Rifiuti. Dottorini (IDV): l’ATI1 adotti sistemi Vedelago

04/02/2010 12.18.14
Tema: ATTUALITA
Argomento:
Visto: 73 volte
Citta di Castello - Incentivare raccolta differenziata e ridurre rifiuti all’origine
"È una novità importante, che deve essere presa seriamente in considerazione dall’Ati1. Anche per scongiurare l’ipotesi di ampliamento di Belladanza”
“Occorre che l’Ati1 si faccia carico della sperimentazione in Umbria del sistema di gestione integrata dei rifiuti modello Vedelago. Il nuovo Piano regionale approvato offre questa possibilità, per questo chiediamo che sia proprio l’ambito territoriale 1 a farsi promotore di un’iniziativa all’avanguardia e rispettosa dell’ambiente, che nei territori in cui viene applicata ha risolto in maniera efficace il problema dei rifiuti. A guadagnarne sarebbero l'economia, le ragioni ambientali e i cittadini che potrebbero vedere evitato l'ulteriore ampliamento della discarica di Belladanza”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali, lancia la proposta di una sperimentazione anche in Umbria del sistema Vedelago.
“Purtroppo – spiega Dottorini - anni di politiche miopi nella gestione dei rifiuti e la completa subalternità dell'amministrazione comunale di Città di Castello alle esigenze perugine hanno portato a un rapido esaurimento dell'impianto di Belladanza. Oggi sarebbe interessante quantificare il danno economico e ambientale che certe politiche hanno prodotto al territorio. Ma ci piace essere propositivi e elaborare progetti in grado di dare risposte serie a problemi per troppi anni lasciati colpevolmente senza soluzione. Il centro di Vedelago gestisce dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero dei materiali, raggiungendo livelli di differenziazione elevatissimi. L'attività consiste nel ricevere le frazioni secche riciclabili, selezionarle in base alla composizione merceologica, compiere le operazioni necessarie per la riduzione volumetrica, gestire la fase di destinazione in uscita delle singole tipologie di materiali che, in relazione alla possibilità di riutilizzo, vengono consegnati a impianti di seconda lavorazione o a specifiche aziende che li impiegano nei loro cicli produttivi. All'impianto di riciclo conferiscono i comuni, singoli o consorziati, e le aziende produttive che attuano la raccolta differenziata. È una novità importante – aggiunge l'esponente dell'Idv - che deve essere presa seriamente in considerazione da parte dell’Ati1 in sede di attuazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti, in conformità del quale occorre ridurre i rifiuti all'origine, aumentare la raccolta differenziata e sviluppare una filiera del riciclo che garantisca l'autosufficienza di ambito attraverso la più moderna e sicura impiantistica, che rispetti l'ambiente e il paesaggio della nostra regione”.
"Per un Piano di gestione dei rifiuti che ha l'ambizione di essere moderno, come quello umbro - conclude Dottorini - l'esperienza di Vedelago è importantissima e molto conveniente in termini sia economici che ambientali. Certo, sicuramente ridurrà il business delle aziende di gestione, ma è in grado di garantire maggiore occupazione, flessibilità impiantistica, sicurezza e risparmi concreti per i cittadini, risolvendo la tragica situazione che gli abitanti limitrofi alla discarica di Belladanza si trovano a dover affrontare ogni giorno. Per questo il modello Vedelago deve essere studiato e attivato, almeno in via sperimentale, anche nell’Ati1 con l’obiettivo di dare vita ad una politica industriale attiva, in grado di incentivare la realizzazione di una vera e propria filiera industriale del riciclaggio e del riuso, perseguendo in modo rigoroso l'opzione "rifiuti zero" per indirizzare una moderna gestione integrata dei rifiuti".
Condividi la notizia! 