insieme le cinque città federate.

La convocazione in enorme ritardo del direttivo, sollecitata più volte da Gubbio, San Marino e Sansepolcro, giungeva quando ormai il troppo tempo trascorso aveva irrimediabilmente distrutto un patrimonio storico costruito in oltre quarant’anni di vita federale.

Gli avvenimenti che hanno caratterizzato questi ultimi anni in assoluta disarmonia fra le cinque compagnie balestrieri, il comportamento prepotente ed arrogante di alcuni personaggi che hanno agito per conto dei propri sodalizi perpetuando anche una serie di atti in palese contrasto con lo Statuto Federale, hanno portato le due Società Balestrieri di Sansepolcro e di Gubbio, per tutelare le proprie autentiche tradizioni e lo spirito dell’arte del balestrare che si concretizza inequivocabilmente nel Palio della Balestra, a formulare le proprie dimissioni dalla Federazione Italiana Balestrieri, rispettando in tal modo le volontà espresse dalle reciproche assemblee dei soci.

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