Teatro: successo di Caterina Casini a Roma

24/04/2010 14.54.22
Tema: ATTUALITA
Argomento:
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Sansepolcro - La Casini ha vestito i panni di Regista e di attrice
Caterina Casini una delle personalità di successo della valtiberina, attrice
sensibile e istrionica, ha ottenuto un meritato successo a Roma, Venerdì 23
Aprile, nello spettacolo realizzato dall' Associazione Culturale "Laboratori
Permanenti" in collaborazione con Circolo Gianni Bosio. Lo spettacolo
denominato “Odissea – Letture in musica" ha trovato spazio nella stupenda ed
insolita cornice della romana Biblioteca Casa della Memoria e della Storia ed
ha avuto luogo alle 17,00. La Casini ha vestito i panni di Regista e di attrice
scegliendo una formula corale che ha dato risalto ai vari aspetti della lettura
come tensione primaria della rappresentazione; il testo epico è stato letto ed
interpretado in diverse lingue con commenti musicali e sonorità di grande
modernità. Il pubblico ha mostrato di apprezzare in pieno quello che sembrava,
sulla carta, un progetto coraggioso ed ambizioso. Accanto a Caterina Casini in
scena, tra gli altri, gli attori Chiara Condrò, Alessandro De Feo, Teresa
Micarelli e Sasha Vulicevic. Lo spettacolo sarà anche replicato: il 28 luglio,
sarà ad Artimino per la Fondazione Toscana Spettacolo; questo spettacolo è
stato infatti scelto per l’inaugurazione dei musei archeologici della provincia
di Firenze, e per l'occasione offrirà anche, sul palco, l'interprete
straordinaria Ivana Monti.
Abbiamo rivolto alcune domande alla Regista attrice di Sansepolcro, parlando
dello spettacolo attuale e ripercoorendo alcuni eventi del passato artistico,
alla scoperta della sua multiforme attività che conferma la grande creatività e
la prolifica dedizione all'ambiente culturale della Valtiberina. Emergono nel
suo racconto, tra gli altri, le figure di Renzo Arbore, Raffaella Carrà e
Franca Valeri, le opinioni sulla televisione moderna e sull'attuale momento del
teatro ma anche lo spettacolo"Oggi sto Così!" che mette in luce la sua comicit
e che sarà in scena a Citerna il 5 e il 6 Giugno prossimi.
L' Ass. Cult. Laboratori Permanenti in collaborazione con Circolo Gianni Bosio
ha realizzato una messa in scena inedita dell' Odissea denominata "Odissea-
letture in musica"; accanto ad un insolito accompagnamento musicale c'erano
infatti le letture in più lingue. Qual'è lo scopo e il risultato che vi siete
prefissati di ottenere?
Il progetto è nato come progetto didattico per le medie inferiori e superiori,
e poi , nella collaborazione con le Biblioteche di Roma, si è allargato ed è
diventato spettacolo aperto al pubblico serale. Siamo partiti da un lavoro
sulla narrazione, narrare al pubblico per far immaginare. Direi che mi è venuto
in mente come reazione alla televisione attuale, che proprio non mi piace. Il
piacere di raccontare e far immaginare un racconto antichissimo ma molto vivo e
attuale.
Oltre alla lingua italiana c'erano letture in lingua slava, greca , araba e
alcune canzoni africane. Come è avvenuta la scelta?
Innanzi tutto utilizziamo il greco, come lingua originale. Inoltre, intorno
agli anni trenta, gli studiosi riconoscono nell’ Odissea una tecnica di
racconto tipica dei narratori slavi. Così la geografia riferita al poema si
allarga, rendendo plausibile la tesi che il bacino del Mediterraneo sia
largamente coinvolto nel viaggio di Ulisse. Altri ancora parlano dell’influenza
della
mitologia mediorientale sul poema omerico, e vedono una forte analogia tra la
figura di Gilgamesh e quella di Ulisse.
Ed anche, per noi contemporanei, la parola Odissea rimbalza nelle cronache,
nel narrare le vicende di tante persone che cercano rifugio in altri paesi, per
salvarsi da guerre e fame.
Lo spettatore ha udito le diverse sonorità linguistiche e le ha confrontate;
quanto incide la lingua nella riuscita di un'opera?
