Fernanda Cecchini sulla candidatura al consiglio regionale

04/03/2010 9.11.29
Tema: POLITICA
Argomento:
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Citta di Castello - Per il primo cittadino tifernate nessuna sovrapposizione
“Non mi asterrò dalla funzione che ricopro ma da un utilizzo della funzione che sembri sovrapporre il profilo del candidato a quello del sindaco”: il sindaco di Città di Castello Fernanda Cecchini ha incontrato i giornalisti per dar conto dei riflessi della sua candidatura per l’elezione del Consiglio regionale dell’Umbria sull’attività istituzionale ed amministrativa del Comune.
“Non rappresento il primo caso né l’unico in questa competizione elettorale, perché la legge permette a chi sia sindaco di entrare in lista e norma le procedure a garanzia della continuità amministrativa in queste occorrenze, in particolare qualora fossi eletta in seno al Consiglio regionale.
Se si verificasse questa ipotesi, sarebbero Giunta e maggioranza in consiglio comunale a proseguire, secondo il programma di legislatura, l’attività fino alla scadenza naturale del 2011” ha aggiunto la Cecchini, sottolineando “sono un sindaco al nono anno, dei dieci concessi dalla legge alla durata della carica. Sono un sindaco che sta portando a compimento la progettualità e gli impegni presi, sostenuta da una maggioranza che è in grado di chiudere il cerchio sul percorso politico amministrativo condiviso nell’arco di due mandati”.
“Sarò, come ho fatto finora, a disposizione dei cittadini e vigilerò quotidianamente sulla macchina comunale perché continui a dare risposte. Mi asterrò invece da manifestazioni e contesti, che possano ingenerare equivoci tra due ruoli. Anche se sono candidata di una parte politica, per la città avere un sindaco che siede nel consiglio regionale significa portare in quell’istanza un’esperienza acquisita in dieci anni a contatto con i cittadini e con i loro problemi. Forse nelle prossime settimane - ha concluso la Cecchini - un profilo avrà la meglio sull’altro: per questo voglio ribadire che non abdico alle mie prerogative di sindaco, consapevole che politica e istituzioni sono due cose ben separate
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