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Notizie dalla Valtiberina
martedì 7 febbraio 2012
     

Teatro: successo di Caterina Casini a Roma

24/04/2010 14.54.22

Tema: ATTUALITA

Argomento:

Visto: 354 volte

Sansepolcro - La Casini ha vestito i panni di Regista e di attrice

Caterina Casini una delle personalità di successo della valtiberina, attrice

sensibile e istrionica, ha ottenuto un meritato successo a Roma, Venerdì 23

Aprile, nello spettacolo realizzato dall' Associazione Culturale "Laboratori

Permanenti" in collaborazione con Circolo Gianni Bosio. Lo spettacolo

denominato “Odissea – Letture in musica" ha trovato spazio nella stupenda ed

insolita cornice della romana Biblioteca Casa della Memoria e della Storia ed

ha avuto luogo alle 17,00. La Casini ha vestito i panni di Regista e di attrice

scegliendo una formula corale che ha dato risalto ai vari aspetti della lettura

come tensione primaria della rappresentazione; il testo epico è stato letto ed

interpretado in diverse lingue con commenti musicali e sonorità di grande

modernità. Il pubblico ha mostrato di apprezzare in pieno quello che sembrava,

sulla carta, un progetto coraggioso ed ambizioso. Accanto a Caterina Casini in

scena, tra gli altri, gli attori Chiara Condrò, Alessandro De Feo, Teresa

Micarelli e Sasha Vulicevic. Lo spettacolo sarà anche replicato: il 28 luglio,

sarà ad Artimino per la Fondazione Toscana Spettacolo; questo spettacolo è

stato infatti scelto per l’inaugurazione dei musei archeologici della provincia

di Firenze, e per l'occasione offrirà anche, sul palco, l'interprete

straordinaria Ivana Monti.

Abbiamo rivolto alcune domande alla Regista attrice di Sansepolcro, parlando

dello spettacolo attuale e ripercoorendo alcuni eventi del passato artistico,

alla scoperta della sua multiforme attività che conferma la grande creatività e

la prolifica dedizione all'ambiente culturale della Valtiberina. Emergono nel

suo racconto, tra gli altri, le figure di Renzo Arbore, Raffaella Carrà e

Franca Valeri, le opinioni sulla televisione moderna e sull'attuale momento del

teatro ma anche lo spettacolo"Oggi sto Così!" che mette in luce la sua comicit

e che sarà in scena a Citerna il 5 e il 6 Giugno prossimi.

L' Ass. Cult. Laboratori Permanenti in collaborazione con Circolo Gianni Bosio

ha realizzato una messa in scena inedita dell' Odissea denominata "Odissea-

letture in musica"; accanto ad un insolito accompagnamento musicale c'erano

infatti le letture in più lingue. Qual'è lo scopo e il risultato che vi siete

prefissati di ottenere?

Il progetto è nato come progetto didattico per le medie inferiori e superiori,

e poi , nella collaborazione con le Biblioteche di Roma, si è allargato ed è

diventato spettacolo aperto al pubblico serale. Siamo partiti da un lavoro

sulla narrazione, narrare al pubblico per far immaginare. Direi che mi è venuto

in mente come reazione alla televisione attuale, che proprio non mi piace. Il

piacere di raccontare e far immaginare un racconto antichissimo ma molto vivo e

attuale.

Oltre alla lingua italiana c'erano letture in lingua slava, greca , araba e

alcune canzoni africane. Come è avvenuta la scelta?

Innanzi tutto utilizziamo il greco, come lingua originale. Inoltre, intorno

agli anni trenta, gli studiosi riconoscono nell’ Odissea una tecnica di

racconto tipica dei narratori slavi. Così la geografia riferita al poema si

allarga, rendendo plausibile la tesi che il bacino del Mediterraneo sia

largamente coinvolto nel viaggio di Ulisse. Altri ancora parlano dell’influenza

della

mitologia mediorientale sul poema omerico, e vedono una forte analogia tra la

figura di Gilgamesh e quella di Ulisse.

Ed anche, per noi contemporanei, la parola Odissea rimbalza nelle cronache,

nel narrare le vicende di tante persone che cercano rifugio in altri paesi, per

salvarsi da guerre e fame.

Lo spettatore ha udito le diverse sonorità linguistiche e le ha confrontate;

quanto incide la lingua nella riuscita di un'opera?

