La donna nella società plurale

08/03/2010 17.54.37
Tema: ATTUALITA
Argomento:
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Citta di Castello - Le parole dell'assessore alle pari opportunità
“La grande partecipazione è un indice chiaro della disposizione aperta aL dialogo che accomuna la componente autoctona ed immigrata della nostra comunità”: con queste parole l’assessore alle Pari opportunità di Città di Castello Andreina Ciubini, commen-ta il riscontro in termini di pubblico che ha avuto il seminario “La donna nella società plurale”, promosso da Comune, Caritas e “Insieme per un futuro sereno”, organismo di cittadini stranieri che promuove l’incontro e l’integrazione con il contesto di accoglien-za. “Abbiamo scelto di parlare di un argomento che a vari livelli rappresenta un nodo del dibattito politico e culturale, perché l’otto marzo non sia sono una celebrazione ma anche una presa di coscienza” ha concluso l’assessore.
Per l’antropologa Michela Marchetti bisogna partire dal presupposto che “Donne si di-venta e non si nasce. La dominanza etica e materiale dell’uomo è un tratto di molte so-cietà passate ma anche presenti, che tende a permanere anche in frangenti di forte mobilità come l’attuale, in cui i meccanismi di sedimentazione sociale sono più volatili. Ci sono molte donne che in questi anni migrano da sole, alla ricerca del proprio spazio nel mondo”. Nella sua relazione la Marchetti, rivolgendosi anche alle numerose donne musulmane presenti ha illustrato “la condizione della donna musulmana, confutando alcuni degli stereotipi e dei preconcetti a cui spesso si ricorre per descriverla. “Alla ba-se di come le società musulmane collocano la donna nella società c’è l’interpretazione religiosa di questa figura” ha ricordato Nebras Abdel Qader, mediatrice culturale, per la quale “con l’avvento dell’Islam inizia un vero e proprio percorso di valorizzazione del-la donna e del suo riconoscimento quale soggetto avente gli stessi diritti dell’uomo. I fatti riportati dai media che spesso attirano la nostra attenzione circa la violazione dei diritti umani” ha concluso “sono da imputare ad un retaggio culturale e non al messag-gio della religione islamica”. Nella Borri, psicoterapeuta, ha proposto, come cattolica, un excursus storico sulla figura della donna nel cristianesimo: “Ci sono state contraddi-zioni anche nel Cristianesimo sull’intendere la donna, i suoi diritti, il suo ruolo nella so-cietà, la sua emarginazione dalla Chiesa o addirittura la sua persecuzione. Tuttavia al-cune figure femminili centrali nel Cristianesimo si sono contraddistinte per una dimo-strazione reale della propria forza, costanza, tenacia e coraggio”. Parlando di eco femminismo la Borri ha terminato dicendo che “ sull’universalità della coscienza mater-na intende fondare un’etica dell’ impegno civile: la maternità sembra infatti conferire una speciale capacità di proteggere la vita e la natura, quei valori appunto che sareb-bero minacciati dalla civiltà patriarcale. La valorizzazione del ruolo femminile, che im-plica e include il prendersi cura, può rappresentare la base di un progetto di umanizza-zione della cultura e della politica”.
In serata la festa della Donna ha assunto un carattere più culturale con il concerto che si è svolto presso la Sala degli Specchi del Circolo Tifernate. Titolo dell’iniziativa “Tre donne intorno al cor…”, un verso stilnovista per un’iniziativa che ha avuto protagoniste le donne, sia come esecutrici sia come soggetti poetici. “Abbiamo voluto offrire un o-maggio a tutti in occasione con l’otto marzo, per ricordare con un evento di natura squisitamente artistica, il ruolo che le donne hanno svolto e stanno svolgendo in fran-genti di crisi e involuzione sociale” ha detto l’assessore alle Politiche culturali Rossella Cestini, illustrando il programma, costruito su brani composti da autrici, su storie di donne e sul talento artistico delle esecutrici, i soprano Sabrina Sannipoli e Catharina Scharp, la pianista Leonora Baldelli. L’iniziativa, promossa insieme alla Scuola di musi-ca comunale Puccini, ha spaziato tra Barocco e Novecento con una selezione di reper-tori diversi, da Barbara Strozzi ad Edvar Grieg, molto apprezzata dal pubblico.
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