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giovedì 24 maggio 2012
     

Recinzione azienda Roscetti. Il Sindaco Cecchini risponde a Dottorini

20/04/2010 17.33.12

Tema: ATTUALITA

Argomento:

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Citta di Castello - "Tutela diritti privati e interessi generali. Necessari controlli efficaci e puntuali"

“È pur vero che l’abitudine di proporsi come paladino delle proteste può produrre consensi. Ma è anche vero che la foga di rappresentare le ragioni di questo o quell’altro comitato non dovrebbe far dimenticare a chi ha avuto, ed ha, un ruolo pubblico l’incontestabile fatto che le istituzioni agiscono secondo precise regole che ne discipli-nano funzioni ed attività. Stupisce quindi che il consigliere regionale Dottorini reclami interventi del sindaco anche quando la divisione delle competenze tra l’indirizzo politico e la gestione amministrativa affida ad altri soggetti il potere di adottare provvedimenti nell’ambito e nel rispetto delle norme nazionali, regionali e comunali”.

Inizia così la risposta del sindaco di Città di Castello Fernanda Cecchini alla recente presa di posizione del consigliere regionale Oliviero Dottorini sulla recinzione concessa all’azienda agricola Roscetti.

“Nello specifico, il permesso di realizzare la recinzione - afferma la Cecchini - è di competenza del dirigente del settore urbanistico, il quale ha evidentemente valutato ta-le richiesta conforme alle norme”.

“Questa vicenda induce comunque qualche considerazione. In primo luogo, il Comune di Città di Castello si è distinto da tempo per una rigorosa disciplina urbanistica a sal-vaguardia del territorio aperto. Tant’è che aveva adottato norme che limitavano le di-mensioni dei fondi recintabili ma il Tar dell’Umbria le ha annullate in quanto contrarie al diritto di proprietà. In secondo luogo, se un privato (come in questo caso l’azienda Ro-scetti) dimostra che la recinzione è funzionale alla produttività della propria azienda, il Comune non può negargli la possibilità di realizzarla. Il Comune deve, questo sì, con-trollare che le motivazioni addotte dall’azienda agricola siano reali e deve essere pron-to a revocare permessi ed autorizzazioni quando non esistano più le condizioni che ne hanno giustificato il rilascio. Il Comune non può dirimere eventuali contese tra gli inte-ressi di due privati quali sono l’impresa agricola e l’associazione tartufai. Questo è ca-somai compito del giudice. Il Comune è invece tenuto a contemperare, come ha fatto, le legittime attese del privato (in questo caso dell’impresa agricola) con la tutela dell’interesse generale (in questo caso il libero accesso e la fruibilità pubblica del terri-torio). In questo caso, la conciliazione tra l’interesse privato e quello pubblico è stata assicurata dalle prescrizioni di accesso dall’esterno impartite all’azienda Roscetti, la cui corretta attuazione è condizione indispensabile perché il permesso di realizzare la re-cinzione si mantenga valido nel tempo”.

“Personalmente sento fortemente la necessità che gli uffici svolgano, oltre che un’approfondita istruttoria per il rilascio delle autorizzazioni, anche una costante attività di controllo. Una delle condizioni per rendere possibili controlli più assidui e mirati è - sostiene la Cecchini - quella di rendere più snelle le procedure di autorizzazione che le norme nazionali, ma anche regionali, hanno invece contribuito ad aggravare e rendere farraginose, con buona pace di chi in regione è già stato negli ultimi cinque anni. Ma si sa. È ben più facile denunciare l’esistenza delle buche che adoperarsi per chiuderle”.

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