Le lingue sono un tappeto sonoro che in brevi momenti emerge, per far sentire
e intuire le provenienze del testo, e per dare profondità al racconto. Lo
spettatore non è chiamato a confrontare le lingue, ma piuttosto a lasciarsi
andare alla bellezza del suono, per ritrovare dentro di sè antiche
provenienze.
Quale delle lingue da lei udite crede che possa meglio rappresentare la
musicalità, la modernità e la bellezza dei versi omerici?
Certamente il greco. Mentre le altre sono lingue confinanti. La curiosità è
che lo stesso ritmo si ripete in tutte le traduzioni.
Rintracciare nei testi spunti e materia teatrale è un po' la base del suo
lavoro, ma cosa significa confrontarsi con testi cosi importanti?
Amo lavorare su strutture drammaturgiche complesse, per ritrovarne la
modernità e l'attualità. Mi fanno crescere e mi aiutano nella direzione degli
attori. La struttura del testo è come una architettura, deve avere un
equilibrio, se no lo spettacolo non funziona.
L'azione è alla base dei testi teatrali e cinematografici di tutti i tempi;
spesso un evento basta a movimentare il testo. In questo caso le azioni sono
tante e fanno parte della tipologia stessa dell'Opera. Si potrebbe dire che
avete trovato un modo per mettere in scena un'autentica epopea?
Non ancora. Al momento noi eseguiamo una lettura musicale, con personaggi,
narratori, e musica in scena. La costruzione dell'azione scenica sarà il lavoro
della seconda fase del progetto.
La rappresentazione ha previsto alcuni brani da : Libro II – La Telemachia,
Libro V – La zattera di Ulisse, Libro VI – L’incontro con Nausicaa. La scelta è
stata difficile?
No, la scelta è stata facilissima. E' nostra intenzione arrivare a una
completa messa in scena dell’opera , e questi tre libri sono i primi dedicati
al racconto dell’azione, che è e sarà poi elemento indispensabile in teatro.
In questo lavoro Lei si dedica a vari aspetti e oltre che recitare, cura la
regia. Accanto a Lei uno staff di giovani attori che si confermano solide leve
dello spettacolo contemporaneo. Si può parlare di un ambiente romano creativo,
che sta attraversando un momento felice?
Giovani attori, che provengono da un ambiente romano molto attivo, ma anche un
attore maturo come Sasha Vulicevic, che proviene dal Piccolo di Milano, che
certamente avete visto in fiction e cinema, e un percussionista come Anatol
Tah, che ha lavorato a lungo in Italia e nel mondo. Ci sono poi anche alcuni
lettori, persone che studiano l’ arte del narrare per il piacere di farlo; non
sono professionisti, e sono in questa occasione utilizzati come voci
“caratteristiche”. Inoltre, il 28 luglio, saremo ad Artimino per Fondazione
Toscana Spettacolo; questo spettacolo è stato scelto per l’inaugurazione dei
musei archeologici della provincia di Firenze, e per l'occasione avremo con noi
sul palco una interprete come Ivana Monti, collaborazione di cui sono
particolarmente felice.
Qual'è il ruolo che si è ritagliata per se?
Ho scelto per me la parte narrativa, magnifica, il puro narrare, pieno di
immagini, suggestioni, spazi, che mi permette anche, stando in scena, di
guidare il ritmo della rappresentazione.
A Sansepolcro cura il teatro in tutti i suoi aspetti. E' Direttore Artistico
della Scuola Comunale, regista dei lavori della Compagnia di Teatro Popolare e,
saltuariamente, presenta lavori suoi nelle stagioni teatrali del territorio.
Anche in provincia dunque ci sono occasioni per lavorare e far conoscere il
teatro?
Diciamo che le città sono più sature. In questo momento la cultura soffre
molto la crisi, c’è poco lavoro, poca economia dello spettacolo, e quindi c’è
una ressa di proposte e poca diffusione del teatro. E’ caratteristica studiata
in questo momento il fatto che esistono tanti spettacoli che durano un giorno
solo; questo è dovuto alla economia scarsa, dunque alla scarsa circuitazione
dei prodotti. BIsogna invece lavorare alla ripetizione, perchè è lì che lo
spettacolo prende forma e diventa ricchezza del territorio. Con la compagnia di
teatro popolatre di Sansepolcro ho sempre insistito su questo punto, in modo
che si crei una affezione da parte del pubblico. Non dimentichiamo che gli
attori sono la rappresentazione della gente, dunque hanno una qualche
caratteristica di "eroi", e gli eroi li vogliamo sempre vedere, sempre sentire,
sapere che fanno, tornare a vederli.
