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mercoledì 23 maggio 2012
     

Muzi Betti, convegno sul futuro delle residenze protette in Umbria

 

12/04/2010 16.58.11

Tema: ATTUALITA

Argomento:

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Citta di Castello - Questo il tema del convegno regionale promosso dall’Opera Pia

Quale sarà il futuro delle residenze protette in Umbria: è stato questo il tema di un convegno regionale promosso dall’Opera Pia Muzi Betti di Città di Castello, “con la finalità di definire” ha detto il presidente dell’istituto Marco Savelli “quali combinazioni assolvano nel modo migliore ai compiti di assistenza e sostenibilità finanziaria, per evitare che le politiche per la nuova terza età scompensino gli equilibri o siano destinate, per costi e logistica, a una vita grama o breve. Ci sembra di aver colto un’esigenza sentita, dato che la partecipazione è stata ampia e qualificata. Come Opera Pia Muzi Betti, ol-tre al progetto relativo alla documentazione sanitaria, stiamo lavorando per strutturare, in un’ala attualmente non utilizzata, la Comunità Alloggio per disabili adulti e il giardino per l’Alzaimer, che inaugureremo a breve; sono progetti che si muovono nell’ambito del Prina per rispondere a bisogni di salute emergente: ma che mirano anche a garantire la sostenibilità finanziaria del servizio, un problema, che a nostro avviso ogni soggetto pubblico deve porsi, in un frangente di minori risorse”. “L’innalzamento dell’età media rende le politiche per la terza età non elemento ad impatto progressivo sia nell’organizzazione dei servizi che nella distribuzione delle risorse” ha detto il sindaco Fernanda Cecchini, sottolineando come Si tratta di una variabile non secondaria: le dimensioni progressive del fenomeno rendono questa tendenza un’innovazione delle dinamiche sociali e in futuro anche della cultura intorno a cui si è costruito il concetto di famiglia e di rete parentale. Dobbiamo partire da questa consapevolezza per definire assetti o potenziali soluzioni di lungo periodo, perché ci troviamo di fronte a eventi non transitori ma strutturali. In questa ottica l’autosufficienza economica e la flessibilità nei regimi di assistenza sono, anche nell’ambito del Prina, il piano regionale, coordinate fondamentali su cui muoversi per riorganizzare il servizio”.

“I ricoveri ospedalieri durano pochissimi giorni e il carico assistenziale si sposta su strutture alternative” ha detto il direttore sanitario Domenico Stalteri, precisando che “le residenze protette sono una stazione di cura tra l’ospedale e il domicilio, perché le persone spesso non hanno necessità solo dell’una o dell’altra ma di un intervento complementare nel tempo”.

“Gli attuali ospiti di Muzi Betti richiedono un alto livello assistenziale rispetto a chi l’ha preceduti” ha dichiarato Ascanio Graziotti, responsabile dei Servizi assistenziali di Muzi Betti “per questo abbiamo adottato strumenti mirati spesso sui problemi clinici del singolo. Stiamo importando alcune soluzioni strutturali come il giardino per l’Alzaimer o la Comunità alloggio per disabili adulti, mentre dal punto di vista organizzativo stiamo lavorando su supporti innovativi come il sistema informatico Atlante, costruito su un’esperienza scientifica validata e diretto anche all’utenza, che può controllare qualità e tipologia dei trattamenti”.

“La programmazione assegna alle residenze protetta un ruolo centrale, perché costituiscono il perno su cui ruota un segmento importante dell’assistenza agli anziani” ha di-chiarato Marcello Catanelli, responsabile della direzione Sanità e Servizi sociali della Regione Umbria. Questo ruolo deve essere svolto nell’ambito di una rete dove figura anche la semiresidenzialità e l’assistenza domiciliare, in modo da essere protagonisti di un circuito integrato, in grado di articolare risposte flessibili. Anche per questo sono stati spostati fondi dall’area ospedaliera a quella territoriale”. Nel corso del dibattito che ha occupato l’intera giornata di sabato è intervenuto anche il responsabile del distretto della Asl 1 Roberto Norgiolini specificando l’organizzazione interna rispetto all’epidemiologia con un approfondimento sulla situazione attuale e le sinergie tra i vari servizi”. Molti gli interventi specifici che si sono susseguiti presso l’Officina della Lana, sede dell’iniziativa: il gruppo multiprofessionale di Muzi-Betti ha relazionato sulla costruzione del proprio sistema di raccolta dati clinico-assistenziali, e su come tale lavoro possa essere considerato propedeutico all'implementazione di Altante, il nuovo sistema informatico al centro, durante il convegno, di una sessione autonoma.

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