PD: bilancio di previsione 2010 impostato solo sugli aumenti ai cittadini

02/05/2010 17.10.35
Tema: POLITICA
Argomento:
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Pieve Santo Stefano - Per il Pd il bilancio comunale è da rifare
Bilancio di previsione 2010 “lacrime e sangue” per i Cittadini di Pieve: la scelta politica dell’attuale maggioranza è quella di un aumento di tutte le tariffe.
Il Bilancio è stato redatto, per la prima volta da 5 anni a questa parte, senza che l’Ufficio Ragioneria esprimesse un Ragioniere Comunale e questo nonostante due onerose assunzioni, proprio in quell’ufficio, intese come chiamata diretta nello “staff del Sindaco”.
Aumentano i servizi mensa e trasporto scolastici (stralciato, inoltre, nel nuovo regolamento per l’accesso ai servizi, il punto riguardante i sussidi per le famiglie che versino in particolari condizioni di disagio economico o sociale: un affronto al buon senso e al diritto allo studio per le fasce più deboli), aumentano la tassa sui rifiuti, quella di occupazione di spazi e aree pubbliche e si adeguano persino le lampade votive al cimitero.
Una scelta politica agli antipodi rispetto a quella di 5 anni di programmazione economica della precedente Giunta, che non aveva innalzato le tariffe, ricorrendo (per sopperire a circa € 290.000 di mancati trasferimenti da Roma) alle riscossioni derivanti dal controllo delle super-velocità sulla già problematica E45 (controllo finalizzato alla sicurezza di tutti, abbandonato, da subito, dalla Giunta Bragagni) e ad una razionalizzazione dell’incidenza del capitolo dell’impiego (vedi bando Casa di Riposo, revocato dall’attuale Giunta non appena insediatasi).
Breve riflessione matematica solo sui buoni mensa, che arrivano a costare € 3,50 , come anticipato da una letterina politica di “Auguri” inviata alle bambine e ai bambini della Scuola di Pieve dal Sindaco Bragagni.
Eppure, dal 2004 al 2009, i bambini di Pieve hanno sempre mangiato in piatti di ceramica (e non di plastica…) e a € 2,50 a pasto.
Dal (ri-)Bragagni in poi, prima, per più mesi, i piatti di carta, ora € 3,50 a pasto (il 40% in più in una botta sola).
Il calcolo è presto fatto: 1 euro in più al giorno moltiplicato per 200 giorni di scuola fanno 200 euro in più per famiglia all’anno (e molti, a scuola, di figli ne hanno due). Ma tanto la crisi non esiste.
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