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mercoledì 23 maggio 2012
     

Al Teatro di Anghiari "Oibò sono morto" con Giovanna Mori e Jacob Olesen

07/04/2010 8.28.10

Tema: CULTURA SPETTACOLO EVENTI

Argomento:

Visto: 312 volte

Anghiari - Spettacolo vincitore del premio ETI-CEI I Teatri del Sacro 2009

Liberamente tratto da “Torntuppen” di Jan Fridegard e “Oibo’ sono morto” di Arto Paasilinna. Oibò sono morto tratta il tema di cosa succede quando “la signora morte” ci viene a prendere, è cosa succede dopo, di cosa c’è nell’aldilà. In Oibò i due attori-autori si ritrovano in una specie di “non dove” dove le anime passano e soggiornano prima di andare, dove non so, nel luogo del mistero assoluto. Luogo dal quale non si può tornare indietro, dove non si ha più né freddo né caldo, né fame, né bisogno di andare dal parrucchiere, ma dove ancora si provano passioni, sentimenti e curiosità. C’è un uomo. Cammina per strada. E lì sta passando una donna. L’uomo si volta a guardarla. Passa una macchina, lo investe, l’uomo muore. La sua anima lascia il corpo e si mette a guardare quello che succede. Il trambusto intorno a lui, l’ambulanza, l’ospedale. E poi c’è una donna in coma. Intorno a lei i parenti che cercano di trattenerla con il loro amore. E l’anima dell’uomo la vede e se ne innamora. E allora si mette ad aspettare. Finalmente per lui, purtroppo per lei, eccola che arriva. Comincia così una storia d’amore. Senza paura di retorica, la storia di due anime. Anime che guardano al loro passato con stupore e struggimento e al loro futuro senza possibilità di costruzione, ma intanto “vivono” quel presente. Fanno incontri: un bambino spaesato e perduto, una nonna amatissima, una madre alla quale non erano riusciti a dire in vita il loro amore, un cane bastardo, un pesciolino rosso, proprio il loro. Perché l’anima del pesce rosso e quella di grandi personaggi in quel “non dove “ stanno una accanto all’altra. Oibò sono morto è una riflessione sul senso della vita. Sul superamento della paura attraverso la fede. Lo spettacolo, coprodotto dal Teatro di Anghiari, ha vinto il Premio dell’Ente Teatrale Italiano e della CEI I Teatri del Sacro 2009.

Ingresso 10€ (int) 5€ (rid Soci Teatro e Rete T.), info e prenotazioni: 0575 788659

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