Rete in fibre ottiche: un’infrastruttura “a prova di futuro”

25/03/2010 15.27.50
Tema: ATTUALITA
Argomento:
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Citta di Castello - Sarà attivata nelle prossime settimane, ponendo il territorio tifernate all’avanguardia
Un’infrastruttura “a prova di futuro” tesa ad “anticipare i crescenti fabbisogni di banda larga e incrociare le esigenze d’innovazione delle pubbliche amministrazioni e del sistema produttivo”. Questo il fine della rete in fibre ottiche che è stata recentemente completata a Città di Castello. Un intervento finanziato dalla regione dell’Umbria, per un importo di poco inferiore a 1.500.000 euro, che ha visto impegnate operativamente l’amministrazione comunale tifernate per la definizione delle opere civili e la Società “Centralcom” per quanto riguarda le attrezzature tecnologiche. Sul versante delle caratteristiche specificatamente tecnici e di riferimento sul territorio la rete tifernate “di nuova generazione” collegata, tra l’altro strutture pubbliche, ospedale, protezione civile e area industriale e s’inserisce nell’ambito più generale di “un progetto di rete pubblica regionale” in rete ottica che ha come obiettivo quello di “collegare progressivamente” le amministrazioni dell’Umbria (Regioni, Provincie, Comuni, Organizzazione Sanitario) con il sistema pubblico allargato (Università, istituti di ricerca, strutture scolastiche, aree industriali). Contestualmente si intende “abilitare il mercato degli operatori” con la costituzione di un soggetto “whosale” (ovvero fornitore all’ingrosso) di natura “neutrale e pubblica” dotato di infrastrutture TLC “passive ed attive in grado di contribuire alla dotazione del territorio “Ecco perché la rete di Città di Castello, che sarà attivata sperimentalmente nelle prossime settimane, pone il territorio tifernate all’avanguardia nella disponibilità di Banda Larga (New Generation Networks) che si caratterizza “per i forti contenuti tecnologici e di conoscenza” e, dunque, risulta costituire “un fattore d’importanza strategica fondamentale per promuoverne la competitività e lo sviluppo innovativo”.
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