Resoconto consiglio comunale tifernate del 19 aprile

20/04/2010 17.13.06
Tema: COMUNICAZIONI AMMINISTRATIVE
Argomento:
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Citta di Castello - Tutti i punti discussi all’O.d.G.
NELLE COMUNICAZIONI ELETTI IN REGIONE, DIRETTA WEB E QUESTIONI DI METODO
“Vorrei congratularmi con gli eletti in consiglio regionale, Fernanda Cecchini, Oliviero Dottorini, Andrea Lignani Marchesani e Gianluca Cirignoni” ha detto il presidente del Consiglio comunale Luca Secondi “Con questa seduta poi sperimentiamo la diretta audio sul web dei lavori del consiglio comunale, ampliando i canali di comunicazione della vita amministrativa”.
“La presidenza ha sostenuto sulla stampa” è intervenuto Manuel Maraghelli (An) “che la richiesta di convocazione della commissione Servizi non fosse stata presentata secondo i crismi ufficiali. In realtà la richiesta era stata pubblicata sul sito internet del comune e comunque esistono dei precedenti per i quali il protocollo non è stato considerato una condicio sine qua prendere in considerazione note o dichiarazioni. Alla stessa maniera vorrei richiamare l’attenzione dei quotidiani che non sempre riportano i nostri comunicati, pur decidendo di pubblicare le repliche in proposito dell’Amministrazione”.
“Non abbiamo eccepito” ha replicato Secondi “nel contenuto ma nei modi: la sua richiesta ha creato un equivoco perché nei destinatari erano presenti indirizzi diversi dagli organi istituzionali e questo ha creato un disguido. Il fatto che ci siano dei precedenti testimonia la cortesia che le stata usata non che il metodo usato sia stato corretto”.
“Ci troviamo a registrare i modi dittatoriali del presidente del consiglio in conferenza dei capogruppo, cui si è presentato con condizioni prestabilite” ha dichiarato Cesare Sassolini (An) “il caso eclatante è stato l’ultima riunione nella quale sono state prospettate con le date già decise dei prossimi consigli comunale, sulla base di quanto indicato dagli uffici. Richiamiamo il presidente ad una maggiore collegialità perché il suo atteg-giamento, inaspritosi dopo le elezioni, condiziona i lavori dell’assise. Forse vuole ingra-ziarsi una maggioranza che potrebbe sostituirlo. Deve avere rispetto dei capigruppo, delle minoranze e dei consiglieri”.
“Sulla diretta web, al di là che non funziona” ha dichiarato Stefano Briganti (Sinistra democratica) “forse sarebbe meglio trasmetterla via radio, perché costa meno ai cittadini che non devono commettersi”. “Se qualcosa non funziona è normale, trattandosi di una fase sperimentale. La trasmissione via radio implicherebbe l’acquisto di spazi che sarebbero un onere eccessivo per la presidenza”. “La sede deputata per scegliere è la conferenza dei capigruppo, che si è espressa sul calendario dei lavori” ha detto Mauri-zio Rapaioli, capogruppo Ps, “Tutti possono avere opinioni ed esigenze diverse ma dobbiamo raccordarci con gli uffici e con i tempi per la documentazione”.
“Rispetto ai rischi che stanno correndo i corsi universitari di Villa Montesca” è interve-nuto Stefano Bravi (Margherita) “Il consiglio deve avere una posizione vigile e unitaria su questo soprattutto per evitare di trovarci di fronte ad una decisione già presa. Però questo significa anche una maggiore assunzione di responsabilità. Stessa attenzione dovremmo avere verso la scuola superiore, lo dico anche all’assessore alla Cultura Cestini, per riproporre sul tavolo regionale la richiesta di un liceo scientifico”.
UFFICI DELLA PROVINCIA: INTERROGAZIONE DI BRIGANTI
“Quali effetti avrà la riorganizzazione degli Uffici della Provincia di Perugia in Alto Tevere e a Città di Castello?”: alla domanda contenuta in una interrogazione di Stefano Briganti (Sinistra Democratica) ha risposto il sindaco Fernanda Cecchini, dichiarando che “la Provincia non ha ancora fonito le informazioni richieste, anche se nel merito non risultano disservizi o particolari carenze nel servizio”.
MARAGHELLI SU STADIO DI MORRA
“La squadra Tigrotti di Morra ha dovuto giocare alcune partite presso l’antistadio a causa di una sopraggiunta inagibilità del campo” ha premesso Manuel Maraghelli (An), presentando un’interrogazione nella quale si chiedono quali tipi di inconvenienti si sono verificati e quali risorse saranno necessarie per sanarli”. “Nel 2007 abbiamo approvato una delibera che destina circa 100mila euro al campo sportivo di Morra, oggetto di in-terventi per garantire la funzionalità e la sicurezza dell’impianto” ha detto l’assessore ai Lavori Pubblici Arcangelo Milano, che ha aggiunto come “successivamente è emerso un problema idraulico di cui si è fatto carico il comune per circa 130mila euro. Lo stadio non è inagibile ma esaminato da responsabili della Federazione che lo ha giudicato adatto alle competizioni di categoria. Tuttavia il terreno mostra avvallamenti ed altre situazioni anomale, che d’altronde ha subito un utilizzo molto intenso e severo. Quindi si è reso necessaria una sospensione per ripristinare le condizioni minime del manto erboso e del terreno di gioco. Opere di queste tipo vanno mantenute con particolari tecniche ed accorgimenti, che stanno curando gli Uffici. Ci sono infatti interventi necessari e già programmati in un momento immediatamente successivo al termine del campionato”.
