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giovedì 9 febbraio 2012
     

Ambiente – “L’Umbria sia riconosciuta regione denuclearizzata”

09/03/2010 12.13.16

Tema: ATTUALITA

Argomento:

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Umbria - Un odg in Provincia chiede anche un pool per impianti di energie alternativ

Il Gruppo provinciale del PRC – Se, con un ordine del giorno rivolto al Presidente della Provincia di Perugia chiede che la Giunta provinciale “si impegni, di concerto con la Regione, i Comuni e con tutti i soggetti istituzionali interessati, per far riconoscere ufficialmente la Regione Umbria come territorio denuclearizzato che, in quanto tale, non potrà ospitare impianti di varia natura, centrali, materiali che abbiano a che fare con la produzione di energia nucleare; inoltre che costituisca un pool di soggetti, istituzionali e non (Regione, Provincia, Agenzia per l’Energia e l’Ambiente, Comuni ecc…) con i distinti e complementari compiti di dotare ogni edificio pubblico, compatibilmente con i vincoli paesaggistici e architettonici, di impianti di energia alternativa (in primo luogo il fotovoltaico) e di attirare sul territorio provinciale aziende specializzate nella creazione di impianti, componentistica ecc. per la produzione di energie alternative, con l’individuazione di possibili percorsi per crediti agevolati, concessione di terreni, riconversione di strutture produttive”.

Nel documento si sottolinea che “il Referendum dell’8 e 9 Novembre 1987, con il suo esito ben noto, ha di fatto sancito l’abbandono del nucleare come risorsa energetica, tanto che nel corso degli anni è stata predisposta e portata a termine la chiusura di diversi impianti prima in esercizio e di altri impianti in costruzione (Trino 1 e Trino 2, Latina, Caorso, Montalto di Castro); che in Italia, in palese contrasto con la volontà popolare chiaramente espressa nel Referendum sopra citato, e in controtendenza con il resto del mondo avanzato, il Governo sta promuovendo un pericoloso ritorno al nucleare, sponsorizzato anche da lobbies e poteri forti, che potrebbe tradursi nella progettazione e costruzione, in breve tempo, di centrali nucleari su tutto il territorio nazionale, con la pretestuosa motivazione di garantire al Paese l’indipendenza energetica, e con la falsa motivazione di ridurre i costi dell’energia elettrica per la collettività;

che la presenza di una o più centrali nucleari sul nostro territorio regionale, come in ogni parte d’Italia, significherebbe moltiplicazione dei rischi per la popolazione e per l’ambiente (scorie, possibile fuoriuscita di sostanze, rischio mai scongiurato neppure dagli impianti di nuova generazione), aumento dei costi per la collettività (le spese di realizzazione di una centrale nucleare sono altissime, e ovunque hanno superato le stime progettuali iniziali, fino a punte del 300 % in più). E’ da tenere presente che l’Umbria è riconosciuta internazionalmente come

“Cuore verde d’Italia”, per l’elevato pregio e la sublime bellezza del suo ambiente e dei suoi paesaggi; che in diverse realtà territoriali del Paese si sta chiedendo l’istituzione di zone denuclearizzate o di territori provinciali e regionali denuclearizzati e che ovunque, nel mondo, la tendenza attuale è, da parte dei Governi e dei diversi soggetti istituzionali competenti, quella di concentrare gli sforzi nella promozione e nello sviluppo delle energie pulite (fotovoltaico, eolico ecc…), possente volano per una crescita equilibrata e sostenibile dell’economia, tanto da dare origine ad una vera e propria filiera, quella della “ Green Economy “, con riflessi positivi anche per la tutela e l’implementazione dei livelli occupazionali”.

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