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mercoledì 23 maggio 2012
     

Alcherigi: "Scuola rubata. Quando si ruba ai bambini"

24/02/2010 15.14.05

Tema: ATTUALITA

Argomento:

Visto: 90 volte

Citta di Castello - Nell’apprendere dei furti ai risparmi dei terremotati nelle scuole, mi sono vergognato

Quando si rubano i risparmi che genitori e famiglie hanno donato per i

terremotati o per le attività dei piccoli studenti vuol dire che si è toccato

un punto di non ritorno. A miseria si aggiunge miseria, a disperazione si

aggiunge disperazione e la rabbia del vedere colpire una scuola povera e

sempre più povera. Chi si accanisce sulla scuola, “rubata” dalle riforme

gelminiane/berlusconiane che illegalmente sconfessano il principio

costituzionale di una istruzione pubblica, compie un atto di una ignominia

assoluta. Violare lo spazio dei nostri figli, perché così si devono considerare

tutte le scuole dove operano i piccoli studenti o, gli adolescenti, futuro del

nostro Paese, è un gesto “folle” di disperazione, aberrante perchè considera

la scuola facile preda. E’ vero l’accanimento con il quale è colpita la

scuola pubblica non ha eguali, ma la nostra indignazione dovrebbe essere

proporzionale sempre sia per la violazione delle leggi e sia per la violazione

dei principi. Rubare vuol dire violare una legge dello stato, svuotare la

scuola vuol dire violare un principio costituzionale. Sempre di “ ladri” si

tratta sia lo si faccia per pochi baiocchi appropiandosi dei risparmi o per

tanti baiocchi regalando miliardi al profitto dei privati. Per pochi baiocchi

si penetra in uno spazio pubblico “ sacro” per la comunità, inviolabile; uno

spazio di totale legalità e protezione, dove chi opera esercita un ruolo

sociale e culturale fondamentale per la comunità ed il Paese.

Spaventa la puntualità con la quale ci si accanisce contro i risparmi donati,

la puntualità nel conoscere tempi e luoghi. E’ un caso se tutto questo

succede o piuttosto il frutto di un mondo precario, di una precarietà fatta

disperazione che diventa occasione essa stessa per violare luoghi “ sacri”

come sono le nostre scuole? E’ il frutto di un oramai consolidato degrado

sociale e culturale, dove bisogni minimi vitali non vengono garantiti, dove la

ricchezza di una parte del Paese si specchia prepotente sulla povertà sempre

maggiore di una altra parte. Rubare i risparmi dei bambini dentro una scuola è la conferma di un sistema Paese senza più valori, senza più sogni senza più

rispetto sul precipizio del fallimento morale.

Nell’apprendere dei furti ai risparmi dei terremotati nelle scuole, mi sono

vergognato. Come un ladro. Come chi ha rubato ad un bambino. Perchè noi, nell’ignavia, non solo ci siamo fatti depauperare del nostro futuro, tra precariato e disoccupazione, ma abbiamo privato i nostri bambini della capacità di rimpiangerlo, perche non apprendendo, non conoscendo i nostri figli non sapranno mai cosa vuol dire rivendicare o raggiungere e perché le variabili sono diventate troppe: nord, sud, ricco, povero ed i termini i quali

uguaglianza, redistribuzione, welfare, legalità, diritti non si rintracciano

più. Forse sarebbe il momento di tornare a riflettere su dove e quando li abbiamo gettati.

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