Resoconto Consiglio Comunale tifernate del 30 aprile

03/05/2010 9.53.16
Tema: COMUNICAZIONI AMMINISTRATIVE
Argomento:
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Citta di Castello - I punti all’Ordine del giorno
IL CONSIGLIERE GRANCI COSTITUISCE IL GRUPPO UDC
In apertura di seduta, il presidente del Consiglio comunale Luca Secondi ha informato l’assemblea dell’adesione del consigliere comunale Felice Granci all’Unione di Centro e della conseguente uscita dal gruppo della Margherita per costituire il nuovo gruppo consiliare dell’Unione di Centro, diventandone capogruppo. Lo stesso presidente Secondi ha pertanto chiarito che, per effetto del passaggio politico effettuato dal consigliere Granci, il consigliere Stefano Bravi diventa d’ufficio il nuovo capogruppo della Margherita.
Il capogruppo dell’Udc Felice Granci è quindi intervenuto per dare l’impronta della propria scelta politica. “Nel giorno in cui anche a Città di Castello si prende atto, con il tentativo di costituzione del gruppo unico a sinistra, che l’esperienza dei cattolici vuole essere confusa con coloro che hanno una storia politica diversa - ha sottolineato Granci - ho deciso di aderire all’Unione di Centro, costituendone il gruppo in Consiglio comunale”. Il consigliere ha chiarito che “la posizione dell’Udc sarà di attenzione alle proposte e mai di contrapposizione pregiudiziale” e che “verranno valutate di volta in volta le iniziative della giunta, dichiarando a seconda dei casi la posizione in merito e altrettanto verrà fatto nei confronti delle proposte della Destra, con spirito collaborativo”. “Quello che è certo - ha concluso Granci - è che l’Unione di Centro difenderà con determinazione la propria autonomia, con il primario interesse all’ascolto dei cittadini, cercando di concretizzarne le aspettative”.
Nel sottolineare “il legame di amicizia e stima con il consigliere Granci”, il capogruppo della Margherita Stefano Bravi ha manifestato rispetto per la sua scelta, osservando che “in politica ci si deve unire o dividere per progetti che guardino al domani e non per situazioni che guardino al contingente”. “Rimango ancora in Consiglio con il gruppo che porta il nome della forza politica con cui ci eravamo presentati alle elezioni del 2006 - ha puntualizzato Bravi - nonostante la Margherita non ci sia più e io sia iscritto al Pd e sia stato candidato per il Pd, sperando di poter già costituire in questa fase gruppo unico del Pd o contribuire per il domani a fare un gruppo unico. Non credo che per i cattolici ci siano scelte univoche – ha aggiunto – il pluralismo è un dato acquisito. Faccio piuttosto un’osservazione non positiva: in questo Consiglio composto da 30 consiglieri, ci sono 14 gruppi e 14 capigruppo, che gravano anche sulle casse comunali per il gettone delle riunioni dei capigruppo. Dico questo però - ha spiegato Bravi - perché è responsabilità di tutti cercare più motivi di coesione, non mi gratifica sapere di diventare capogruppo di un gruppo di cui sono l’unico rappresentante e preferirei trovare motivi di coesione politica in un gruppo più grande, dove pur con una marginalità più accentuata per via della numerosità, si possa comunque recitare un ruolo importante”.
“Saluto con piacere la novità in Consiglio comunale rappresentata dal gruppo costituito dal consigliere Granci – ha affermato il consigliere di An Sandro Busatti - speriamo in una sua fattiva collaborazione”.
“Anch’io la penso come Bravi - è intervenuto il capogruppo del Prc Mauro Alcherigi - ma non posso non rilevare come 8 gruppi siano in minoranza, dove questa scelta viene utilizzata per una visibilità maggiore e anche per ostruzionismo. Forse - ha concluso Alcherigi - sarebbe meglio che il messaggio venisse recepito da tutti”.
Nel formulare il proprio augurio al consigliere Granci, “contando su un impegno serio come sempre ha dimostrato”, il capogruppo del Ps Maurizio Rapaioli ha osservato che “più partiti sono presenti in Consiglio e maggiore è il contributo alla vita istituzionale”. “E’ vero che i gruppi consiliari sono aumentati – ha osservato - ma i capigruppo della maggioranza sono meno di quelli dell’opposizione e anch’io vedo in questo una strategia delle minoranze per dettare le regole in conferenza dei capigruppo”.
