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giovedì 9 febbraio 2012
     

L’artigianato toscano spera nel 2011, ma a una condizione

09/03/2010 15.40.06

Tema: ATTUALITA

Argomento:

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Arezzo - La Regione metta le piccole imprese al centro delle politiche di sostegno

Il 2009 è stato un anno terribile per l’artigianato toscano e la piccola impresa accomunati dalla flessione di tutti gli indici economici (fatturato, investimenti e le crescenti difficoltà a mantenere i posti di lavoro). Il rapporto congiunturale dell’Osservatorio Regionale Toscano conferma l’impatto della crisi e pesa sull’umore degli imprenditori che ancora non vedono segnali di uscita dal tunnel.

Non ci resta che sperare nel 2011, ma solo se le micro e piccole imprese saranno messe al centro delle politiche di sostegno dello sviluppo economico della prossima legislatura regionale. Un’attenzione dovuta anche tenendo conto, come confermato dal rapporto oggi presentato che l’artigianato, nonostante le difficoltà, ancora cerca di salvaguardare l’occupazione, mentre le grandi e medie imprese delocalizzano.

Questa convinzione è alla base anche del decalogo che in questi giorni viene consegnato ai candidati alle elezioni regionali da “Impresa Toscana”, la super associazione, frutto del patto associativo siglato dalle associazioni regionali che riunisce Confartigianato, Cna, Confcommercio, Casartigiani e Confesercenti della Toscana.

E’ Cna, Confartigianato e le altre associazioni di rappresentanza della pmi ritengono che le azioni del nuovo governo della Toscana dovranno essere accompagnate da un grande progetto di riforma a livello regionale focalizzato su 10 punti: produzione – infrastrutture - pubblic utilities – turismo – città - servizi e terziario – burocrazia - federalismo e fisco locale - imprenditoria femminile - imprenditoria giovanile da perseguire con mirate misure di sostegno per la crescita delle imprese, formazione, credito, innovazione di prodotto, di mercato e di processo, con particolare attenzione per le reti fra imprese. Tra le questioni fondamentali per rendere più competitivo il sistema economico toscano sono poi le infrastrutture, la semplificazione burocratica, la razionalizzazione della spesa pubblica. Gli investimenti in infrastrutture ed il sostegno al manifatturiero non possono poi prescindere da una forte azione di supporto al terziario e ai servizi, determinanti per garantire la competitività dell’intero sistema economico.

Sul fronte del credito rimane poi la sollecitazione a riaprire al più presto il fondo di rotazione ovvero lo strumento che più di tutti gli altri negli anni passati ha sostenuto gli investimenti delle imprese artigiane e delle piccole imprese.

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