“Quando ho presentato l’interrogazione lo stadio era inagibile, seppure in maniera temporanea” ha replicato Maraghelli, chiedendo “come sia possibile che qualche mese fa sia stata fatta l’inaugurazione nonostante qualcuno avesse segnalato avvallamenti e compattazioni. Le avverse condizioni atmosferiche non è possibile che riducano così un campo nuovo ed infatti l’Amministrazione è costretta a fare ulteriori lavori, eviden-temente non fatti bene. Non sono soddisfatto di come l’Amministrazione ha agito in questo frangente”. “Le mie parole non sono state comprese” ha specificato l’assessore “gli interventi necessari sono di ordinaria manutenzione e non implicano correzioni al progetto iniziale”.
GORACCI SU CAMPO SPORTIVO DI LA TINA
“Durante l’assemblea popolare sul bilancio preventivo, i cittadini del quartiere La Tina hanno chiesto il marciapiede e la sistemazione del piazzale antistante il campo sportivo del quartiere. Insieme è stata chiesta anche la verifica di fare in quel punto una rotatoria: chiedo se nel bilancio sia possibile dare risposte concrete ai residenti di questa zona”: a Cristian Goracci (Gruppo misto), promotore dell’interrogazione, l’assessore ai Lavori Pubblici Arcangelo Milano ha risposto di conoscere parte delle richieste, che sono oggetto proprio in questi giorni in valutazioni di merito. Certamente anche il quartiere La Tina ci saranno degli interventi avendo come priorità la sicurezza.
INTERVENTI PER LA STRADA INTERNA DELL’OSPEDALE
“Ci confronteremo con la Asl 1 per affrontare la problematiche come abbiamo già fatto in più occasioni, riconoscendo la valenza pubblica della questione, sapendo che qualunque intervento deve necessariamente prevedere una sinergia, dato che la strada rientra in un perimetro di proprietà dell’azienda sanitaria e spetta quindi primariamente alla Asl la sua gestione e la programmazione di eventuali iniziative”. L’assessore ai Lavori Pubblici Arcangelo Milano ha risposto così all’interrogazione presentata dal consigliere del Ps Francesco Monini sullo stato della strada perimetrale interna dell’ospedale di Città di Castello. Ravvisando l’utilizzo da parte dei cittadini del percorso, oltre che per raggiungere la struttura sanitaria, anche e quasi esclusivamente come scorciatoia, il consigliere ha chiesto perché l’amministrazione comunale non abbia mai effettuato alcun tipo di intervento manutentivo sul manto stradale. “Ritengo infatti – ha osservato Monini – che nell’interesse dei cittadini tale incombenza, oltre che all’Asl, spetti anche al Comune”. In sede di replica, il consigliere si è detto soddisfatto della risposta data dall’assessore.
RINVIATA INTERROGAZIONE SUL CENTRO LE GRAZIE
Per l’assenza dell’assessore al Patrimonio Andreina Ciubini, non è stato discusso il punto all’ordine del giorno che riguardava l’interrogazione del consigliere del Ps Luigi Bartolini sulla situazione del Centro Le Grazie di San Giacomo. Il consigliere si è riservato di ripresentare il documento in una prossima seduta.
LAVORI SULLA STRADA DI PETRELLE
“Una valutazione sulla strada comunale di Petrelle è in campo in questi giorni, stiamo ragionando sugli investimenti e da una ricognizione attenta, considerando l’esigenza di un intervento radicale, i costi indicativi dell’opera sono sui 230mila euro. Si tratta di una cifra estremamente impegnativa, da valutare nell’ambito delle nostre priorità di intervento, che verranno definite sulla base di criteri di sicurezza e territorialità”. E’ stata la risposta dell’assessore ai Lavori Pubblici Arcangelo Milano all’interrogazione dei con-siglieri Luca Secondi (Centro Democratico) e Luciano Domenichini (Ds) con cui si chiedeva se fosse intenzione dell’amministrazione comunale “intervenire in tempi rapidi per la sistemazione della strada comunale di Petrelle”. In aula il consigliere Domenichini aveva evidenziato che, “alla luce della previsione di investimenti per 700mila euro nel bilancio di previsione 2010 per la manutenzione stradale, non fosse più differibile un intervento a Petrelle in considerazione delle condizioni disastrate della strada prin-cipale”. In sede di replica, lo stesso Domenichini ha pertanto chiesto all’assessore “uno sforzo per la sistemazione del percorso stradale, che da molto tempo viene promesso”.
RIQUALIFICAZIONE EX OSPEDALE
“Da parte dell’amministrazione comunale c’è la disponibilità a valutare eventuali cambi di destinazione d’uso dell’immobile nella variante al Piano Regolatore Generale che è in corso e come Comune ci siamo messi a disposizione della Regione, chiedendo che nel percorso di alienazione del bene la Regione stessa garantisca il mantenimento del-le caratteristiche della struttura dell’ex ospedale, cioè che ne venga salvaguardata la possibilità di continuare a svolgere funzioni importanti nel centro storico e di rappresen-tare una opportunità di riqualificazione effettiva per la città”.
Così il sindaco Fernanda Cecchini è intervenuta sulla situazione dell’immobile dell’ex ospedale, rispondendo ad una interpellanza del capogruppo di Castello Libera Nicola Morini.
Nel documento, l’esponente della minoranza ha sollevato la problematica delle “situazioni di pericolo che producono l’abbandono e l’incuria dell’edificio”, ma anche del ripe-tersi di “vandalismi e saccheggi e la sempre più frequente presenza all’interno degli immobili di persone non autorizzate”. Morini ha pertanto chiesto di sapere “le motivazioni dell’esclusione dell’ex ospedale dal Contratto di Quartiere II Prato-Mattonata” e “le intenzioni di riqualificazione urbanistica e destinazione d’uso dell’attuale proprietà e dell’amministrazione comunale”, sollecitando ragguagli anche “su come si intenda ovviare all’attuale situazione di abbandono” e “su quanti furti si siano registrati nella strut-tura e in particolare nella chiesa annessa”.
