Primarie, il Prc getta nella mischia Goracci.

31/01/2010 18.12.12
Tema: POLITICA
Argomento:
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Umbria - Vinti e Calistri: "Siamo stati leali, ma ora abbiamo un nostro candidato"
Il Prc umbro getta nella mischia il sindaco di Gubbio Orfeo Goracci e
torna a chiedere a gran voce le primarie di coalizione. “Il Pd umbro non
può scipparle al popolo del centrosinistra – ha detto stamattina in una
affollatissima conferenza stampa il segretario del Prc Vinti -. Come in
Puglia, anche qui devono scegliere i cittadini”. Per il momento però il Pd
sembra andare dritto per la sua strada e il redde rationem di domenica
prossima probabilmente resterà aperto ai soli democrats. “Ben strane
primarie queste – sottolinea il coordinatore umbro di Socialismo 2000
Franco Calistri -: ad essere consultati non saranno solo gli iscritti del
Pd ma anche i ‘simpatizzanti’, però gli iscritti saranno solo del Pd”.
A questa decisione Prc e Socialismo 2000 ci sono arrivati “constatando
l’immobilismo e l’incapacità del gruppo dirigente del Pd: arrivati con le
spalle al muro hanno scelto le primarie”. Autolesionismo puro che ha
portato solo sconfitte secondo Vinti, il quale poi chiede al Pd di
“trovare un buon motivo per negare a tutto il popolo del centrosinistra la
possibilità di scegliersi il candidato”. Sempre secondi Vinti, la scelta è
caduta sul sindaco di Gubbio “perché rappresenta, per la sua storia
politica e personale, una persona e un amministratore che ha dimostrato
elevate capacità. Una candidatura che permetterebbe all’Umbria di sfidare
e di battere il centrodestra”.
Un nome forte anche sul piano del consenso. E a sostegno di questa tesi
Calistri ricorda come “negli ultimi quattro anni il centrosinistra in
Umbria ha perso il 2,5 per cento dei propri consensi, passando dal 63 per
cento al 53 e riducendo il distacco tra Pd e Pdl a 10 mila voti. Lealtà e
pazienza nei confronti del Pd non ci sono mancati: a loro abbiamo sempre
riconosciuto il diritto di esprimere il candidato presidente”. La misura
però ora, fanno capire Vinti e Calistri, è colma. “Di fronte a questo
spettacolo non proprio edificante – dice Calistri – abbiamo deciso di
indicare Goracci come nostro candidato. A questa sfida delle primarie
siamo pronti, e abbiamo pure un grande candidato”.
E se il Pd andrà avanti con le primarie di partito? "Allora - risponde
Vinti - la mattina dell'8 febbraio ci presenteremo al tavolo della
coalizione con il nostro candidato e lì discuteremo. In fondo - prosegue
scherzando Vinti - al Pd stiamo facendo un favore togliendo loro le
castagne dal fuoco: convergano sul nostro candidato. Diciamo che si tratta
di soccorso rosso".
La candidatura di Goracci: "E' stata una scelta necessaria: mentre gli
altri si dilaniavano, noi parlavamo con la gente"
L’uomo è navigato ma una certa emozione non la nasconde: “Non nascondo
l’emozione per questa scelta – ha detto il sindaco di Gubbio Goracci
durante la conferenza stampa di questa mattina – che rappresenta una parte
di storia importante di questa regione”. Il Prc dunque, “di fronte allo
spettacolo poco edificante del Pd”, propone un suo candidato alla
presidenza. Una scelta, secondo Goracci, che andava fatta addirittura
qualche giorno prima: “La scelta che oggi rendiamo nota - dice - non solo
è necessaria, ma addirittura avremmo dovuto farla qualche settimana fa,
perché la gente dell'Umbria non si può permettere di aspettare ancora che
il Pd risolva le sue numerose problematiche interne. Facendo, in questo
modo, un danno non solo a sé stesso ma a tutto il centrosinistra ed ai
cittadini umbri. Un danno per il quale dovrebbe chiedere scusa''.
L’occasione delle primarie, secondo Goracci, servirà anche “per parlare ai
tanti elettori della sinistra che ci sono in Umbria. Io di certo non sono
un grande amante delle primarie, ma di fronte a questa incapacità del Pd
questa scelta si è rivelata necessaria”. Goracci poi si sofferma sullo
scenario politico degli ultimi mesi e sottolinea che “mentre il Pd è stato
capace soltanto di dilaniarsi, senza però essere in grado di intercettare
i sentimenti e la realtà della gente comune, questo lavoro è stato portato
avanti dal Prc”. A sostegno della sua tesi il sindaco eugubino porta
alcuni esempi: “Anziché di mandati, statuti e ricorsi, noi abbiamo provato
a parlare, ad esempio, della grande emergenza del lavoro: ci siamo
dimenticati della crisi della Merloni che sta mettendo in ginocchio 1070
dipendenti?”.
