Smascherata dalla guardia di finanza vicenda di usura ai danni di un Aretino

02/02/2010 14.42.26
Tema: CRONACA
Argomento:
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Arezzo - Richiesti tassi di interessi del 50%
Il 2010 si apre con un nuovo brillante risultato di servizio messo a segno dagli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo in materia di sicurezza economico-finanziaria.
Infatti, il Dr. Roberto Rossi, Sost. Procuratore della Repubblica di Arezzo, ha ottenuto in questi giorni il rinvio a giudizio di un imprenditore fiorentino, al termine di complesse ed articolate indagini, svolte dai finanzieri del locale Nucleo di Polizia Tributaria, che hanno consentito di smascherare una vicenda d’usura in danno di un artigiano di Arezzo. Il tutto nasce dall’accordo stipulato tra i due per l’acquisto di un noto bar – pasticceria di Firenze, posizionato in un luogo strategico di quella città, per l’importo di un milione e 200 mila euro, da corrispondersi parte in contanti e parte con la sottoscrizione di effetti cambiari.
L’artigiano, però, per far fronte agli obblighi pattuiti con il venditore, doveva cedere l’attività che fino a quel momento aveva svolto in Arezzo e l’abitazione in cui risiedeva con la famiglia, impegnandosi per di più con un istituto di credito al pagamento di rate mensili di mutuo per circa 15 mila euro.
Dopo un primo momento nel quale riusciva a far fronte ai pagamenti, l’artigiano aretino si vedeva costretto a chiedere al venditore di riscadenzare il rientro del debito cambiario che questi gli aveva concesso, sottostando però ad un incremento esponenziale degli interessi, poi calcolati in oltre 700 mila euro.
L’acquirente, una volta esaurite tutte le proprie risorse e nel concreto pericolo di perdere la nuova attività, nella quale aveva investito ogni suo bene, trovava così il coraggio di rivolgersi alle Fiamme Gialle di Arezzo, le quali avviavano immediate indagini, coordinate dalla citata A.G., che fin da subito confermavano come i tassi d’interesse applicati fossero ben oltre il limite previsto dalla norma, attestandosi a circa il 50% annuo.
Sulla base dei primi elementi probatori acquisiti, pertanto, scattavano le perquisizioni degli immobili nella disponibilità dell’indagato fiorentino e, proprio presso la lussuosa abitazione dell’usuraio, venivano sequestrati 61 titoli cambiari del valore complessivo di 108.000 euro circa, oltre a documenti che comprovavano il possesso di ulteriori cambiali per 720.000 euro, custodite presso la filiale di un istituto di credito e successivamente sequestrate.
L’esame delle movimentazioni finanziarie, intercorse tra i due dopo la stipula del contratto di compravendita, permetteva così alle Fiamme Gialle di documentare il pagamento da parte dell’artigiano aretino dei 700 mila euro, a mero titolo d’interesse, per evitare l’applicazione di una clausola vessatoria appositamente inserita nel contratto dal venditore, che gli avrebbe permesso di rientrare in possesso dell’attività.
Ancora una volta, pertanto, si conferma l’importanza del lavoro quotidianamente svolto dai militari della Guardia di Finanza, tenuto conto che la particolare congiuntura rende ancora più permeabile l’intera economia a fenomeni d’usura, capaci di destare enorme allarme sociale non solo verso il mondo imprenditoriale ma anche nei confronti dei cittadini privati, apportando distorsioni e destabilizzazione del sistema finanziario.
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