Il sindaco Cecchini ha sottolineato come sia “negli auspici di ognuno di noi il fatto che le scelte per la riqualificazione del vecchio ospedale possano essere utili alla città, al centro storico e al suo futuro e sia quindi rispettato il patto tra l’amministrazione comunale e la giunta regionale che nel momento in cui patrimonio rappresentato da questo immobile fosse messo all’asta, come sembra, i fondi debbano rimanere nella disponibilità della Regione per interventi da effettuare all’interno del territorio comunale tifernate”. Il primo cittadino ha evidenziato come il Comune abbia fatto “la scelta di costruire il progetto del Contratto di Quartiere escludendo l’ospedale perché, viste le caratteristi-che del bando e dell’immobile, se fosse stato inserito, avrebbe assorbito tutte le risorse pubbliche e private”. Cecchini ha ricordato che “nel 2003-2004 era maturata l’idea di acquistare l’immobile con fondi del Comune, ma le successive finanziarie del Governo hanno detto a chiare note che non avremmo potuto fare operazioni di questo tipo per non ingessare gli investimenti”. “In presenza di queste situazioni concomitanti – ha puntualizzato il sindaco – negli ultimi tempi è ripresa un’interlocuzione forte con la Regione per sbloccare una vicenda che crea più disagio che prospettive”. In merito ai furti perpetrati nella struttura, il sindaco ha chiarito che “non esistono numeri, ma una situazione oggettiva, che anche nel pomeriggio, ad esempio, ha visto intervenire i Carabi-nieri su segnalazione di un consigliere comunale, perché dei ragazzi si erano introdotti nel complesso”. “Per questo – ha aggiunto - uno dei primi impegni del prossimo gover-no regionale dovrà essere quello di trovare una soluzione anche per ovviare a questa situazione di vulnerabilità che è tipica di un edificio dismesso”.
Il capogruppo del Pdl Cesare Sassolini ha chiesto se risulti che la chiesa dell’ex ospedale sia sconsacrata, “perché i vandalismi compiuti al suo interno in questo caso configurano una profanazione e nessuno finora ha messo in luce questo fatto”. L’esponente del centrodestra ha rilevato come “quello che il sindaco ha fatto nel suo intervento non sia stato che la cronaca di un delitto annunciato quando si decise di chiudere l’ospedale”. “Quello che si dovrebbe fare subito – ha affermato Sassolini - è mettere in sicurezza l’edificio e impedire che possa essere violato, per bravate o van-dalismi, preoccupandosi prioritariamente proprio della chiesa, dove tanti tifernati sono stati battezzati. Chiediamo che il sindaco prenda innanzitutto una posizione forte su questo nei confronti della Regione”.
“La cosa che colpisce tutti – è intervenuto il consigliere della Margherita Stefano Bravi - è che sono passati dieci anni senza che sia successo nulla, mentre a Foligno, Gub-bio, Perugia per Monteluce non è stato così. Abbiamo un primato negativo, di vedere dopo dieci anni solo degrado, senza decisioni – ha aggiunto il consigliere nel condividere il disagio per la situazione della chiesa - è vero che è cambiata la proprietà, ma la responsabilità che abbiamo nei confronti della città richiede di essere propositivi. Dobbiamo smetterla con le lamentele e riconoscere che dieci anni sono troppi. La proposta che faccio – ha concluso Bravi - è che si costituisca un tavolo, con Regione, Asl 1, Comune e altri soggetti interessati per arrivare in tempi brevi a una soluzione concreta. Abbiamo il dovere di passare dall’incuria alla ricostruzione e alla valorizzazione”.
“Bisogna riflettere su ciò a cui pensiamo quando andiamo a proporre un intervento per questo immobile”, ha esordito il capogruppo di Fi Ivano Rampi. “L’ex ospedale - ha ricordato - era stato inserito nel Contratto di Quartiere e c’era un progetto per quei vo-lumi, con una destinazione d’uso, la decisione di escluderlo ha fatto rimanere al palo ogni soluzione. Ora abbiamo a disposizione una variante al Prg che non va sprecata. Credo si possa fare la proposta che il professor Nigro non prescinda nel suo lavoro da una soluzione che individui una destinazione e un utilizzo dei volumi dell’ospedale per avviare la riqualificazione senza attendere altri 10-15 anni”.
Il capogruppo del Ps Maurizio Rapaioli ha condiviso la proposta di “istituire un tavolo per trovare una destinazione all’ex ospedale”. “Credo – ha spiegato - che sia un passo necessario a monte del lavoro di definizione della variante al Prg, perché non si può più restare nelle attuali condizioni di degrado”.
Per il consigliere di An Manuel Maraghelli, “a dieci anni dalla inaugurazione del nuovo ospedale, quanto sta accadendo al vecchio ospedale denota che l’amministrazione ha perso l’idea di un progetto globale di città”. “Sono stati fatto tanti piccoli interventi – ha proseguito - ma non c’è una visione complessiva. L’amministrazione, anche se non ha soldi, deve fare pressione sulla Regione e decidere noi cosa vogliamo fare, essere propositivi, mostrare di avere le idee chiare. Bisogna sfruttare almeno quest’ultima possibilità e agire in fretta”.
