Regionali 2010: La Cna di Perugia interviene nel dibattito politico indicando le priorità

15/03/2010 12.30.47
Tema: POLITICA
Argomento:
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Perugia - Cesca: "Necessaria una politica per la piccola impresa"
La crisi economico-finanziaria, i cambiamenti che stanno investendo il mercato internazionale e l’introduzione del federalismo fiscale stanno facendo rivalutare il ruolo centrale dell’impresa nella creazione di ricchezza e lavoro e impongono contemporaneamente un ripensamento del modello di sviluppo economico nazionale e locale. “Diciamo subito - afferma Renato Cesca Presidente della Cna Provinciale di Perugia - che il costante richiamo durante la campagna elettorale al ruolo centrale dell’Impresa da parte dei candidati alla giunta regionale, ci fa particolarmente piacere. In una regione come la nostra, con oltre 80mila imprese attive nei più disparati settori produttivi, è necessaria, oggi più che mai, una politica per la piccola impresa che partendo dalla razionalizzazione della spesa pubblica, passi attraverso la semplificazione burocratico amministrativa ed il partenariato pubblico privato, per arrivare agli incentivi per l’accesso al credito, per l’integrazione fra imprese e l’internazionalizzazione ed infine alla conciliazione tra mondo del lavoro e famiglia. Molte donne ancora nel 2010 sono costrette a rinunciare al lavoro perche sono insufficienti gli asili nido e gli strumenti per assicurare l’assistenza agli anziani pertanto sono costrette a dedicarsi esclusivamente alla famiglia. A nostro avviso è necessaria l’adozione di una legge regionale ad hoc per la piccola impresa che prenda il via dallo Small Business Act approvato recentemente a livello europeo”. Per la Cna Provinciale di Perugia l’individuazione delle direttrici da seguire nella definizione di un nuovo modello di sviluppo non possono che avere come base le cose positive fatte nel corso degli ultimi anni, “mi riferisco in particolare modo alle politiche per l’integrazione verticale ed orizzontale tra le imprese, e fra queste ed il mondo della ricerca, dell’università e del credito, la realizzazione di nuove infrastrutture stradali ecc. Risultati positivi - aggiunge Cesca - potrebbero arrivare sul fronte del turismo, del risparmio energetico e dello sviluppo di fonti rinnovabili. Indispensabili nuove politiche per il settore delle costruzioni a partire dall’individuazione di percorsi innovativi da seguire per le manutenzioni del patrimonio edilizio pubblico e privato”. In questo quadro Cna ritiene che sussidiarietà e partenariato pubblico privato dovrebbero rappresentare il punto di partenza per una nuova politica economica regionale. L’intervento del pubblico nell’economia è indispensabile in qualità di regolatore e controllore del mercato, non come erogatore dei più disparati servizi (caso a parte per ciò che concerne i servizi sanitari e scolastici). “L’intervento pubblico nell’economia, a nostro avviso, deve innanzitutto basarsi su un rinnovato rapporto di collaborazione con il privato, l’Impresa, soprattutto quella piccola, che non è il nemico da osteggiare, non è la controparte, ma, nel rispetto delle regole, deve rappresentare, per i dirigenti, i funzionari e i dipendenti della pubblica amministrazione un valido partner nella realizzazione dei progetti di sviluppo con l’obbiettivo di produrre maggiore ricchezza non solo per l’imprenditore, ma anche per i lavoratori e più in generale per la società locale. Se non cambia l’approccio culturale nei rapporti tra pubblica amministrazione e imprenditori - nota il Presidente - ogni tentativo di riforma avrà risultati deludenti. Gli imprenditori -conclude Cesca - stanno cercando di fare la loro parte, razionalizzando e ottimizzando i fattori produttivi, individuando nuovi mercati, selezionando i clienti, avviando processi di collaborazione ed integrazione fra le imprese stesse, ma il mercato che sta cambiando impone un piano strategico di riposizionamento. Alle Istituzioni, alla pubblica amministrazione e agli istituti di credito chiediamo pertanto di essere validi e stimolanti compagni di viaggio dell’impresa e non certo enti di assistenza”.
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