Le lingue sono un tappeto sonoro che in brevi momenti emerge, per far sentire

e intuire le provenienze del testo, e per dare profondità al racconto. Lo

spettatore non è chiamato a confrontare le lingue, ma piuttosto a lasciarsi

andare alla bellezza del suono, per ritrovare dentro di sè antiche

provenienze.

Quale delle lingue da lei udite crede che possa meglio rappresentare la

musicalità, la modernità e la bellezza dei versi omerici?

Certamente il greco. Mentre le altre sono lingue confinanti. La curiosità è

che lo stesso ritmo si ripete in tutte le traduzioni.

Rintracciare nei testi spunti e materia teatrale è un po' la base del suo

lavoro, ma cosa significa confrontarsi con testi cosi importanti?

Amo lavorare su strutture drammaturgiche complesse, per ritrovarne la

modernità e l'attualità. Mi fanno crescere e mi aiutano nella direzione degli

attori. La struttura del testo è come una architettura, deve avere un

equilibrio, se no lo spettacolo non funziona.

L'azione è alla base dei testi teatrali e cinematografici di tutti i tempi;

spesso un evento basta a movimentare il testo. In questo caso le azioni sono

tante e fanno parte della tipologia stessa dell'Opera. Si potrebbe dire che

avete trovato un modo per mettere in scena un'autentica epopea?

Non ancora. Al momento noi eseguiamo una lettura musicale, con personaggi,

narratori, e musica in scena. La costruzione dell'azione scenica sarà il lavoro

della seconda fase del progetto.

La rappresentazione ha previsto alcuni brani da : Libro II – La Telemachia,

Libro V – La zattera di Ulisse, Libro VI – L’incontro con Nausicaa. La scelta è

stata difficile?

No, la scelta è stata facilissima. E' nostra intenzione arrivare a una

completa messa in scena dell’opera , e questi tre libri sono i primi dedicati

al racconto dell’azione, che è e sarà poi elemento indispensabile in teatro.

In questo lavoro Lei si dedica a vari aspetti e oltre che recitare, cura la

regia. Accanto a Lei uno staff di giovani attori che si confermano solide leve

dello spettacolo contemporaneo. Si può parlare di un ambiente romano creativo,

che sta attraversando un momento felice?

Giovani attori, che provengono da un ambiente romano molto attivo, ma anche un

attore maturo come Sasha Vulicevic, che proviene dal Piccolo di Milano, che

certamente avete visto in fiction e cinema, e un percussionista come Anatol

Tah, che ha lavorato a lungo in Italia e nel mondo. Ci sono poi anche alcuni

lettori, persone che studiano l’ arte del narrare per il piacere di farlo; non

sono professionisti, e sono in questa occasione utilizzati come voci

“caratteristiche”. Inoltre, il 28 luglio, saremo ad Artimino per Fondazione

Toscana Spettacolo; questo spettacolo è stato scelto per l’inaugurazione dei

musei archeologici della provincia di Firenze, e per l'occasione avremo con noi

sul palco una interprete come Ivana Monti, collaborazione di cui sono

particolarmente felice.

Qual'è il ruolo che si è ritagliata per se?

Ho scelto per me la parte narrativa, magnifica, il puro narrare, pieno di

immagini, suggestioni, spazi, che mi permette anche, stando in scena, di

guidare il ritmo della rappresentazione.

A Sansepolcro cura il teatro in tutti i suoi aspetti. E' Direttore Artistico

della Scuola Comunale, regista dei lavori della Compagnia di Teatro Popolare e,

saltuariamente, presenta lavori suoi nelle stagioni teatrali del territorio.

Anche in provincia dunque ci sono occasioni per lavorare e far conoscere il

teatro?

Diciamo che le città sono più sature. In questo momento la cultura soffre

molto la crisi, c’è poco lavoro, poca economia dello spettacolo, e quindi c’è

una ressa di proposte e poca diffusione del teatro. E’ caratteristica studiata

in questo momento il fatto che esistono tanti spettacoli che durano un giorno

solo; questo è dovuto alla economia scarsa, dunque alla scarsa circuitazione

dei prodotti. BIsogna invece lavorare alla ripetizione, perchè è lì che lo

spettacolo prende forma e diventa ricchezza del territorio. Con la compagnia di

teatro popolatre di Sansepolcro ho sempre insistito su questo punto, in modo

che si crei una affezione da parte del pubblico. Non dimentichiamo che gli

attori sono la rappresentazione della gente, dunque hanno una qualche

caratteristica di "eroi", e gli eroi li vogliamo sempre vedere, sempre sentire,

sapere che fanno, tornare a vederli.