“Un benvenuto alla nuova componente, che era necessaria anche nel tessuto politico cittadino, come in Consiglio comunale”, ha affermato il capogruppo di Fi Ivano Rampi, che ha rilevato come le concause che hanno impedito di formare prima questo gruppo siano state dovute all’accostamento alla maggioranza di centrosinistra di chi doveva entrare in consiglio comunale a rappresentarlo”. “Aspetterei a questo punto la mossa della maggioranza per la costituzione del gruppo unico e poi lo faremo anche noi”, ha aggiunto il consigliere, che ha respinto ogni addebito sull’ostruzionismo in conferenza dei capigruppo.
Il consigliere di Castello Libera Andrea Lignani Marchesani ha giudicato “ardito” parlare di una strategia delle minoranze, precisando che “il consigliere Granci ha preso una decisione in autonomia, senza troppi contatti con questa parte del tavolo”. L’esponente del centrodestra ha comunque evidenziato che “avere più gruppi è un’esigenza determinata dal regolamento consiliare, che credo debba essere modificato per non penalizzare i macrogruppi rispetto ai microgruppi. Se fossimo un gruppo unico - ha spiegato Lignani - potremmo portare due istanze invece che sei e inoltre il ruolo di capogruppo ci permette, visto che quasi nessuno di noi è dipendente pubblico, di avere i permessi che rispondono ad una esigenza di lavoro istituzionale. Il regolamento dovrebbe prevedere possibilità per i capigruppo di portare più istanze e mettere un freno alla formazione dei gruppi”.
CONSIGLIO COMUNALE PER LA RETE METANIFERA AGGIORNAMENTO A VANTAGGIO DEI CITTADINI
L’assessore all’Ambiente Massimo Massetti ha comunicato all’assemblea la decisione dell’amministrazione comunale di ritirare dall’ordine del giorno il punto relativo all’individuazione delle frazioni del territorio comunale metanizzate, non metanizzate e parzialmente metanizzate finalizzata alle agevolazioni fiscali sull’uso del Gpl o del gasolio per riscaldamento. “L’Agenzia delle Dogane – ha spiegato l’amministratore – ha emesso a metà di aprile un chiarimento sulla definizione delle aree metanizzate, di quelle non metanizzate e di quelle parzialmente metanizzate. In settimana tramite l’Anci abbiamo ricevuto la documentazione e dobbiamo quindi aggiornare le cartografie per far sì che le agevolazioni possano essere fruibili per il maggior numero di nostri concittadini. Nel prossimo Consiglio comunale, previa un’eventuale riunione della commissione economica se i consiglieri lo riterranno necessario, contiamo di portare di nuovo il punto all’ordine del giorno. Lo slittamento dei tempi – ha chiarito l’assessore - non avrà comunque effetti sui cittadini, in quanto le disposizioni, una volta definite, avranno valore retroattivo”.
APPROVATO RENDICONTO ESERCIZIO FINANZIARIO 2009
Il Consiglio comunale ha approvato con il voto favorevole di 15 consiglieri della maggioranza di Centrosinistra, il voto contrario dei consiglieri di minoranza Franco Cilberti e Canzio Novelli (Con Ciliberti), Riccardo Carletti (Ps), Stefano Bravi (Margherita) e Felice Granci (Udc) il rendiconto di gestione relativo all’esercizio finanziario 2009. Al momento del voto sono usciti dall’emiciclo, e non hanno dunque partecipato, i consiglieri del Pdl.
