Crisi nera per il commercio. Negozio di profumeria chiude, dipendenti a casa

16/03/2010 10.01.44
Tema: ATTUALITA
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Citta di Castello - Già sottoscritto l’accordo riferito alla cassa integrazione straordinaria
La crisi inghiotte il commercio e siamo di fronte all’ennesima chiusura di un negozio. Si tratta della profumeria a Città di Castello del gruppo “Marionnaud Parfumeries spa” e dei 5 dipendenti che dal primo maggio si ritroveranno senza lavoro.
Sono infatti gli stessi dipendenti, quattro donne ed un uomo, che hanno immediatamente fatto appello al sindaco Fernanda Cecchini, chiedendo l’attivazione di un tavolo di confronto con le istituzioni quanto prima. L’appello è stato accolto e sembra che già dai prossimi giorni il Sindaco potrebbe incontrarli.
La riduzione che riguarda il punto vendita di Città di Castello in Via Moncenisio, rientra in un’operazione nazionale con la quale la società per azioni ha annunciato un taglio di personale di 56 addetti (tra i quali i 5 tifernati).
I 5 dipendenti del negozio tifernate rientrano nell’accordo già siglato a livello nazionale col quale è stabilito «il ricorso alla cassa integrazione straordinaria oltre alla mobilità con non opposizione al licenziamento. Nel caso di Città di Castello dal primo maggio i dipendenti verranno sospesi dal lavoro con conseguente attivazione della Cigs, per chi lo vorrà è previsto il collocamento nelle liste di mobilità. In tal caso la Spa si impegna a corrispondere ai lavoratori un importo pari a 4 mensilità lorde della propria retribuzione a titolo di incentivazione all’esodo e come integrazione del Tfr. La Marionnaud spiega inoltre nel verbale di accordo sottoscritto a livello nazionale che «le chiusure delle filiali avvengono per cessazione di attività».
Il negozio di viale Moncenisio a Città di Castello era aperto dal 1996, altre filiali nel comprensorio, come quella di Sansepolcro non rientrano nel piano di riduzione. In Umbria, quella tifernate, è l’unica sede chiusa pertanto le maestranze sollecitano l’impegno istituzionale, pur ribadendo la correttezza del procedimento seguito dalla direzione della società per azioni che ha coordinato tutti i canali sindacali possibili per dare il via a una procedura corretta per i lvoratori.
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