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mercoledì 23 maggio 2012
     

Calano gli impieghi delle banche alle imprese artigiane

 

08/02/2010 12.12.07

Tema: ATTUALITA

Argomento:

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Umbria - In Umbria incidenza sopra la media nazionale

“Il rapporto tra il sistema bancario e il sistema imprenditoriale, specialmente artigiano e delle PMI, è stato caratterizzato da un generale irrigidimento e, nel 2009, da un restringimento nelle possibilità di accesso al credito”, dichiara Leonardo Nafissi coordinatore nazionale della Federazione. “I Confidi - dice - hanno riaffermato la propria funzione storica di “ponte”, assumendo un ruolo decisivo nel consentire l’accesso ai finanziamenti a quei soggetti imprenditoriali che, altrimenti, le banche non avrebbero più ritenuto meritevoli di credito”. Fedart Fidi è la più grande Federazione dei Confidi in Europa, promossa da CNA, Confartigianato e Casartigiani, con quasi 200 strutture associate che hanno garantito finanziamenti per circa 11,5 miliardi di euro alle oltre 700.000 imprese socie.

“Sono due - continua Nafissi - le sfide che attualmente vedono impegnato il sistema dei Confidi: lo sforzo straordinario per sostenere le imprese e per mitigare gli effetti generati sulle stesse dall’attuale crisi economico-finanziaria e l’adeguamento conseguente alla scadenza del termine per l’iscrizione dei Confidi nell’Elenco degli intermediari finanziari ex art. 107 T.U.B., che ha imposto al sistema profondi cambiamenti normativi e organizzativi, nonché ingenti investimenti”.

I PRINCIPALI DATI EMERSI DALLA RICERCA E CONFRONTO CON L’UMBRIA

Mentre le banche hanno complessivamente perseguito una politica di razionamento del credito, ancorché con le dovute eccezioni (vedi sistema delle BCC e delle Banche Popolari), il volume di garanzie rilasciate dai Confidi si è mantenuto stabile nel tempo ed anzi l’incidenza dei finanziamenti garantiti dal sistema rispetto al totale di quelli erogati dalle banche è progressivamente aumentata. Si stima che nel solo 2008 il sistema dei Confidi abbia garantito circa il 17% dei 56,5 milioni di euro di finanziamenti complessivamente erogati dal sistema bancario a livello nazionale a favore delle imprese artigiane.

Tali valori, se rapportati alla realtà umbra, assumono un peso ancor più rilevante, a conferma dell’insostituibile ruolo svolto dai Confidi artigiani promossi da CNA e Confartigianato nella nostra realtà. I Confidi hanno infatti garantito, alle oltre 25.000 imprese associate, ben 367 milioni di euro di finanziamenti, a fronte di un consistente calo degli impieghi al comparto artigiano stimato nel 2009 (-8,4%).

Questi valori, ancorché stimati per l’anno appena concluso, portano l’incidenza del peso dei finanziamenti garantiti dai Confidi Umbri sul credito bancario al 22 % e tale valore sale ulteriormente ad oltre il 31% se ci concentra sui soli finanziamenti a MLT.

I Confidi vanno sempre più facendosi carico delle crescenti difficoltà espresse dalle imprese artigiane e di piccole dimensioni. Infatti, il tasso medio di sofferenze sulle operazioni garantite dai Confidi è cresciuto rispetto al passato, per quanto si sia attestato a un livello più basso di quello registrato complessivamente dalle imprese artigiane.

Storicamente i Confidi artigiani hanno sempre garantito alle banche tassi di sofferenza nettamente inferiori alla media nazionale. Il differenziale del tasso lordo di sofferenze tra le aziende garantite dai Confidi e quello del comparto artigiano si è andato progressivamente restringendo, nonostante che il tasso di sofferenza tra le imprese garantite dai Confidi si sia sempre mantenuto al di sotto della media del comparto.

Nel 2008 la patrimonializzazione del sistema a livello nazionale presentava un coefficiente di solvibilità medio pari al 15,8%. In Umbria tale parametro risulta nettamente inferiore alla media nazionale, attestandosi al 9,9%.

Questa è stata la principale difficoltà incontrata dai due Confidi artigiani del sistema umbro candidati a trasformarsi in Confidi 107, generata dalla rilevante e gravosa attività di sostegno svolta da questa strutture a favore delle imprese negli ultimi anni. Il ridotto margine di patrimonio “libero” che tuttora rimane a disposizione del sistema richiede alle singole strutture di ricercare e mantenere nel tempo l’equilibrio tra una dotazione patrimoniale sufficiente a far fronte alle eventuali perdite e un efficiente svolgimento del proprio ruolo di facilitatore dell’accesso al credito per le imprese, al quale non è possibile rinunciare.