Nell’osservare come “l’abbandono di queste strutture è sempre colpa della politica”, il consigliere della Coalizione Democratica con Ciliberti Canzio Novelli ha affermato che “l’impegno fondamentale non può essere che il recupero è dobbiamo farlo”. “Recente-mente la Regione ha dichiarato che non ci sono risorse per sistemare l’immobile – ha sottolineato il consigliere - ma è vero che la stessa Regione ha stanziato dieci milioni di euro per il recupero dell’ex ospedale di Foligno? Perché a Città di Castello siamo sem-pre considerati figliasti? Sarebbe opportuno – ha aggiunto Novelli - che il consigliere regionale Fernanda Cecchini si prenda l’impegno fin da oggi di mettere insieme le po-tenzialità di tutti gli eletti dell’Altotevere per un riutilizzo almeno parziale dell’ex ospeda-le a fini pubblici. L’ex ospedale ha è una potenzialità importante per la città, da recuperare magari anche in sinergia con il privato”.
Il capogruppo della Margherita Felice Granci ha detto di “essere rimasto sconcertato dalle condizioni della facciata dell’ex ospedale”. “C’è questione di sicurezza che non deve essere sottovalutata – ha sottolineato - per 250 anni questo edificio ha servito bene tutti, è stato fatto con sacrifici enormi e non è tollerabile questo abbandono. Va messo in sicurezza, anche per arginare semplici bravate che possono rischiare di essere pericolose. Se la Regione non riesce a farsene carico, che lo restituisca alla proprietà dei tifernati”, ha concluso Granci.
Il capogruppo del Prc Mauro Alcherigi ha sollecitato “una valutazione in sede di elaborazione della variante al Prg”, osservando che “l’area così com’è oggi è troppo grande e con grandi problemi”. “E’ una questione di idee e di risorse, sapendo che qualunque intervento è determinante per le zone limitrofe – ha spiegato il consigliere – per questo deve essere chiaro che l’immobile dovrà avere funzioni primarie pubbliche, come ovunque si sia intervenuto per riqualificare il storico. Non c’è solo la Regione – ha con-cluso - anche noi dobbiamo fare la nostra parte”.
“Con amarezza non si può far a meno di constatare che in dieci anni non è stata messa in campo nessuna soluzione reale dalla nostra amministrazione comunale”, è inter-venuto il capogruppo di Castello Libera Nicola Morini. “Contesto al sindaco il fatto che l’ospedale non è rientrato nel Contratto di Quartiere perché il bando non ce lo consen-tiva – ha attaccato - visto che lo si sarebbe dovuto sapere anche prima di scrivere che sarebbe stato ricompreso nel progetto, per poi escluderlo. E’ infatti legittimo chiedersi perché fosse stato previsto”. Nel chiarire di “non avere obiezioni ad investimenti privati nell’immobile”, il consigliere ha osservato che “in città non c’è stato investimento per una presenza di uffici pubblici della Regione, come di altri enti pubblici”. “In altre città ci sono presenze pubbliche che tengono alto il valore di mercato degli immobili – ha con-stato Morini - a Città di Castello non c'è una forte presenza pubblica e secondo me andrebbe recuperata proprio questa prospettiva. Si parlava dell’università, ma l’ipotesi è sfumata anche perché non si è saputa valorizzare. Auspicio che i neoeletti in Consiglio regionale possano intervenire, ma ho paura che sia troppo tardi”.
In sede di replica il sindaco Cecchini ha obiettato che “non è vero che in questi anni non c’è stato un progetto di riqualificazione del centro storico: si dimentica o si contesta quello che si è fatto, si dice che non ci sono finanziamenti e si rilancia solo su quello che non è stato possibile realizzare. Negli ultimi dieci anni invece è giusto riconoscere che sono stati colti obiettivi importanti nei palazzi più rappresentativi della città, i palazzi Vitelli, palazzo del Podestà, palazzo Bufalini, Sant’Antonio e si sono ottenuti finanziamenti per le mura urbiche, il Contratto di Quartiere, il Puc, per citare solo gli interventi principali. Bisogna tenere conto anche dei finanziamenti ottenuti per i beni ecclesiastici, che sono stati dentro a un disegno organico della Regione, che ha tenuto con-to non solo dei beni del Comune”. Cecchini ha rilevato che “oggi le due emergenze più significative sono l’interlocuzione con la Regione per il vecchio ospedale e poi i finanziamenti per ristrutturare il palazzo comunale e credo che nei prossimi mesi verrà por-tato avanti un percorso in questo senso”. Il sindaco ha poi evidenziato che per il vec-chio ospedale “l’auspicio è che ci possano essere scelte coerenti, come quando ab-biamo scelto, ad esempio, di portare l’Università a Montesca, facendo un ragionamento organico con la storia del patrimonio Franchetti”. A proposito della sede universitaria, Cecchini ha colto l’occasione per informare l’assemblea di aver scritto al Magnifico Ret-tore dell’ateneo perugino, “chiedendo chiarezza sul futuro dei corsi, ma soprattutto uni-formità di fronte all’eventuale scelta di rinunciare alle sedi distaccate”. “Per Città di Ca-stello – ha detto il sindaco - deve essere fatto eventualmente quello che si fa anche in altre città della regione”. “Nel caso – ha puntualizzato il sindaco – è evidente che ci sa-rà da vedere che tipo di funzioni portare a villa Montesca”. “Credo comunque – ha concluso Cecchini - di lasciare un progetto, un programma e impegni con cittadini che potranno essere portati avanti nel migliore dei modi in questi mesi e continuerò io stessa ad esercitare il mandato dei miei concittadini in Regione, portando valore aggiunto e prospettive alla città”.
