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giovedì 29 luglio 2010
     

Tibet / Mozione bipartisan sul 51° anniversario dell’insurrezione di Lhasa

04/03/2010 8.36.54

Tema: ATTUALITA

Argomento:

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Terni - Atto firmato da 12 consiglieri di Udc, Psi, Pdl e Pd

Massimo d’Antonio (Udc), Zefferino Cerquaglia (Psi), Francesco Abbate, Gabriella Caronna, Andrea Sacripanti, Francesco Tiberi, Enrico Masciarri, Alfredo de Sio del Pdl, Stefano Garillo, Pierluigi Spinelli, Roberto Montagnoli, Mauro Paci del Pd hanno presentato una mozione sul 51° anniversario dell’insurrezione di Lhasa capitale del Tibet. Eccone il testo:

“Il 10 marzo ricorre il cinquantunesimo anniversario dell'insurrezione di Lhasa, capitale tibetana, contro l’invasione cinese; l’occupazione del Tibet, avvenuta nel 1950, costituì un inequivocabile atto di aggressione e violazione della legge internazionale; i militari cinesi stroncarono l’insurrezione con estrema brutalità, il Dalai Lama, seguito da circa 100.000 tibetani, fu costretto a fuggire dal Tibet e chiedere asilo politico in India dove si costituì un governo tibetano in esilio fondato su principi democratici; attualmente, il numero dei rifugiati supera le 135.000 unità e l’afflusso dei profughi che lasciano il paese per sfuggire alle persecuzioni cinesi non conosce sosta; il genocidio culturale ed etnico perpetrato a danno del popolo tibetano è ancora poco conosciuto e spesso volontariamente ignorato; 1.200.000 tibetani sono morti in seguito dell'invasione cinese; oggi i tibetani sono ridotti ad essere in minoranza nella loro terra, sei milioni rispetto a sette milioni di coloni cinesi, a causa della politica di colonizzazione, aborti e sterilizzazione forzata attuata da Pechino; il governo cinese prevede di aumentare il numero dei propri connazionali nel Paese delle Nevi ad oltre venti milioni; in Tibet, a dispetto delle severe punizioni e delle condanne a morte, la resistenza continua come dimostrano le continue ondate di protesta; secondo i dati forniti dai rappresentanti tibetani in esilio, la repressione compiuta dai militari due anni fa avrebbe provocato oltre 200 morti, mille feriti, migliaia di arrestati; il Dalai Lama, insignito del premio Nobel per la pace nel 1989, ha ribadito in ogni occasione di essere contrario all'indipendenza nazionale e di volere perseguire, con i metodi gandhiani, una soluzione politica a che garantisca un'autentica autonomia culturale, politica e religiosa ai cittadini tibetani; nonostante il credito e l'apertura compiuta dalla comunità internazionale nei confronti della Cina, né durante né dopo la fine dei giochi olimpici il governo cinese ha mostrato maggiore rispetto per i diritti umani fondamentali; dopo la fine dei giochi olimpici Pechino hanno continuato ad attaccare violentemente il Dalai Lama, accusandolo di mentire e di puntare alla secessione del Tibet, come si è visto anche in occasione della recente visita della guida spirituale e politica tibetana negli Stati Uniti. La Cina continua a mantenere il triste primato per quanto riguarda le esecuzioni capitali, circacinquemila, vale a dire l’87,3% del totale mondiale; il 18 e il 19 novembre dello scorso anno, alla Camera dei Deputati, alla presenza di numerosi parlamentari italiani e stranieri, si è svolto il V Congresso mondiale parlamentare sul Tibet conclusosi con la decisione di formalizzare la nascita di un network parlamentare internazionale a favore del Tibet e di porre basi concrete per rilanciare l’iniziativa politica nonviolenta al fine di ristabilire la verità sulla questione tibetana attraverso il coinvolgimento delle istituzioni internazionali. Il Consiglio Provinciale di Terni, nell’esprimere piena solidarietà alla lotta nonviolenta del popolo tibetano e del XIV Dalai Lama, dà mandato al Presidente della Giunta Provinciale di fare pervenire, con gli strumenti che riterrà più opportuni, una sollecitazione al governo italiano affinché si adoperi a favore di un dialogo costante, aperto, veritiero e costruttivo tra le autorità di Pechino ed i rappresentanti del Dalai Lama, sotto l’egida degli organismi internazionali”.

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