“Crisi o ripresa”: problematiche e prospettive su Artigianato piccole e medie Imprese

25/02/2010 11.58.47
Tema: CULTURA SPETTACOLO EVENTI
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Umbria - Seguirà la 15ª Festa dell’Artigiano con la tradizionale consegna degli attestati di merito
Torna, sabato 27 febbraio, il tradizionale appuntamento, organizzato dalla Cna di Corciano, con la Festa dell’Artigiano, giunta quest’anno alla sua 15ª edizione. L’evento, che si svolgerà presso il ristorante “Le Rocce” di Villa di Magione e che si concluderà con la consegna degli attestati di merito agli artigiani con oltre 15 anni di attività, sarà preceduto, a partire dalle ore 18.00, da una tavola rotonda su “Crisi o ripresa”: problematiche e prospettive sull’Artigianato e le piccole e medie Imprese del territorio. All’appuntamento prenderanno parte: Nadia Ginetti, sindaco del comune di Corciano; Fabrizio Antognelli Presidente Cna Corciano;Giorgio Mencaroni Presidente C.C.I.A.A. di Perugia; Marcello Morlandi, direttore generale banca C.C. di Mantignana; Renato Cesca e Roberto Giannangeli, rispettivamente presidente e direttore della Cna Provinciale di Perugia.
Non casuale la scelta del tema della tavola rotonda di quest’anno.
“Le ultime notizie che provengono dal fronte della crisi economica italiana sono contraddittorie e, per ora - conferma il direttore della Cna Provinciale di Perugia Roberto Giannangeli - non sciolgono il nodo della ripresa, ma le aspettative di tendenza dell'economia, come ad esempio il clima di fiducia degli imprenditori e delle famiglie, le tendenze di borsa e altri indicatori qualitativi che catturano in anticipo l'imminente svolta del ciclo economico, lasciano intravedere un clima più incoraggiante”. Ma se sul piano produttivo è plausibile immaginare un lieve miglioramento, diversa è la prospettiva sul piano occupazionale. “Il 2009 - prosegue Giannangeli - è stato un anno molto difficile per l’economia umbra. I principali indicatori hanno confermato in tutta la sua gravità la situazione di crisi. Con il 2010 si è cominciato a parlare di debole ripresa o, quantomeno, di stabilizzazione dell’attività produttiva. Particolarmente incoraggianti appaiono i recuperi attesi della produzione e del fatturato, che dovrebbero riflettersi in una marcata riduzione delle perdite di esercizio. Tuttavia, pur a fronte di alcuni segnali incoraggianti, permangono ancora molte incertezze, soprattutto dal punto di vista occupazionale. “Anche il comune di Corciano - aggiunge Fabrizio Antognelli Presidente Cna Corciano - sebbene abbia rappresentato e continui ad essere uno dei territori più dinamici dal punto di vista economico e sociale, ha risentito fortemente della crisi in atto. E nonostante pervengano alcuni segnali positivi, la ripresa è certamente ancora lontana. Sono molti i settori dell’artigianato che continuano a denunciare situazioni di sofferenza, per lo più legate alle aziende di produzione, tessile in particolare, ma anche nell’edilizia e nei servizi si registrano forti preoccupazioni. Ecco perché di fronte a questo preoccupante stato di cose riteniamo indispensabile continuare ad attuare un sistema di interventi tempestivi ed efficaci sostenuti da un’adeguata dotazione finanziaria a tutti i livelli istituzionali. Sul fronte dell’accesso al credito è indispensabile inoltre facilitare le piccole e medie imprese attraverso il rafforzamento degli strumenti di garanzia e dei confidi”. L'unica considerazione certa - puntualizza meglio il direttore Giannangeli - è che servirà molto tempo per raggiungere i livelli ante crisi. Le difficoltà di accesso ai finanziamenti bancari, segnalate negli scorsi trimestri, appaiono ancora come il punto debole per l'artigianato e le piccole imprese. Se le banche non recupereranno in fretta il senso di responsabilità di cui hanno dato prova in un passato ormai non recente, per moltissime imprese, specie per quelle più piccole, il rischio di sopravvivenza sarà concreto. Siamo altrettanto consapevoli che pur nello shock da crollo di domanda di produzione, le aziende, soprattutto quelle ristrutturate, quelle che hanno spinto l’innovazione, sono state un buon salvagente che ha colmato il buco di produzione industriale in calo. Questo discorso chiaramente non vale per tutte le pmi. Ecco perché è opportuno oggi più che mai puntare ad un nuovo modello di sviluppo sempre più orientato alla qualità, in cui l’innovazione, la ricerca e la formazione abbiano un ruolo fondamentale, perché si può essere competitivi come imprese e persone, solo se si è inseriti in un territorio competitivo. Un modello, perciò, che coinvolga appieno tutti gli attori economici della nostra regione e dei singoli territori, in cui le azioni adottate o da adottare non siano solo “misure tampone”, ma regole e soluzioni in grado di determinare un cambiamento profondo e duraturo”.
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