Oltre alle tematiche del lavoro, Goracci intende mettere sul piatto della
discussione altri punti che lui ritiene decisivi per quella politica di
sinistra che, come ha ribadito anche stamattina, “in questa coalizione non
può mancare: c’è bisogno di chi ha una lettura diversa delle cose”. E
allora, oltre a ribadire un no forte al nucleare e la necessità di una
forte riflessione sulla laicità, secondo il sindaco c’è bisogno di una
grande valorizzazione delle politiche ambientali, come un’intensa opera di
ripubblicizzazione delle acque ad esempio. Così come c’è la necessità di
un “ragionamento sulle infrastrutture: non parlo solo di strade e
autostrade, che vanno fatte evitando di devastare il territorio, ma anche
di infrastrutture immateriali come quelle telematiche che sono decisive
per uno sviluppo della regione”.
SCHEDA BIOGRAFICA DI ORFEO GORACCI
Di professione maestro elementare, diviene segretario del PCI nel 1987,
dopo tre anni passati alla guida della locale sezione della FGCI. Nel 1988
è capogruppo in Consiglio comunale, e nel 1989 viene nominato assessore
all'ambiente e ai lavori pubblici.
Nel 1992 aderisce al Partito della Rifondazione Comunista. Nello stesso
anno viene eletto alla Camera dei Deputati, dove resta fino al 1994,
mentre dal 1995 al 2000 siede nel Consiglio regionale dell'Umbria, e per
quattro anni è anche vice-presidente della Giunta regionale.
Nel 2001, sostenuto da Rifondazione Comunista, Verdi e una lista civica,
viene eletto Sindaco di Gubbio al ballottaggio con 10.623 voti; è
confermato nel ruolo di primo cittadino anche dopo le consultazioni del
2006, nelle quali riceve oltre 11.000 preferenze.
Membro del comitato politico nazionale di Rifondazione in quota alla
mozione 1 (Ferrero, Grassi), Goracci è stato candidato alle elezioni
europee del 2009 nella Circoscrizione Italia centrale per la lista
anticapitalista formata da PRC e PdCI
Vinti: "Il Pd dica chiaramente sì o no alle primarie di coalizione"
Il Pd Umbro ha dunque deciso di svolgere per il 7 febbraio prossimo le sue
primarie di partito per l’individuazione del proprio candidato alla
presidenza della Giunta regionale. Intanto è bene dire subito che
consideriamo queste primarie dettate da voglie di rivincita, trasformismi
e logiche gruppettare. Altro che bagno di democrazia! Certo. Perchè queste
primarie del Pd, l'ennesima conta interna, escludono il popolo del
centrosinistra. Questo sì che è un elemento politico che divide
ulteriormente la coalizione. Abbiamo proposto di scegliere il candidato
attraverso le primarie di coalizione per rilanciare un progetto politico e
per un vero confronto sui programmi e sui progetti che si vogliono
realizzare per l'Umbria. Altre forze politiche del centrosinistra s'erano
dette disponibili alle primarie di coalizione e oggi, di fronte all'atto
di arroganza e di autosufficienza del Pd, invece di agire in maniera
conseguente, si ammantano di una non ben specificata responsabilità
nell'aspettare! Aspettare chi? Cosa? Che anche per la Regione dell'Umbria
avvenga quanto successo a Bastia Umbra o ad Orvieto? Possibile che la
lezione non sia servita a niente? Possibile che il Pd non sia in grado di
rispondere si o no a primarie di coalizione? Lo svolgimento delle primarie
interne al Pd è il vero atto di irresponsabilità politica nei confronti di
una coalizione che non soltanto governa attualmente la Regione, ma che è
stata ricostruita e rilanciata in maniera organica e su basi
programmatiche durante l’ultima tornata elettorale amministrativa. Noi
crediamo davvero nel valore aggiunto di una coalizione e della pluralità
delle posizioni politiche espresse. Abbiamo avanzato ed offerto alla
coalizione una candidatura autorevole come quella di Orfeo Goracci.
Dobbiamo ricostruire un legame vero con il popolo del centrosinistra.
Questo può avvenire se la politica colma quel vuoto che la separa dalla
realtà ed è pertanto in grado di mettersi in discussione. E allora
definiamo le candidature alla Regione insieme agli elettori ed alle
elettrici per dare loro la possibilità di scegliere un candidato. Torniamo
a chiedere le primarie di coalizione, considerando quest'ultime lo
strumento per sancire un cambio di passo della coalizione, non un
problema. Un cambio di passo fondato non su personalismi, ma su una
discussione e su un confronto rispetto a idee, contenuti e programmi.
Trasparenza, legame con la comunità e democrazia sono per noi le parole
chiave di questa possibilità, per determinare un momento di chiarezza nel
confronto con gli elettori.
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