Relazione dell’assessore Domenico Duranti. Nell’introdurre il dibattito, l’assessore al Bilancio Domenico Duranti è partito dalla sottolineatura delle “grosse difficoltà incontrate nell’esercizio finanziario 2009, che siamo comunque riusciti ad affrontare, raggiungendo l’obiettivo di rispettare il patto di stabilità, cosa che non era scontata e ci ha permesso di non penalizzare cittadini”. Passando all’esame dei numeri, l’assessore ha segnalato innanzitutto il dato dell’avanzo di amministrazione di 842mila euro, di cui 600mila euro liberi da vincoli di spesa che saranno oggetto di valutazione quanto al loro investimento. Per quanto riguarda la parte corrente, le entrate tributarie sono state pari a 13.316.000 euro, le entrate extratributarie hanno raggiunto quota 9.285.000 euro, mentre i trasferimenti si sono attestati a 15.124.000 euro, per un totale di 37.503.000 euro. Il capitolo investimenti, dell’ammontare totale di 11.700.000 euro, ha registrato 9.093.000 euro di trasferimenti, mutui per 2.150.000 euro, con un avanzo relativo agli investimenti che è stato di 671.000 euro. “Per quanto concerne gli investimenti – ha osservato Duranti – abbiamo beneficiato di cifre importanti, perché l’azione è stata quella di andare a cercare le risorse dagli enti sovraordinati, in modo da non gravare sui cittadini per poter finanziare gli interventi che abbiamo programmato. Questo per la prima volta ci ha permesso di disporre di 9 milioni di euro, soprattutto provenienti dalla Regione, che ha stanziato 6.846.000 euro”. Sul versante dell’autonomia finanziaria, l’assessore ha fissato la percentuale al 59,91%, evidenziando come sia diminuita molto in considerazione delle scelte sull’Ici compiute dal Governo. Anche le entrate tributarie sono diminuite, attestandosi al 35,30% del bilancio. Duranti ha poi segnalato come sia diminuita però anche la tassazione pro capite, passata a 329,16 euro, “un livello medio-basso – ha osservato l’assessore - rispetto al livello dei servizi che garantiamo”. Duranti ha anche evidenziato come “la cifra pro capite per quanto riguarda gli investimenti sia in linea con la tassazione, cioè quanto danno i nostri cittadini viene investito”. L’amministratore ha poi illustrato gli interventi qualificanti della manovra finanziaria 2009, che ha perseguito nel settore del personale la sostanziale eliminazione del precariato, “con la stabilizzazione di un grosso numero di dipendenti e l’espletamento di numerosi concorsi”. “L’incidenza del personale, comunque, è notevolmente diminuita sul bilancio, passando dal 32% del 2006 a 28% del 2009”. In diminuzione anche la rigidità strutturale, ridotta dal 40% del 2006 al 35% del 2009. Particolarmente dettagliata è stata l’illustrazione dei dati finanziari della parte corrente. L’assessore ha evidenziato come siano aumentate nell’ultimo triennio 2006-2009 quasi tutte le voci che riguardano la gestione dei diversi settori amministrativi: la sicurezza, passata dagli 827.000 euro del 2006 ai 994.000 del 2009 (pari al 2,75% dell’intero bilancio 2009); l’istruzione, passata da 2.400.000 ai 3.400.000 (9,35% del bilancio 2009); lo sport, passato da 800.000 a 970.000 euro (2,68% del bilancio 2009); i trasporti e la viabilità, incrementati da 2.780.000 a 3.550.000 euro (9,82% del bilancio 2009); l’ambiente, passato da 4.365.000 a 7.342.000 euro (20,30% del bilancio 2009); il sociale, cresciuto da 5.000.000 a 5.700.000 euro (15,77% del bilancio 2009); lo sviluppo economico ed il turismo, passati da 810.000 euro a 1.370.000 euro (3,80% del bilancio 2009). Duranti si è quindi soffermato sulla ripartizione degli investimenti, che hanno riguardato la scuola per il 10% del totale (1.210.000 euro), per il 6,73% la viabilità ed i trasporti (785.000 euro), per il 66% del totale l’ambiente (7.700.000 euro) e per il 9,40% il sociale (1.100.000 euro). Discorso a parte è stato quello relativo all’indice di copertura dei servizi a domanda individuale, a proposito del quale l’assessore ha rimarcato “la scelta politica di non far gravare il costo dei servizi sui fruitori, ripartendoli, invece, sulla collettività generale e garantendo peraltro servizi ottimi a tariffe contenute”. Per gli asili nido si parla di una copertura del 26,56%, per i corsi extrascolastici del 45%, per le mense scolastiche del 63%, per i servizi culturali del 4,73%, per lo sport dello 0,21% (per la parte di competenza comunale, considerando la restante a carico di Polisport) e per i trasporti scolastici del 16%. “Per l’esercizio 2010 ci muoveremo in continuità con il 2009 - ha anticipato Duranti – restano, dunque, gli obiettivi del rispetto del patto di stabilità, nell’auspicio che il Governo riveda l’impostazione data negli ultimi anni, e della salvaguardia dei servizi”.
Dibattito. Di una “gestione economica dell’amministrazione senz’altro oculata”, ha parlato il caporuppo del Ps Maurizio Rapaioli, che ha plaudito in particolare alle “idee chiare sulle scelte strategiche”. “C’è stata sempre la volontà di non sforare l’impegno del rispetto del patto d stabilità – ha rimarcato il consigliere di maggioranza – il Comune è sempre stato virtuoso, nonostante i problemi a far quadrare i conti derivanti dalle finanziarie del Governo. Il fatto di aver garantito la qualità dei servizi ad un alto livello è un elemento importante”. Rapaioli ha rilevato in particolare “il valore delle scelte compiute dall’amministrazione sull’ambiente, con il potenziamento della raccolta differenziata, e sul sociale, con fondi adeguati a fronteggiare i disagi della crisi economica”. “I 600mila euro di avanzo di amministrazione utilizzabili – ha proposto - dovranno essere spesi per i servizi a più diretto impatto con i bisogni della nostra società”.
