Nazirock, il contagio fascista fra i giovani italiani

26/04/2010 8.24.32
Tema: CULTURA SPETTACOLO EVENTI
Argomento:
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San Giustino - Proiezione del film-inchiesta martedi 27 aprile presso l'ex cinema Lux di Lama
In occasione della Festa della Liberazione del 25 Aprile, il Partito Democratico di San Giustino, Selci e Lama organizza la proiezione del film-inchiesta NAZIROCK, a cura di Claudio Lazzaro. La manifestazione avrà luogo martedì 27 aprile 2010, alle ore 21.00 presso l'ex cinema Lux di LAMA.
Claudio Lazzaro entra con la sua telecamera dentro i raduni dei giovani neofascisti italiani e senza volerli aggredire, condannare e zittire, riesce a far parlare questi ragazzi che raccontano le loro idee e le loro emozioni. È un viaggio inquietante tra curve dello stadio, odio feroce per poliziotti e carabinieri, concerti di rock identitario e manifestazioni razziste, incontri internazionali a cui intervengono delegazioni da tutta Europa e raduni elettorali. Una raccolta dei rituali, della musica, degli slogan e dei personaggi dell'Estrema Destra italiana.
L'autore sarà ospite dell'iniziativa e parteciperà al dibattito che avrà luogo al termine della proiezione.
La cittadinanza è invitata a partecipare, perchè l'Italia non diventi “un paese senza memoria”.
L'AUTORE
Claudio Lazzaro fa il giornalista da trent’anni. Ha sempre lavorato per la carta stampata, a parte qualche sporadica incursione nel mondo della televisione, in Rai e a Mediaset, come autore e conduttore, o in quello del cinema, come sceneggiatore. Ha cominciato all’Europeo, quando era il settimanale delle grandi inchieste. Gli ultimi dieci anni li ha passati al Corriere della Sera, dove si è occupato prevalentemente di cronaca e di esteri (inviato di guerra in Kossovo e Iraq). Due anni fa ha lasciato il Corriere e ha costituito una società, la Nobu Productions, per realizzare documentari a basso costo, sfruttando la potenzialità delle nuove tecnologie e dei nuovi canali distributivi. Nobu è una contrazione di “no budget”, che significa “i soldi non ci sono”. Ma il film si fa lo stesso. Come? Lavorando con chi sia disponibile a non guadagnare nell’immediato, scommettendo su progetti che cercano la loro forza, anche commerciale, nella totale libertà con cui vengono realizzati.
NAZIROCK - IL FILM
PRODUZIONE: Italia 2008
GENERE: Documentario
DURATA: 74'
FOTOGRAFIA: Elena Somarè
MONTAGGIO: Cecilia Zanuso
COLONNA SONORA: Enrico Fink, Antonio Iasevoli
RECENSIONE: Paura. Un timore stringente, il terrore che la valanga sia già in precipitazione. Questo scorre in vena di ogni fotogramma, meno che all’apparenza; il regista è ospite in un “campo d’azione” patrocinato da un certo partito (“la Nashville dell’estrema destra”) e laggiù, a raggio limitato, con poche idee ma cristalline, illustra esattamente il vademecum sulla conduzione di un’inchiesta. Camere discrete, quasi impalpabili, alla mano, la troupe respinge la trappola dell’ interferenza – Lazzaro compare due volte, nessuna voce fuori campo -, se non in forma di domanda, e lascia dialogare le sole immagini. Minime le invadenze del giornalista/documentarista: all’inizio una panoramica secca a tracciare il telaio del massimalismo, descritto non dall’autore ma dai feticci che vivono in esso (tatuaggi, movimenti, slogan, cortei), assediato dall’eccesso grottesco ma anche da punte naturali di sgomento; la contestualizzazione, più cronografica che politica, mediante puntelli d’epoca e avvisi sullo schermo; un mazzo di code sui destini dei personaggi, guardati con occhio determinista, dove l’idea radicale suona fatalmente contigua alla cronaca nera. Poi spazio alle parole dei giovani attivisti: dalle band ai simpatizzanti, molti dialetti che si intrecciano, attraggono e contrastano – la scomoda questione tedesca -, infine acquistano una triste vicinanza semantica. Ogni tinta espressiva è risucchiata nello stesso nero linguistico (l’intervista: “L’Olocausto ha colpito al massimo un milione di ebrei” - la canzone: “La curva frana / Sulla polizia italiana”); è un’eclissi di testo, l’oscuramento graduale di forme e sostanze, quella che colloca il film in stato di blackout razionale. Esibizione di atrocità alfabetica: tutto si può ascoltare, tutto si può affermare. L’accumulo è inenarrabile, va solo rilevato. Fino alla corrosione totale e all’aperta dichiarazione di inutilità del verbo. La ripresa della ragazza di 16 anni che, interpellata sulla responsabilità storica del nazifascismo, rifiuta di rispondere, supera l’ultimo gradino della decomposizione – sia fonetica che intellettiva – e dà vita al passaggio estremo: l’ingresso nel mutismo. Lazzaro si concede un finale-manifesto, con squadernamento di “immagini forti” a sciogliere pubblicamente il nodo della memoria.
Il documentario impaurito: quadri stralciati, senno a brandelli, frammenti di brividi.
DALLE CRONACHE DEL 2008: Forza Nuova" blocca l'uscita al cinema di "NaziRock - Il Contagio Fascista tra i Giovani Italiani"
Il movimento politico neo-fascista Forza Nuova ha bloccato l'uscita in sala del documentario di Claudio Lazzaro "NaziRock - Il Contagio Fascista tra i Giovani Italiani" sui raduni tra musica e politica dei giovani d'estrema destra italiana. Secondo l'ufficio stampa diF.N. il film conterrebbe "immagini, affermazioni, frasi, scene, ricostruzioni, gravemente diffamatorie del movimento" ed "il montaggio è elaborato ad arte per screditarci, e il fatto che esca in piena campagna elettorale, rivela intenzioni non proprio limpide". Inoltre, i gruppi musicali di estrema destra hanno protestato per la mancata autorizzazione per le esecuzioni di brani musicali. Di conseguenza è saltata l'anteprima milanese del documentario al Cinema Anteo e l'uscita in sala prevista per il 4 aprile 2008 al Politecnico Fandango di Roma. "NaziRock" è regolarmente in vendita in versione DVD, distribuito da Feltrinelli Real Cinema. Claudio Lazzaro ha così commentato, come riportato sulla pagina web ufficiale del film (http://www.nazirock.it) "NaziRock da oggi si trova in libreria, distribuito da Feltrinelli Real Cinema. Ma solo uscendo nei cinema avrei potuto raggiungere tanti di quei ragazzi che non hanno l’abitudine ai libri. Proprio quelli che possono cadere più facilmente nella trappola dei falsi miti. Per questo Forza Nuova, che ha notevoli disponibilità economiche, decide di esercitare il suo potere d’interdizione. Basato su cosa? Semplicemente su una minaccia. Se poi Forza Nuova perderà la causa, dopo le elezioni, che importa? Avrà ottenuto il suo scopo: tenere lontano dal mio film i suoi potenziali elettori".
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