LOGISTICA DEL PRONTO SOCCORSO.
APPROVATA LA MOZIONE DI ALCHERIGI
“È necessaria una tempestiva soluzione per regolare e migliorare la fruibilità degli spazi del Pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello, per diminuire i disagi di pazienti, accompagnatori ed operatori, garantendo una maggiore riservatezza e una più rapida canalizzazione della domanda, nel rispetto del lavoro degli operatori”: è questo il dispositivo della mozione, presentata da Mauro Alcherigi, capogruppo del Prc, approvata all’unanimità dal consiglio comunale (votazione: ), nella quale si invita Sindaco e Giunta a sottoporre la sollecitazione ai vertici della Asl1.
“Nonostante il Pronto soccorso è uno dei perni per l’accesso ai servizi sanitari” ha detto Alcherigi, illustrando il documento, “e nonostante l’ospedale sia aperto da dieci anni, appare come un punto debole, in quanto sprovvisto di sala d’attesa per un’utenza che affluisce in modo indiscriminato in relazione alla gravità dei sintomi. È necessario riorganizzare gli spazi a seconda dei codici che giungono e garantire la privacy soprattutto dei casi più complicati, spesso gestiti contiguamente agli altri. L’esigenza è stata rap-presentata anche nel corso della commissione Servizi che si è svolta alla presenza dei vertici Asl”.
“La mozione” ha dichiarato Bruno Allegria (Ps) riprende un precedente documento, risalente addirittura al 2006, che aveva a grandi linee lo stesso tono. Anche in commis-sione molti si sono emersi a favorevolmente rispetto ad un potenziamento del Pronto Soccorso, che passi anche per la riorganizzazione. Le strutture sono infatti inadeguate rispetto all’utenza che accolgono quotidianamente. A nome di tutto il gruppo Ps chiedo che il sindaco si adoperi perché questa richiesta sia riportata in direzione generale e sanitaria”. Anche Nicola Morini (Castello Libera) si è ricollegato a quanto emerso in commissione, lamentando che “il sindaco non è intervenuto quanto il direttore Duca non ha inserito il Pronto soccorso tra le priorità. Invece il servizio va potenziato per la mole numerica e per la tempestività dell’intervento. Esiste una domanda impropria ma anche un’impropria valutazione da parte del Triage. Un primo passo dovrebbe essere l’uso più congruo dell’astanteria nell’intenzione, dichiarata dalla Asl, di rivedere tutta l’organizzazione dell’ospedale. Rimane da integrare la Guardia medica pediatrica”.
“Dobbiamo distinguere due livelli: gli spazi e l’intervento” ha dichiarato Stefano Bravi (Margherita) “perché è molto importante anche dove avviene la prima valutazione dei casi e l’accoglienza. Dobbiamo sollecitare una soluzione, ma senza dare indicazioni specifiche. Non cambia la sostanza: è necessaria la sala d’attesa e un’attenzione com-plessiva a questo servizio”.
“Ci sono due momenti: uno tecnico e uno logistico” ha ribadito Maurizio Rapaioli (Ps), aggiungendo che “la parte operativa è a regime mentre la dislocazione mostra alcuni punti deboli. In prospettiva c’è una riorganizzazione dell’ospedale e in quella fase po-tremo parlare anche di situazione strutturale del Pronto soccorso.
“Sono d’accordo con la mozione e con la proposta di non introdurre specifiche tecni-che” ha concluso il sindaco Fernanda Cecchini “il tema è stato accennato in commis-sione, il direttore generale ha preso alcuni impegni anche in questo senso. Dovremmo cogliere la disponibilità dei vertici Asl di tornare in commissione per approfondire i punti rimasti in sospeso, anche alla luce del pronunciamento che oggi prendiamo in consiglio comunale sulla riorganizzazione del Pronto soccorso”.
“Se dobbiamo aspettare soluzioni complessive, i tempi si allungano. Sono favorevole a togliere i riferimenti tecnici ma aggiungerei l’esigenza della tempestività nel mettere mano alla logistica del Pronto soccorso” ha detto Mauro Alcherigi, aggiungendo che “in questo servizio c’è bisogno anche di maggiori risorse umane”. Nelle dichiarazioni di voto Luigi Gennari (Ps) ha dichiarato che “le problematiche del Pronto soccorso non sono nella funzionalità della sala d’attesa ma è la struttura di questo servizio, che soffre della mancanza di personale. Inoltre contesto la logica dei codici: quando ci si rivolge al Pronto soccorso è perché si ha paura per il proprio stato di salute, a prescindere dall’esito medico”. “Sono d’accordo con il discorso dei codici che spesso è assegnato con un’anamnesi molto generica. Ritengo la missione condivisibile qualora si integrata con la necessità di un intervento rapido ma senza entrare nel merito”.
CONFRONTO IN COMMISSIONE SULL’IRPEF
Al termine del dibattito in aula, il capogruppo del Pdl Cesare Sassolini ha deciso di ritirare la mozione che chiedeva la diminuzione del 50% dell’addizionale Irpef per af-frontare l’argomento in una apposita seduta della commissione economica.
Dibatitto. La discussione era stata aperta dallo stesso consigliere Sassolini, che ave-va spiegato di aver “riproposto all’attenzione del Consiglio la proposta già esaminata durante la sessione di bilancio per propiziare un confronto politico, nella convinzione che l’abbattimento dell’aliquota Irpef sia fattibile”. “Il Comune di Città di Castello – ha osservato il consigliere - è tra quelli in Umbria con l’aliquota più alta. Ritengo che si tratti di dare un segnale alle fasce più deboli e chiedo per questo che il Consiglio co-munale si pronunci sulla possibilità di iniziare ad abbattere le imposte per attuare una ridistribuzione dei redditi e della spesa di questo comune, in funzione di una minore imposizione fiscale”. All’assessore al bilancio Domenico Duranti che chiedeva se la proposta si riferisse al 2010 o al 2011, Sassolini ha risposto che “la richiesta è quella che la proposta venga valutata e attuata prima possibile, compatibilmente con le procedure amministrative”.
