Campanili e torri nel panorama storico-architettonica altotiberino

20/04/2010 15.42.39
Tema: ATTUALITA
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Citta di Castello - Sottolineata l'importanza degli interventi di recupero
Domenica 11 aprile si tenuto il primo dei tre eventi programmati nell’iniziativa promossa dalla Diocesi di Città di Castello e dal Museo del Duomo dal titolo “I Beni Culturali della Diocesi tifernate”. La conferenza “Campanili e torri nel panorama storico-architettonico Altotiberino” tenuta dall’Ing. Giovanni Cangi in un gremito Salone Gotico. L’iniziativa si è avvalsa della collaborazione delle Associazioni storica Alta Valle del Tevere, Storicamente e dell’Istituto tecnico per Geometri “Salviani” alla presenza del Dirigente scolastico Dante Giannini. In sala anche l’Arch. Tiziano Sarteanesi che ha curato i lavori di restauro del Campanile cilindrico (secc. XI-XII) ed il Prof. Alberto Fatuchi Presidente Onorario dell’Accademia Petrarca di Arezzo, storico di chiara fama. Il relatore ha premesso come torri e campanili caratterizzano il paesaggio altotiberino. Estremamente interessante risulta la loro trasformazione sociale a partire dall’epoca tardo antica (VI-VII secolo) quando ai piedi delle fortificazioni i bizantini costruirono chiese dedicate ai santi quali Andrea, Stefano. I primi insediamenti organizzati erano costituiti da chiese, torri e fortificazioni. Le torri hanno da sempre funzione di controllo mentre i campanili di richiamo. Il campanile può sorgere isolato, ma sempre nelle immediate vicinanze della chiesa oppure inglobato nell’edificio sacro ad esempio nella cupola absidale. Il Campanile cilindrico di Città di Castello è raro e caratteristico: la parte inferiore romanica è la più antica mentre la congiunzione superiore è gotica. Esistono costruzioni simili a questo come il Campanile di Sant’Appollinare Nuovo a Ravanna o quello nel Duomo di Caorle a Venezia. Qui in città stretta è la similitudine con il Campanile di S. Michele Arcangelo oggi visibile solo dall’interno della Canonica. Il relatore ricorda anche quello della Chiesa di S. Francesco, recentemente restaurato, di base ottagonale con sopraelevazione in pietra. Tra gli altri esempi: la Rotonda Medievale a Città di Castello, il torrione circolare di Citerna, le mura urbiche della Rimini malatestiana. I materiali di costruzione dei campanili e le loro forme sono importanti per la conservazione nel tempo e per garantirne una migliore resa in condizioni sismiche. Le cerchiature interne ed esterne del Campanile cilindrico sono elementi di fortificazione post-sismici oggi divenuti elementi di pregio. Dopo varie domande del pubblico in sala l’Ing. Cangi ha concluso sottolineando l’importanza prioritaria degli interventi di recupero, testimonianza delle epoche storiche e costruttive del passato, sugli interventi di demolizione e costruzione ex novo.
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