A dare un giudizio “sostanzialmente insufficiente” sulla manovra di bilancio 2009 è stato il capogruppo di Fi Ivano Rampi, che ha indicato in particolare che “la diminuzione della pressione fiscale è di fatto apparente, visto che la previsione era di 333,96 euro, ma è comunque passata da 317,02 euro a 329,16 euro”. “Oltretutto – ha aggiunto il consigliere – se andiamo ad analizzare i dati per voce, si osserva una leggera diminuzione delle imposte (-8.326,63 euro) ed un aumento delle tasse (+ 527.696,66 euro)”. Rampi ha giudicato preoccupante il dato relativo alla propensione all’investimento, “un parametro che è passato da 38,45 a 23,54, registrando un autentico crollo rispetto all’ipotesi del 40,11 indicata nel bilancio di previsione 2009, a significare che la situazione è in peggioramento” ed evidenziato “l’enorme scostamento che si è registrato nell’indice dell’investimento pro-capite, che è passato da 569,30 a 289,00 euro rispetto ad una previsione che si attestava a 573,33 euro”. “Se l’ente non investe – ha eccepito – il denaro è sicuramente stato utilizzato per coprire, per finanziare altre poste pregresse, con il risultato che la città si sta spegnendo. E’ evidente che il bilancio non è pertinente alle future necessità della città, in quanto si limita a gestire l’attualità e non vi è un senso prospettico che veda oltre la contingenza, anzi, la contingenza è vista in prospettiva elettorale”. L’esponente del centrodestra ha manifestato perplessità sulle scelte in materia ambientale, soprattutto per i costi legati alla gestione dei rifiuti, e puntato l’indice sul permanere di “una politica dei contributi a pioggia alle associazioni, che nel 2009 ha portato a destinare 1.065.00o euro, rinunciando ad una razionalizzazione degli stanziamenti che avrebbe permesso, invece, di investire per alleggerire alcuni disagi della nostra comunità”.
Il capogruppo di Castello Libera Nicola Morini è intervenuto per evidenziare che “la maggioranza non è in grado da sola di garantire il numero legale, in quanto mancano 4 membri”, e ha quindi chiesto la verifica dello stesso numero legale, preannunciando l’uscita dall’aula dei consiglieri di centrodestra. “Vogliamo vedere in questo modo – ha spiegato - chi sta in minoranza davvero e chi invece sta in minoranza, ma regge la maggioranza”.
Il segretario generale Bruno Decenti ha proceduto all’appello, dal quale sono risultati presenti 17 consiglieri (14 della maggioranza di Centrosinistra, più il sindaco Fernanda Cecchini ed i consiglieri Riccardo Carletti del Ps e Felice Granci dell’Udc), visto che hanno abbandonato l’aula gli esponenti del Pdl ed i consiglieri Franco Ciliberti, Canzio Novelli (Con Ciliberti) e Stefano Bravi (Margherita). Il segretario ha pertanto decretato la validità della seduta.
Alla ripresa del dibattito, il capogruppo della Margherita Stefano Bravi ha rilanciato l’esigenza di “un confronto con i singoli assessori in sede di redazione del bilancio”. Scendendo nel dettaglio, il consigliere ha evidenziato “il dato negativo della diminuzione della propensione all’investimento, che rende più problematica l’azione dell’ente locale nel favorire lo sviluppo”. “C’è poi il problema economico legato alla gestione dei servizi a domanda individuale – ha aggiunto Bravi – che pone l’esigenza di distinguere l’aspetto sociale, che va tutelato, dalla necessità di garantire la sostenibilità delle prestazioni erogate per il futuro. Dobbiamo preoccuparci, alla luce degli indici di copertura, di dare un futuro a questi servizi e sarebbe utile pertanto cominciare a ragionare sulla sperimentazione di forme di gestione diverse, che consentano una maggiore sostenibilità economica. Mi scandalizza il passivo sui trasporti scolastici, ad esempio, perché esistono margini molto importanti di risparmio attraverso l’integrazione con il trasporto pubblico”. “Non è la quantità di spesa che qualifica la qualità dei sevizi – ha concluso – il ruolo dell’ente pubblico è di rendere compatibile la qualità con le risorse disponibili”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere di An Sandro Busatti, che ha auspicato “una nuova metodologia da qui alla fine della consiliatura che consenta attraverso il confronto sulle questioni che investono i servizi di valutare modalità alternative che ne tutelino l’erogazione”. “Per questp – ha osservato – ritengo che sia necessario ad esempio iniziare ad esaminare i singoli aspetti quando ancora siamo lontani dalle scadenze di bilancio e si ha quindi tempo per approfondire i vari temi”. L’esponente del centrodestra ha puntato poi l’indice sula situazione che si è determinata alla Tela Umbra, “dove c’è stato un rinnovo della presidenza caratterizzato da un piccolo colpo di stato con cui le dipendenti ne hanno preso il controllo, mettendo in un angolo l’amministrazione comunale e determinando una situazione difficile da gestire, nonostante l’assessore competente ci abbia annunciato che ci sono provvedimenti al vaglio della giunta”. “L’accaduto – ha aggiunto preannunciando la convocazione di una seduta della commissione economica, di cui è presidente, sulla situazione della Tela Umbra - sottolinea l’empasse della maggioranza, che non riesce a governare certi meccanismi”.