Nella nostra provincia ho cominciato a lavorare nell' 84 saltuariamente, poi è

venuto il mio ruolo di consulente artistico al Teatro Stabile di Anghiari e poi

ho concentrato il mio lavoro su Sansepolcro, e qui dieci anni fa è iniziata l’

avventura della Scuola di Teatro Comunale. Dalla Scuola di Teatro è nata poi la

Compagnia di Teatro Popolare. E' un percorso ricchissimo e io dedico molta

energia a tutto questo, perché intendo il teatro come occasione di crescita per

la gente; non parliamo per gli artisti, che vivono per questa crescita e sono

in continuo rinnovamento.Certamente la provincia offre più spazio, e ho potuto

fare questo percorso, facendo nascere anche alcune mie produzioni distribuite

poi a livello nazionale proprio in provincia, "Acide e lucide" ad Anghiari, "Se

fuori ci fosse il mare" a Città di Castello, con l’aiuto anche di quelle

Amministrazioni, portando i miei collaboratori qua in zona a lavorare,

cominciando così anche a mettere in moto quella che è l'attuazione della

"economia dello spettacolo", che si lega al turismo, discorso che si sta

approfondendo anche col Comune di Sansepolcro.

Lei che si è confrontata, tra l'altro, col pubblico televisivo dei grandi

numeri al fianco di Renzo Arbore ma anche al fianco di Raffaella Carrà, crede

veramente che sia proponibile l'Odissea al pubblico popolare? Sono necessari

"trucchi" per far apprezzare l'Odissea al vasto pubblico nazionale?

L'Odissea è un grande racconto popolare, è la televisione di allora, notizie e

racconti provenienti da terre lontane , coinvogliate in un unico racconto con

un unico eroe; ciò che si narra nell'Odissea non sono le vicende del solo

Ulisse, ma centinaia di racconti, narrati dai cantori dell'epoca, che Omero ha

messo insieme. Per farla apprezzare bisonga essere padroni del linguaggio e

quindi poi interpretarla, perchè le storie narrate sono semplici,

appassionanti, piene di immagini bellissime. Una volta inteso il ritmo il

pubblico segue la storia. E Ulisse è molto vicino a noi, è un uomo pensante,

capace di azione, curioso, che mai rinuncia al fare esperienza della vita, e i

personaggi intorno a lui sono benissimo paragonabili a quelli del nostro vivere

quotidiano.

Il 5 e il 6 Giugno porterà in scena al Teatro Bontempelli di Citerna l'atto

unico "Oggi sto Così!". Di cosa si tratta?

Questo spettacolo debutterà a Citerna. La tecnica è quella dei tanti

personaggi, tutti nuovi salvo uno, provenienti dalle mie osservazioni del

quotidiano, paradossali e tragicomici, come piace a me, cuciti insieme con un

particolare meccanismo. Sono creature divise in due nette categorie, vittime e

carnefici, che si incontrano tutti i giorni nella vita quotidiana, ma che una

volta sul palco ci permettono una risata liberatoria. Che bello far ridere!!

In questo caso si vedranno i vari aspetti della comicità al femminile. La

comicità quale posto occupa nel suo lavoro e nella sua produzione di autrice?

Io non ne posso fare a meno. Mi sembra un buon modo per affrontare la crudezza

dei nostri tempi. Ho avuto la fortuna anni fa a Milano di essere in cartellone

in doppia serata con Franca Valeri, io facevo il mio spettacolo e poi lei il

suo; lì ho capito ancor di più la bellezza della comicità , l'intelligenza

della comicità. E poi il comico ha sempre potuto dire che il re è nudo, gli è

concesso, poiché è il folle! I miei spettacoli comici io li compongo sempre con

altri autori, per "Oggi sto così" sto lavorando con Giovanna Ciorciolini,

collaborazione proveniente dal mio lavoro con Renzo Arbore.

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