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mercoledì 23 maggio 2012
     

Variante al vigente Piano Regolatore Generale: riflessioni in merito al Documento

26/03/2010 10.52.43

Tema: ATTUALITA

Argomento:

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Citta di Castello - I Geologi, vogliono portare un proprio contributo costruttivo

I Geologi di Città di Castello, vogliono portare un proprio contributo costruttivo al dibattito sulla nascita della variante generale del Piano Regolatore Generale (Prg) in piena sintonia con le richieste dei Progettisti e dell’Amministrazione Comunale di Città di Castello. L’obiettivo comune è quello di garantire una conoscenza il più possibile attenta delle “valenze, fisiche, sociali, culturali ed economiche del territorio e dell’insediamento” nonchè ai processi decisionali in materia ambientale.

Ecco quali sono i punti di forza del territorio e gli elementi salienti che devono essere analizzati e valorizzati.

?? Paesaggio Tifernate: E' necessario contestualizzare il concetto di rispetto del territorio e del paesaggio come bene di interesse comune. Deve essere posta, dunque, particolare attenzione alla tutela delle forme del territorio, alla loro concatenazione logica, alla salvaguardia alla tutela

delle qualità visive del paesaggio. Analizzare in termini di promozione strutturale gli interventi di conservazione, recupero e valorizzazione degli ecosistemi e delle aree naturali protette, della rete dei sentieri per lo sviluppo turistico con un’analisi attenta anche alla possibilità di un aumento della superficie sottoposta a tutela.

?? Vulnerabilità territoriale (con riferimento particolare al rischio idrogeologico e sismico): è necessario ricondurre al momento della pianificazione territoriale, la valutazione degli scenari di rischio, anche per correggere le eventuali errate destinazioni d'uso del territorio e operare

per ridurre l'esposizione. Lo sviluppo del territorio dovrebbe tenere in considerazione elementi di fragilità rispetto ai quali si auspicano disposizioni precise indirizzate alla corretta gestione dei fondi agricoli (canalette di regimazione delle acque, corrette metodologie e “direzione” di

coltivazione, scelta di colture rispetto ad altre ecc). Va ricordato che il Comune di Città di Castello è stato il primo ad individuare nel proprio Piano Regolatore un censimento degli invasi artificiali (circa 260), opere che costituiscono un punto di vulnerabilità purtroppo quasi unico nel

panorama regionale.

?? Risorse naturali, cave: è necessario individuare aree prioritarie di approvvigionamento dei materiali compatibili con le esigenze strutturali della realtà locale, tenendo conto di un interesse comune ad un contenimento dello sfruttamento, privilegiando la concentrazione di tali attività in

aree a più bassa sensibilità ambientale e possibilmente riconducibili a siti estrattivi già esistenti e dove la ricomposizione e riqualificazione ambientale definitiva non lasci cicatrici sul territorio.

Scelte accompagnate da una previsione di potenziamento dei siti di recupero, trattamento e riuso dei materiali da demolizione, prevedendo di impedire che questi possano essere riutilizzati tout court nei siti di produzione.

?? Individuazione nel territorio comunale di aree di accantonamento temporaneo delle Terre e Ordine dei Geologi della Regione dell’Umbria - Professionisti Geologi di Città di Castello rocce da scavo nei cantieri in funzione di un bilancio previsionale sullo sviluppo della città.

?? La rete idrografica principale e secondaria e qualità delle acque superficiali – Il Tevere ed il reticolo idrografico minore: rispetto e valorizzazione delle aree di importanza comunitaria, quale tangibile modo di interpretare il Fiume e le zone speciali di conservazione in termini di valenza naturalistico-ambientale; c’è la necessità di elaborare uno strumento di pianificazione che sia in linea con una politica di gestione della rete idrica superficiale, indirizzata alla valorizzazione delle aste fluviali e rinaturalizzazione dei torrenti e del patrimonio ecosistemico della Conca Tifernate, ricchezza anche in termini turistici troppo spesso sottovalutata e subordinata a

prioritarie teorie di sistemazione idraulica che pur avendo propria razionalità numerica sono, nelle modalità di intervento, completamente svincolate dal contesto territoriale, di ecosostenibilità e fruibilità, limitando in tal senso anche l’accesso a potenziali finanziamenti europei di settore, senza per altro garantire nel tempo quella sicurezza prospettata.

?? Interazione con le potenzialità del “Piano di Sviluppo Rurale” con messa in atto di interventi eseguiti nel rispetto della naturale dinamica fluviale, non concepibili con la sola realizzazione di piste ciclabili, ma con una visione di risorsa ambiente fruibile a tutto tondo che contempli la sintesi dei valori: il Fiume, nel Fiume ed intorno al Fiume.

?? Smaltimento reflui civili: adeguamento delle modalità di smaltimento dei reflui nelle frazioni, con individuazione di aree idonee per il posizionamento di sistemi autonomi di trattamento.

?? Qualità delle acque idropotabili: gestione dei pozzi comunali, atti di pianificazione che prevedano azioni di salvaguardia e di contenimento dei consumi idrici.

?? Energie rinnovabili: Individuazione di aree preferenziali per la produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili, definendo standards minimi di mitigazione degli impatti.

?? Tutela del Patrimonio Storico Culturale della Città: In questi anni l’Amministrazione ha con grandi sforzi avviato un processo di risanamento del patrimonio storico della città che è contraddistinta da un’elevata criticità geologica, sia per la sua importanza che per la complessità del costruito. Studi condotti nell’ultimo decennio hanno evidenziato in tempi diversi

sia la vulnerabilità intrinseca del tessuto urbano storico che la pericolosità geologica da un punto di vista sismico. In questo momento ed al di là delle operazioni che si metteranno in atto per ottemperare agli obblighi di legge, possono esistere le condizioni per confrontare gli studi fatti ed avere dati di base di indirizzo programmatico che, diano un quadro di sintesi del rischio locale anche ai fini di una programmazione delle attività di Protezione Civile.

La difficoltà di equilibrare esigenze di sviluppo socio-economico con quelle di eco-sostenibilità, è oggettivamente uno dei passi più difficili che ci vede oggi tutti impegnati e che non può prescindere in fase programmatica dal contributo di tutte le forze che possono a vario titolo partecipare per

competenza specifica. L’idea è quella di avere per il prossimo futuro uno Strumento che sia in grado di fornire agli Operatori ed ai Cittadini, tutti quegli elementi conoscitivi e quegli atti di Indirizzo che sono fondanti per una buona qualità della vita nel rispetto di poche e chiare regole.

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