Il 4 Febbraio: una festa sconosciuta in Valitberina, la Madonna del Fuoco

05/02/2010 9.01.08
Tema: CULTURA SPETTACOLO EVENTI
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Valtiberina - La Madonna del Fuoco è la patrona di Forlì
Il 4 Febbraio: una festa sconosciuta in Valitberina, la Madonna del Fuoco.
Tutti conosciamo il 2 Febbraio, detto la “Candelora”, ovvero la presentazione al Tempio della Beata Vergine, ma nessuno in questa vallata conosce una festa molto sentita in Romagna, in particolare a Forlì, che è la Madonna del Fuoco, che cade nello stesso periodo della Candelora e che, nonostante la presenza dei lumini, non coincide con questa.
Ogni anno, il 4 Febbraio nel capoluogo romagnolo viene festeggiato con bancarelle, presenti in tutte le principali vie del centro, e con una processione, in prima serata, caratterizzata dalla presenza di lumini rossi, che vengono collocati ai davanzali delle finestre fin dal 3 Febbraio sera, rimanendo per alcuni giorni, all’incirca sino all’8 Febbraio.
Quest’anno per le vie del centro di Forlì sono state allestite ben 222 bancarelle e, nonostante questa festa abbia origini antiche, si è adeguata ai tempi odierni, approdando perfino su Facebook.
La Madonna del Fuoco è la patrona di Forlì ed è fortemente venerata dai suoi abitanti, di tutti i generi e di tutte le età.
Le origini risalgono addirittura alla notte di mercoledì 4 Febbraio 1428, quando una scuola d’arte, situata sul lato sinistro dell’attuale via Leone Cobelli, di proprietà di un certo Lombardino da Riopetroso, andò completamente distrutta in un incendio. All’interno di questa scuola, ogni giorno operavano diversi alunni, intenti a disegnare e a dipingere. Un focolare serviva a riscaldare i ragazzi, ma molte volte dei residui di tele e pitture venivano gettati al suo interno. In quella rigida sera del 4 Febbraio le ceneri, probabilmente, non furono ben spente, per cui, qualche ora dopo le lezioni, si sviluppò un incendio che, grazie ai materiali altamente infiammabili, avvolse tutto l’edificio e durò diversi giorni. La popolazione accorse in gran numero a domare le fiamme e alcuni giorni dopo, forse il 7 Febbraio, venne trovata, appesa ad una parete annerita, una xilografia intatta, raffigurante la Madonna con il Bambino. Si trattava dell’unica opera che si era salvata e che, essendo di carta, sarebbe potuta andare perduta con molta facilità. Il governatore di Forlì, Monsignore Domenico Capranica, ordinò di traslare l’immagine nel Duomo della città, attraverso una solenne processione che avvenne l’8 Febbraio. Da allora la xilografia, appartenuta a Mastro Lombardino da Riopetroso fin dal 1425, ma che si pensa risalga addirittura alla fine del ‘300, è sempre stata custodita in una delle navate del Duomo. In memoria dell’avvenimento venne eretta in Piazza Maggiore, oggi Piazza Aurelio Saffi, una statua raffigurante la patrona, trasferita nel 1928 in Piazza del Duomo, mentre sul luogo della scuola, venne edificata, tra il 1797 e il 1819, a seguito dell’interruzione coincidente con l’era napoleonica, la Chiesa del Miracolo, dallo stile neoclassico.
Da 582 anni tale avvenimento, affascinante e misterioso nello stesso tempo, viene celebrato dai forlivesi, sia con la processione, con i lumini alle finestre, che con l’allestimento di una mostra di immagini della Madonna con il Bambino, all’interno della Chiesa del Miracolo.
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