Nella nostra provincia ho cominciato a lavorare nell' 84 saltuariamente, poi è
venuto il mio ruolo di consulente artistico al Teatro Stabile di Anghiari e poi
ho concentrato il mio lavoro su Sansepolcro, e qui dieci anni fa è iniziata l’
avventura della Scuola di Teatro Comunale. Dalla Scuola di Teatro è nata poi la
Compagnia di Teatro Popolare. E' un percorso ricchissimo e io dedico molta
energia a tutto questo, perché intendo il teatro come occasione di crescita per
la gente; non parliamo per gli artisti, che vivono per questa crescita e sono
in continuo rinnovamento.Certamente la provincia offre più spazio, e ho potuto
fare questo percorso, facendo nascere anche alcune mie produzioni distribuite
poi a livello nazionale proprio in provincia, "Acide e lucide" ad Anghiari, "Se
fuori ci fosse il mare" a Città di Castello, con l’aiuto anche di quelle
Amministrazioni, portando i miei collaboratori qua in zona a lavorare,
cominciando così anche a mettere in moto quella che è l'attuazione della
"economia dello spettacolo", che si lega al turismo, discorso che si sta
approfondendo anche col Comune di Sansepolcro.
Lei che si è confrontata, tra l'altro, col pubblico televisivo dei grandi
numeri al fianco di Renzo Arbore ma anche al fianco di Raffaella Carrà, crede
veramente che sia proponibile l'Odissea al pubblico popolare? Sono necessari
"trucchi" per far apprezzare l'Odissea al vasto pubblico nazionale?
L'Odissea è un grande racconto popolare, è la televisione di allora, notizie e
racconti provenienti da terre lontane , coinvogliate in un unico racconto con
un unico eroe; ciò che si narra nell'Odissea non sono le vicende del solo
Ulisse, ma centinaia di racconti, narrati dai cantori dell'epoca, che Omero ha
messo insieme. Per farla apprezzare bisonga essere padroni del linguaggio e
quindi poi interpretarla, perchè le storie narrate sono semplici,
appassionanti, piene di immagini bellissime. Una volta inteso il ritmo il
pubblico segue la storia. E Ulisse è molto vicino a noi, è un uomo pensante,
capace di azione, curioso, che mai rinuncia al fare esperienza della vita, e i
personaggi intorno a lui sono benissimo paragonabili a quelli del nostro vivere
quotidiano.
Il 5 e il 6 Giugno porterà in scena al Teatro Bontempelli di Citerna l'atto
unico "Oggi sto Così!". Di cosa si tratta?
Questo spettacolo debutterà a Citerna. La tecnica è quella dei tanti
personaggi, tutti nuovi salvo uno, provenienti dalle mie osservazioni del
quotidiano, paradossali e tragicomici, come piace a me, cuciti insieme con un
particolare meccanismo. Sono creature divise in due nette categorie, vittime e
carnefici, che si incontrano tutti i giorni nella vita quotidiana, ma che una
volta sul palco ci permettono una risata liberatoria. Che bello far ridere!!
In questo caso si vedranno i vari aspetti della comicità al femminile. La
comicità quale posto occupa nel suo lavoro e nella sua produzione di autrice?
Io non ne posso fare a meno. Mi sembra un buon modo per affrontare la crudezza
dei nostri tempi. Ho avuto la fortuna anni fa a Milano di essere in cartellone
in doppia serata con Franca Valeri, io facevo il mio spettacolo e poi lei il
suo; lì ho capito ancor di più la bellezza della comicità , l'intelligenza
della comicità. E poi il comico ha sempre potuto dire che il re è nudo, gli è
concesso, poiché è il folle! I miei spettacoli comici io li compongo sempre con
altri autori, per "Oggi sto così" sto lavorando con Giovanna Ciorciolini,
collaborazione proveniente dal mio lavoro con Renzo Arbore.
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