L’assessore Duranti ha allora spiegato che “le aliquote per il 2010 sono state già stabi-lite e non possono essere assolutamente toccate”. “Per il 2011 – ha aggiunto l’assessore - credo che sia opportuno far comprendere ai consiglieri che l’approvazione di una mozione del genere comporterebbe una variazione di un milione e trecentomila euro nel bilancio, che credo debba essere valutata consapevolmente, indicando come controbilanciare una simile modifica”.
“La mozione è meritevole, perché l’Irpef è una tassa importante che grava sulle fami-glie e quindi, anche se abbiamo già approvato il bilancio preventivo, potrebbe essere un segnale per le famiglie pronunciarsi le sua riduzione”, ha affermato il consigliere di An Manuel Maraghelli. “Il consiglio che do è di riportare la mozione in commissione economica – ha aggiunto - per valutare il merito finanziario, i pro e i contro. Chiedo per-tanto al consigliere Sassolini di ritirare il documento per discutere con gli esperti in una seduta della commissione deputata”.
“Come gruppo consiliare voteremo contro questa mozione, perché ci deve essere il rispetto delle istituzioni”, ha dichiarato il capogruppo del gruppo misto Carlo Reali. “Se la commissione ha già bocciato l’istanza, ci deve essere rispetto e non va riproposta – ha spiegato - Sassolini ci dica dove andiamo a trovare un milione e trecentomila euro, perché se ci fosse stata davvero questa possibilità un consigliere di maggioranza non avrebbe esitato a coglierla, ma non c’è. Sarebbe pertanto utile che il consigliere ritiri la mozione”.
“Sono disponibile ad affrontare la discussione su piano diverso dal precedente confron-to in sede di bilancio”, ha chiarito il consigliere Sassolini. “Siccome ho documenti che possono dimostrare che la riduzione che propongo è possibile, vorrei l’opportunità di affrontare un confronto nel quale approfondire la questione. Se non c’è la disponibilità a fare altrettanto da parte della maggioranza, manterrò in votazione la mozione, ma è bene che si sappia fin d’ora che questo Comune avrebbe la possibilità di reperire cen-tinaia di migliaia di euro di risorse rivedendo la dissennata politica dei della nomina dei dirigenti”.
“Credo che nessuno di noi non sia d’accordo sulla riduzione delle tasse, ma se voglia-mo essere seri, un discorso in commissione potrebbe essere accertato solo nella misu-ra di approfondire che ricaduta effettiva potrebbe avere sui cittadini l’abbattimento del 50% dell’Irpef – ha osservato il consigliere della Margherita Stefano Bravi - perché se la ricaduta fosse di pochi euro, resterebbe comunque il fatto che una simile manovra sottrarrebbe risorse ai servizi e non ci sarebbe vantaggio effettivo. Se dobbiamo votarla così, credo che non abbia senso”.
Ad invitare il consigliere Sassolini a ritirare la mozione sono stati anche i consiglieri Canzio Novelli di Coalizione Democratica con Ciliberti (“Meglio ritirare la proposta e portarla in commissione, perché portarla avanti e ottenere una bocciatura non è utile per la finalità dell’iniziativa”), il capogruppo di Castello Libera Nicola Morini (“Credo che sia opportuno che il consigliere Sassolini confronti con la giunta le modalità di e-ventuali riduzioni”) e il capogruppo di Fi Ivano Rampi (“Bisogna capire e verificare se è percorribile questa strada”).
“L’ opportunità di confrontarci era quello che volevo ottenere con la mia iniziativa – è intervenuto il consigliere Sassolini - per cui ritiro la mozione per inviare l’argomento all’ordine del giorno di una seduta dlla commissione economica”.
“Credo che sia una provocazione portare questa richiesta in commissione dopo l’approvazione del bilancio preventivo e dopo che la questione è già stata affrontata – ha affermato il capogruppo del Prc Mauro Alcherigi – il consigliere ha chiesto nella precedente discussione di tagliare i servizi e noi non ne vogliamo parlare”.
“Ritengo che sia improponibile e inaccettabile un nuovo confronto su questa proposta – ha aggiunto il capogruppo del Ps Maurizio Rapaioli - visto che il discorso è già stato affrontato. RIengo anche che sia prematuro parlarne ora per il prossimo anno e proporlo sia semplice demagogia – ha concluso – noi non siamo d’accordo di portarlo in commissione”.
IN CONSIGLIO BILANCIO E CONSUNTIVO DELL’ATI
Il consiglio comunale ha espresso parere favorevole ( sì di 15 consiglieri di Coalizione di Centrosinistra, Mauro Alcherigi e Paolo Adriani del Prc astenuti, no di Pdl, Coalizione democratica, Margherita e Riccardo Carletti del Ps) al rendiconto di gestione 2009 e al bilancio previsionale del 2010 dell’Ati, Ambito territoriale integrato, l’uno e l’altro illustra-ti dal sindaco Fernanda Cecchini, che ricopre anche l’incarico di presidente dell’organismo.
