Alcherigi: "Regolamenti per il riordino delle scuole medie superiori"

10/03/2010 14.33.20
Tema: ATTUALITA
Argomento:
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Citta di Castello - Valutazione dell'impatto sul sistema scolastico
Il Consiglio Comunale di Città di Castello considerato che
-a pochi giorni dalla scadenza delle iscrizioni alla scuola secondaria
superiore non sono stati ancora approvati i regolamenti di cui
all'oggetto, lasciando le scuole, i genitori e gli studenti in una
condizione di inaccettabile confusione ed incertezza;
-dalla lettura dei testi definitivi dei regolamenti pubblicati dal
MIUR si rileva la mancanza di risposte adeguate ai consistenti
rilievi di legittimità grave; e alle puntuali osservazioni critiche
avanzate da autorevoli organi consultivi (Consiglio di stato e
Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione);
-tutte le componenti del sistema formativo, dai genitori ai docenti,
sia di ruolo che precari, passando per gli studenti e il personale
ATA, hanno dato vita ad una mobilitazione ampia e partecipata in
tutti i luoghi di studio e di lavoro del nostro territorio con la
creazione di importanti momenti di discussione e di riflessione
collettiva sugli effetti delle leggi in oggetto e sul futuro
dell' istruzione pubblica;
-il Governo ha dimostrato chiusura e insensibilità; rispetto
alla forti sollecitazioni provenienti dal mondo della scuola e della
cultura, dando luogo ad un processo decisionale caratterizzato da
modalità; scarsamente democratiche;
-ripetuti e numerosi appelli da parte di movimenti, comitati genitori
e insegnanti, associazioni e mondo sindacale sono stati rivolti in
questi mesi alle istituzioni locali, perché acute; prendano posizione
facendosi carico del disagio dei cittadini su queste importanti
questioni;
Ritenuto ciò il Consiglio
- giudica *le misure adottate o in corso di adozione da parte del
governo come un grave attacco alla natura pubblica, libera e laica
della scuola e del sapere in Italia, tali da produrre in breve tempo
conseguenze insostenibili per il normale funzionamento del sistema e
impedirne ogni seria prospettiva di innovazione e di sviluppo;
- *denuncia* come negazione del diritto universale all'istruzione
e del basilare principio dell'uguaglianza, nonché acute; come
contraria ad ogni buona prassi pedagogica, il provvedimento approvato
dal Parlamento con il quale si prevede la possibilità grave; di
assolvere l'obbligo scolastico nei percorsi di apprendistato e della
formazione professionale;
- *considera* le misure in oggetto come un'ipoteca
sull'esercizio di alcuni diritti fondamentali, come quello allo
studio, all'accessibilità grave; universale del sapere e alla
mobilità grave; sociale, e come un inaccettabile disimpegno dello
Stato dagli obblighi previsti dalla Costituzione, che impone alla
Repubblica di "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e
sociale, che, limitando di fatto la libertà grave; e l'eguaglianza
dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione
politica, economica e sociale del Paese"; (art. 3), di
promuovere "lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica
e tecnica"; (art. 9), di garantire la libertà grave; del sapere
e del suo insegnamento e di istituire "scuole statali per tutti
gli ordini e gradi"; (art. 33);
- *ritiene* che le misure in oggetto, dato il loro carattere meramente
contabile, indiscriminato e non partecipato, sia in grado di
risolvere i problemi che affliggono la scuola, ribadendo la piena
fiducia nelle capacità grave; di coloro che in quell'ambito si
trovano a lavorare quotidianamente e stigmatizzando il processo,
avviato ormai da molti anni, di continuo sottofinanziamento del
settore nel nostro paese, tale da precludere ogni possibilità grave;
di sviluppo e miglioramento interno del sistema;
- *valuta* come particolarmente pesanti gli effetti che, in una fase di
grave recessione economica, le misure in oggetto avranno sullo
sviluppo economico, sociale e culturale dell'Italia e del
proprio territorio, in termini di mancato rinnovo dei contratti di
numerosi insegnanti precari, e dunque di espulsione di molti giovani
(e anche meno giovani) dal mercato del lavoro, nonché acute; in
termini di generale svilimento culturale, di perdita di conoscenze e
di capacità grave; con prevedibili effetti sulla mobilità grave;
sociale, sui salari e sull'occupazione;
- *plaude* al movimento spontaneo che si è sviluppato in questi
mesi e che ritiene abbia saputo civilmente tenere insieme esigenze di
protesta e di informazione, producendo nel territorio significative
esperienze di coinvolgimento democratico della cittadinanza;
- *auspica* che le energie messe in campo dal movimento in difesa della
scuola pubblica non vadano disperse, ma si possano concentrare al fine
di produrre un articolato e serio rilancio "dal basso"; del
sistema scolastico, attraverso un processo di autoanalisi e
condivisione delle esperienze, unico strumento valido per produrre
riforme organiche, tali da rispondere alle carenze del sistema
dell'struzione;
chiede al Governo
- di *ritirare* i regolamenti relativi alla scuola secondaria
superiore, nonché acute; quelle riguardanti l'università;
e la ricerca, e di abrogare la legge 169/2008;
- di *avviare* da subito un processo di revisione strutturale del
sistema formativo attraverso il diretto coinvolgimento di tutti i
soggetti interessati al fine di elaborare un proposta organica che
tenga conto delle vere esigenze e non solo rivolta ad un tentativo di
fare cassa e di trasformare l'essenza pubblica e aperta del
sistema dell'istruzione;
* impegna il Sindaco e la Giunta
- a *promuovere *momenti di discussione e confronto sul valore della
scuola pubblica e di elaborazione di proposte concrete di riforma del
sistema scolastico;
- a *condividere *le preoccupazioni qui espresse con gli organi di
rappresentanza e di governo di tutti gli enti territoriali
interessati, sollecitando gli stessi a una presa di posizione chiara
e decisa sui provvedimenti in oggetto;
- a *vigilare *affinchè; il movimento in difesa della scuola
pubblica possa continuare ad esercitare in piena sicurezza il proprio
diritto democratico di protesta, informazione, discussione e
auto-organizzazione, incentivando anzi, con gli strumenti a sua
disposizione, simili momenti di condivisione.
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