Treni – Arrivi e partenze dall’Umbria spostati al binario est della stazione Termini

17/02/2010 11.37.30
Tema: ATTUALITA
Argomento:
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Umbria - “La Provincia sta cercando di riaprire la trattativa”
Con una interrogazione il gruppo del PD in Provincia è intervenuto durante il question time in Consiglio sulla recente variazione dei binari di arrivi e partenze da stazione Roma Termini verso l’Umbria rilevando: “Numerosi cittadini – si legge nel documento - hanno avvertito il disagio per il cambiamento di binario previsto da Trenitalia che sembra aver spostato sui binari Est gran parte del traffico in ingresso e in uscita dalla stazione di Roma Termini verso la regione Umbria. Il disagio per i fruitori del servizio consisterebbe nel raggiungimento dei suddetti binari che, delocalizzati rispetto al resto della stazione, impongono ai viaggiatori di percorrere a piedi circa 500m. Particolarmente penalizzati per tale variazione risulterebbero essere gli anziani, i disabili, i lavoratori e gli studenti pendolari costretti, per la distanza da percorrere, ad ulteriori disagi o addirittura alla perdita di treni e/o coincidenze. È chiaro – concludono dal gruppo del PD - che questa decisione da parte di Trenitalia porta a una grave discriminazione ed una ulteriore forma di isolamento della regione Umbria già penalizzata dalla perdita di fermate di treni Eurostar in varie città Umbre”. A rispondere alla interrogazione è stata la Giunta Provinciale che, nel confermare la veridicità della notizia, ha affermato: “I treni regionali e interregionali – ha risposto la Giunta - provenienti dall’Umbria, dalla Toscana e dalle Marche hanno, da dicembre scorso con l’entrata in vigore del nuovo orario dei treni, il binario est come arrivo e partenza dalla stazione Termini di Roma, binario che si trova distante dalla stazione centrale. Le FS hanno fatto una scelta di economicità dei servizi che ha penalizzato le tratte a bassa densità. La Provincia insieme agli altri enti locali coinvolti, stanno cercando di riaprire le trattative con le FS al fine di rivedere, nell’insieme, il sistema dei servizi”.
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