“Le funzione degli Ati” ha ricordato il sindaco “sono relative a sanità politiche sociali, gestione dei rifiuti, turismo e ciclo idrico integrato. Un anno fa si sono costituiti formal-mente, operando sulla base di norme statutarie e regolamentari transitorie. In questo regime l’articolo 20 prevede che i sindaci ed i delegati posano deliberare sui bilanci, in sede di Ati, soltanto dopo aver sentito i rispettivi consigli comunale. In regime di pas-saggio ha determinato un bilancio piuttosto semplificato: il consuntivo per le entrate è pari a poco più di tre milioni per il sociale e turismo, per entrate extratributarie 230mila euro derivanti dalla quota che Umbracque versa all’Ambito per le spese di funziona-mento. Nelle uscite ci sono le spese per il funzionamento della struttura, molto ridimen-sionata perché vi operano figure già presenti nell’Amministrazione. Per tutte le preroga-tive siamo autonomi, tranne per l’acqua in cui c’è un’assemblea unificata e siamo con-sorziati con l’Ato 1 di Perugia. Le parti sono in dodicesimi e tengono conto del fatto che gli Ati si sono costituiti ad aprile”.
“Nostro parere sarà negativo non tanto per l’aspetto contabile ma perché in un momen-to di difficoltà per le finanze locali” ha detto Franco Ciliberti, capogruppo di Coalizione Democratica “storna altri fondi. In questo momento si deve tornare al dettato costitu-zionale e incentivare i consorzi spontanei tra gli enti, che non creano carrozzoni e non reduplicano i centri di spesa. Oggi si va incidere sui punti deboli, le Comunità Montana, e si lasciano carrozzoni che non danno risposte. Auspichiamo che il nuovo consiglio regionale intervenga con più coraggio anche perché il federalismo fiscale va a colpire le regioni piccole. Inoltre Città di Castello con Gualdo e Gubbio non abbiamo molto da dividere: soltanto un disegno regionale artificioso ed astratto ha potuto accorparci con queste zone. La vocazione nostra, l’Alta Valle del Tevere, deve essere riconosciuta insieme alla possibilità di allacciare rapporti con le realtà noi più affini. Non riteniamo che l’Ati, come costituiti, sia la risposta ai problemi. Per questo annunciamo voto favo-revole alla segreteria in forma associata che sarà discussa nel proseguo di questa se-duta. E chiedo: perché non abbiamo ancora parlato delle razionalizzazioni possibili? Perché non abbiamo ancora provato lo Statuto delle minoranze?”. “Vale ricordare che la costituzione degli Ati ha confermato un assetto umbro a scatole cinesi” ha dichiarato Nicola Morini (Castello libera), per il quale “è inaccettabile che mentre si va verso la semplificazione nella nostra regione si moltiplicano i livelli. Il bilancio inoltre è illeggibile perché riguarda tutti quanti i comuni dell’Ati non a demerito nostro ma di chi ha inventa-to un sistema incontrollabile da parte dei rappresentanti del popolo. Le decisioni ci so-no sottratte nella loro sostanza e questa è l’antidemocrazia. Anche Giampiero Bocci come candidato alle primarie del Pd per le regionali ha dichiarato di voler sopprimere gli Ati, che riporta alla memoria l’Ottocento, quando gli stati imperialisti si spartiscono l’Africa, senza valutare che cosa separavano e che cosa univano”.
“Per forma mentis voto contrario a tutto ciò che si chiama Ati, fin da quando hanno votato questo incrocio pazzesco di poteri” ha annunciato Cesare Sassolini (An) “per controllare i comuni che stavano passando al Centrodestra. C’è una situazione paradossa-le di ingovernabilità che si sta riverberando sulla stessa Sinistra. Gli Ati sono un modo dei poteri forti di imporsi dall’alto; il cittadino non capisce nemmeno a chi deve rivolgersi per risolvere un problema. Gli stessi amministratori sono ingabbiati. Noi del Pdl siano contrari a qualsiasi cosa venga definito con la parola Ati”. “Siamo di fronte ad un presidente del Consiglio che vuole più poteri, delegando tutte le funzioni ai Comuni, a cui sono decurtati i finanziamenti. Volete privatizzare tutti i servizi e offrirli alle multinazionali: i sindaci sono elementi di maggiore controllo. La Lega chiede di rendere di nuovo pubblica l’acqua così come Rifondazione. Se ridurre i costi significa tagliare i servizi, io non sono d’accordo”.
OK ALLA CONVENZIONE PER LA SEGRETERIA CON CITERNA
Con i 20 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra e della Coalizione Democratica con Ciliberti e le 4 astensioni della Cdl, il Consiglio comunale ha approvato la convenzione con il Comune di Citerna per svolgimento delle funzioni dell’ufficio di segretario comunale.
Il sindaco Fernanda Cecchini ha illustrato le caratteristiche della proposta avanzata dal Comune di Citerna di poter usufruire delle prestazioni dell’attuale segretario comu-nale del Comune tifernate. “Si tratta di fare un gioco di squadra tra comuni più grandi e comuni più piccoli che è auspicabile – ha osservato il primo cittadino – è per questo che abbiamo accolto l’istanza di Citerna, che prima era convenzionata con San Giustino. Per un giorno alla settimana il nostro segretario seguirà l’amministrazione di Citer-na e nell’occasione non sarà retribuito dal nostro comune. Quando figure apicali hanno possibilità di seguire più enti è anche una opportunità di integrazione territoriale”, ha concluso Cecchini.
“La battaglia per le integrazioni la porto avanti da quando ero consigliere della Comunità Montana – è intervenuto il capogruppo del Pdl Cesare Sassolini - quando più volte dissi che l’abbattimento dei costi poteva essere perseguito per questa via. Ci asterremo comunque per un semplice motivo, perché vorremmo valutare anche la qualità del servizio che sarà garantito in convenzione”.
