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giovedì 9 febbraio 2012
     

Cna e Confartigianato: no all’indennizzo in forma diretta

22/04/2010 9.15.35

Tema: ATTUALITA

Argomento:

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Arezzo - Anche questa volta non sono buone le notizie per gli autoriparatori

Si apre un nuovo capitolo della vicenda riguardante l’indennizzo in forma diretta e anche questa volta non sono buone le notizie per gli autoriparatori. Cna e Confartigianato infatti esprimono profonda preoccupazione in seguito alla concreta possibilità che venga reintrodotta dal Governo l’obbligatorietà del ricorso all'indennizzo diretto in caso di incidente senza responsabilità. E quello che suscita maggiori perplessità è che sulla questione si era già espressa la corte costituzionale che recentemente aveva dichiarato illegittima tale disposizione affermando che il ricorso all’indennizzo diretto doveva considerarsi una “pratica facoltativa”.

“Da tempo - spiega Ivo Bobini presidente dell’Unione servizi alla comunità di Cna - ripetiamo che se tale norma venisse reintrodotta sarebbe una grave danno per l’intero comparto delle autocarrozzerie con conseguenze gravi dal punto di vista della leale concorrenza e del rapporto con le compagnie assicurative. Come associazioni di categoria, faremo le adeguate pressioni verso i parlamentari eletti nel nostro territorio e verso il ministro dello Sviluppo Economico Scajola”. Sulla stessa linea anche il presidente di Confartigianato Autoriparazioni di Arezzo Roberto Carria: “Non comprendiamo proprio il perché di un emendamento che, se presentato ed approvato, andrebbe in direzione contraria a una sentenza della Corte costituzionale. Le nostre preoccupazioni sono motivate principalmente dall’esigenza di mantenere aperte le opzioni e i diritti del danneggiato - come peraltro sostenuto dalla Corte Costituzionale stessa - e di difendere l’assetto aperto del mercato dell’autoriparazione, dove ogni soggetto può e deve svolgere la propria attività in piena autonomia senza che nessuno parta da condizioni di privilegio. Oltre a ciò – conclude Carria - si aggiunge il timore per il grosso contenzioso e i disagi che verrebbero generati da una norma di immediata attuazione, ma apertamente incostituzionale”.

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