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giovedì 24 maggio 2012
     

Dottorini/Idv: Il Sindaco ascolti i cittadini e revochi l’autorizzazione alla recinzione

20/04/2010 17.30.43

Tema: ATTUALITA

Argomento:

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Citta di Castello - “Recuperare un corretto rapporto con i cittadini per rimediare alla decadenza"

“Se il sindaco Cecchini in questi anni avesse ascoltato un po’ di più i cittadini, forse Città di Castello non sarebbe ridotta nello stato in cui versa. Con tutta la comprensione per la delusione elettorale, non si capisce la protervia con cui si tentano di giustificare atti politici come quello che ha portato a concedere l’autorizzazione alla recinzione di 300 ettari di terreno in deroga ai Regolamenti edilizi comunali e senza tenere conto di una legge regionale e di ripetute sentenze della Corte Costituzionale e del Tar”. Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale dell’Italia dei valori, risponde alle dichiarazioni avventate del sindaco di Città di Castello, Fernanda Cecchini, che aveva criticato la presa di posizione dello stesso Dottorini che si era espresso contro la chiusura di un fondo che la legge regionale 8 del 2004, due sentenze della Consulta e una sentenza del Tar ritengono avrebbe dovuto consentire l’accesso ai cercatori di tartufi e a tutti coloro che amano godere del proprio territorio.

“Non è con i rancori post-elettorali – continua l’esponente dell’Italia dei valori – che si rimedia alla decadenza in cui versa Città di Castello, ma recuperando un corretto rapporto con i cittadini, a partire dalla valorizzazione dei beni comuni, dell’ambiente e dal diritto di godere del proprio territorio. Non è bello scaricare le responsabilità politiche sui livelli amministrativi, tanto più che la pratica aveva avuto, per ben due volte, parere negativo da parte degli uffici comunali preposti”.

“Rimaniamo dell’idea – conclude Dottorini – che l’unico modo per rimediare alla superficialità amministrativa che ha portato a concedere l’autorizzazione alla recinzione di un fondo addirittura in misura molto maggiore a quanto richiesto sia di revocare la concessione e di agire finalmente ascoltando i cittadini e perseguendo l’interesse collettivo, invece di rispondere a richieste provenienti da un apparato politico-burocratico extraterritoriale che non ha alcun interesse a valorizzare il nostro territorio per la sua tradizione di autonomia e civiltà”.

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