“Questa è una scelta fatta dal basso, quella degli Ati è invece calata dall’alto – ha osservato il capogruppo di Castello Libera Nicola Morini - ecco perché anche le nostre valutazioni sono diverse”.
NUOVO REGOLAMENTO PER GLI ORTI DEI PENSIONATI
Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la nuova redazione del regolamento per gli orti dei pensionati. “Il testo è già passato in commissione Servizi” ha detto il vicesindaco Luciano Bacchetta nell’illustrare il punto “ed è stato condiviso ampiamente. Si colloca nell’ambito delle politiche rivolte alla terza età aggiornando la normativa di un’esperienza molto positiva che risale alla prima metà degli anni Ottanta. Nel testo che portiamo all’esame del consiglio sono stati rivisti i criteri di assegnazione dei lotti, ubicati presso il quartiere Madonna del Latte, e la personalità giuridica degli affidatari, collegando i parametri all’indice Isee. Il comitato di vigilanza sarà composto da quattro rappresentanti dei cittadini che gestiscono orti ed un rappresentante dell’Amministrazione comunale, probabilmente un vigile urbano”.
“È un’iniziativa molto positiva ed ho potuto visionare personalmente il regolamento. L’unica cosa che sottolineo” ha detto Cesare Sassolini, capogruppo di An “è il rischio di furti, che è in incremento proporzionalmente alla vegetazione rigogliosa degli appezzamenti. Forse bisognerebbe fare qualcosa”.
“Le questioni emerse rispetto al regolamento sono state condivise e introdotte” ha dichiarato il capogruppo dei Ds Michele Bettarelli, il quale ha colto l’occasione per specificare che “molte sedute della commissione Affari istituzionali si sono occupate del Regolamento delle minoranze, ma da una disamina dei testi si è preferito integrare lo statuto esistente anziché andare ad un’altra autonoma norma. Dovevano giungere integrazioni che però non sono mai giunte. Avanzo la proposta di contare e rendere pubblici i tempi di impegno in sedute e commissioni dei consiglieri”.
“La conduzione degli orti dei pensionati ha un risvolto sociale ed uno storico” ha ag-giunto Maurizio Rapaioli, capogruppo Ps, perché recupera un contesto che rischia di andare perduto. Allo stesso tempo impegna persone ancora attive ma forse con pochi interessi e poche occasioni di impegno. Il regolamento ha tenuto conto di tutti gli aspetti e le operazioni relative alla coltivazione di un terreno, anche se bisognerebbe destinare in altre aree della città ulteriori lotti. Con un comitato di cinque persone che vigila sarà facile gestire le situazioni con equità e partecipazione”.
CONSIGLIO COMUNALE
PIANI ATTUATIVI
Nel corso del consiglio comunale sono stati messi in votazione alcuni piani attuativi.
Canzio Novelli (Coalizione Democratica) ha annunciato che come anche questa volta il suo gruppo uscirà dall’aula “perché all’interne di queste centinaia di atti si possono nascondere o conflitti di interessi dei consiglieri o speculazioni, con un elemento in più: suggerire ai gruppi di maggioranza una verifica approfondita per ogni piano che arriva all’esame degli uffici o della commissione”
Manuel Maraghelli (An) ha invece annunciato che “il Pdl lascerà l’aula, non tanto per i piani attuativi all’ordine del giorno, ma per il progetto del comparto Servizi in località Casalsole, che viene liquidato in troppa fretta e rischia di incidere sulla zona della Montesca”.
“Ogni volta che all’esame del consiglio arriva la materia urbanistica scatta l’allarme speculazione” ha detto il sindaco Fernanda Cecchini “Certo ogni piano va a modificare l’assetto esistente. Ma tranne l’imponderabile non mi risulta che ci siano speculazioni. Noi abbiamo chiesto alla Regione di togliere dalla materia del consiglio i piani, perché se è conforme l’assise non si può esimere dall’approvarlo e se non è conforme non può essere presentato. La legge 13, intervenuta dopo il Piano case di Berlusconi, ha introdotto una semplificazione perché dice che la competenza dell’adozione è della Giunta e il consiglio l’approva. Noi vogliamo invece che sia la commissione Assetto del territorio ad esaminarli prima dell’adozione da parte della Giunta. Sui piani che avevano fatto nascere dei dubbi, abbiamo proceduto a delle verifiche a campione, come dice la norma, perché controllare ogni atto bloccherebbe l’attività dell’Amministrazione. Le verifiche hanno confermato la legittimità delle richieste e di quanto dichiarato. Sul piano di Casalsole, i dubbi di Maraghelli potranno essere riproposte quando all’esame della commissione arriverà il progetto vero e proprio”. Il consiglio quindi ha approvato all’unanimità (Pdl, Coalizione Democratica, Margherita non erano in aula al momento della votazione) i piani relativi ad un annesso rurale a Nuvole, vocabolo Bosco, a San Pietro a Monte, a Canardino di Badia Petroia, a Serone di Bivio Canoscio, a Palazzetto in località Sasso, a Becci di Croce di Castiglione, a Trito in località Giove, a meltina di Croce di Ferro e infine il piano relativo al comparto a servizi privati “sprc” in località Casalsole. Nelle dichiarazioni di voto precedenti all’ultimo pronunciamento è intervenuto Mauro Alcherigi, capogruppo del Prc, dichiarando che “la maggioranza è autosufficiente e si assume tutte le responsabilità in materia di urbanistica a differenza di altre forze politiche che pur invocando una condivisione ed un allargamento delle compagini, al momento di scegliere, preferiscono non essere presenti”.
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