“Per continuare a svolgere tale funzione - precisa Leonardo Nafissi coordinatore nazionale della Federazione - i consistenti processi di aggregazione già realizzati in questi anni dai Confidi Umbri dovranno comunque trovare definitivo compimento: ciò potrà essere realizzato attraverso accordi di partnership tra diversi soggetti appartenenti allo stesso comparto, anche a livello interregionale o attraverso aggregazioni intersettoriali aperte a varie soluzioni nell’ambito del livello regionale; su questa evoluzione si sta lavorando intensamente, senza perdere di vista i valori fondanti ed irrinunciabili che da sempre hanno positivamente caratterizzato il sistema: mutualità, assenza di scopo di lucro, presidio della prossimità e del contatto con le imprese, autonomia di giudizio dal sistema bancario.

Indipendentemente dalla loro trasformazione in Intermediari Finanziari 107, resta infatti determinante la presenza ed il ruolo dei Confidi, strutture che mantengono un importante ruolo per lo sviluppo economico e sociale dei contesti locali cui appartengono, grazie alla loro insostituibile capacità di presidio del territorio e di prossimità alle imprese, alla efficace funzione di interfaccia tra le banche e le imprese, alla possibilità di essere strumenti concreti e fruibili per l’attuazione delle politiche industriali promosse dai vari soggetti istituzionali territoriali. Su questi temi di rilevanza strategica - conclude Nafissi - diventa a questo punto urgente ed irrinunciabile una seria, profonda e serena riflessione congiunta, tra Istituzioni pubbliche e sistema di garanzia promosso dalle Associazioni di categoria, al fine di definire la funzione della garanzia ed il ruolo che ciascuno degli attori in campo deve svolgere, al fine di evitare conflitti, sovrapposizioni e dispersione di quelle poche risorse ancora a disposizione per lo sviluppo delle imprese”.

LE RICHIESTE DEI CONFIDI A SUPPORTO DEL SISTEMA DI GARANZIA

Supportare i Confidi con adeguati interventi di politica pubblica significa di fatto sostenere tutto il sistema del credito e, per questa via, il sistema imprenditoriale. Sono stati individuati quattro principali ambiti in cui l’intervento del decisore pubblico si rende di prioritaria importanza, ambiti sui quali forte dovrà essere la spinta delle associazioni di categoria.

Rafforzamento patrimoniale. Per consentire al sistema dei Confidi di svolgere efficacemente la funzione di facilitatore nell’accesso al credito, risulta assolutamente necessaria una dotazione patrimoniale consistente ed adeguata, condizione essenziale per ampliare l’operatività, preservando al tempo stesso risorse finanziarie adeguate a far fronte ai rischi. Appare auspicabile che i decisori politici intervengano, coordinandosi tra di loro ed individuando le modalità più opportune, comprese le diverse forme innovative oggi a disposizione, da affiancare alla capitalizzazione diretta che le imprese Socie dei Confidi ogni anno effettuano.

Revisione normativa. E’ opportuno rivedere i requisiti per l’iscrizione all’Elenco speciale degli intermediari finanziari, forse non pienamente correlati all’effettiva rischiosità assunta dai Confidi con l’attività di concessione delle sole garanzie. Sarebbe altresì opportuno semplificare gli obblighi a carico dei Confidi, soprattutto in materia di: antiriciclaggio; trasparenza; Arbitro Bancario e Finanziario; Agenzia delle Entrate e Archivio Unico.

Modalità di vigilanza e controllo. Vanno riconsiderate le modalità di vigilanza e controllo cui sono sottoposti i Confidi, in modo da conciliare la salvaguardia della stabilità del sistema finanziario con le peculiarità di queste realtà, per assicurare la sostenibilità del modello Confidi e per rispettarne la specifica missione di prossimità alle imprese e ai territori. Ciò si potrebbe realizzare: attenuando la normativa di vigilanza; riconoscendo la possibilità di utilizzare ulteriori strumenti di capitalizzazione; valorizzando la conoscenza e la prossimità dei Confidi e delle Associazioni di categoria alle imprese e ai territori.

Fondo Centrale di Garanzia del Mediocredito Centrale. Si rende necessario favorire l’effettivo utilizzo del Fondo Centrale da parte delle imprese artigiane, attraverso: un complessivo ripensamento del suo funzionamento, tale da renderlo un concreto e fruibile strumento nazionale di controgaranzia; l’estensione della quota di riserva, calcolata sulla dotazione complessiva del Fondo, da destinare alla controgaranzia a favore dei Confidi in via esclusiva; l’accesso gratuito per i Confidi del Centro/Nord; un metodo condiviso di calcolo dell’aiuto.

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