Nel suo intervento sul bilancio, il capogruppo di Castello Libera Nicola Morini ha richiamato l’attenzione sugli “scostamenti registrati tra bilancio preventivo e consuntivo”. “Una situazione che rende palese – ha puntualizzato – come l’ente abbia a che fare con variazioni che non rendono facile produrre un concreto bilancio di previsione”. Il rappresentante della minoranza di centrodestra ha sollevato in questo contesto la questione dello scostamento tra quanto previsto per il recupero dell’evasione dell’Ici e della Tarsu e quanto effettivamente è stato ottenuto. “C’è una differenza di circa 160mila euro in entrambi i casi, con un introito che si è attestato attorno ai 70mila euro, che – ha rilevato Morini - alla luce delle quote che andranno a beneficio dei dipendenti comunali che hanno reso possibile questo recupero e della Cooperativa Il Poliedro per le prestazioni effettuate, fa riflettere sull’effettivo vantaggio per le casse comunali di un’operazione che ha avuto esiti inferiori alle aspettative”. Per il capogruppo di Castello Libera si pone l’esigenza di una valutazione più attenta in sede di bilancio preventivo per evitare certi scostamenti. “Il bilancio 2010 – ha affermato - poteva essere approvato entro la data del 30 aprile, ma così non è stato ed il risultato dell’anticipazione di un mese è che siamo costretti già a due variazioni. Mi domando perché, forse si è temuto che la maggioranza temeva non avesse i numeri per approvarlo se si fosse arrivati a stasera, visto che due consiglieri di minoranza sono stati costretti a garantire il numero legale”.
Chiamato in causa, il capogruppo dell’Udc Felice Granci ha replicato: “Ognuno di noi è eletto dai cittadini e valuteranno loro il mio comportamento, non spetta certo al consigliere Morini”.
“Questo è l’ultimo bilancio consuntivo che questa maggioranza vota e credo che sia un ottimo bilancio – è intervenuto il capogruppo del Prc Mauro Alcherigi – perché c’è da parte di alcuni una corsa ad entrare nella maggioranza consiliare che evidentemente testimonia l’apprezzamento e la validità del lavoro fatto. Viceversa – ha rilevato - ci sono consiglieri del Pd, che prima hanno fatto una scelta che non testimonia la loro appartenenza a questo partito. Se vogliono entrare in maggioranza – ha puntualizzato – credo che debbano riconoscere il buon governo della coalizione e debbano dunque votare a favore di questo bilancio”.
“Bisogna sempre distinguere le persone dalla politica e io parlerò della politica, visto che il consigliere Alcherigi non sempre fa questa distinzione”, ha replicato immediatamente il capogruppo di Con Ciliberti Franco Ciliberti. “Parte dei consiglieri comunali che aderisce dal 2007 al Pd, da quando cioè si è formato, non aderisce alla maggioranza né vuole entrarci – ha chiarito Ciliberti - perché riteniamo questa maggioranza non all’altezza. Se si apre una fase nuova, noi siamo disponibili, ma è bene sottolineare che il nostro atteggiamento non è tendente a cercare posizioni di vantaggio. Siccome sappiamo che in seno maggioranza ci sono perplessità, deve essere chiaro che a noi non interessa essere cooptati – ha ribadito Ciliberti - se si apre una fase nuova, noi siamo disponibili a verificare l’attuabilità di un percorso politico. Per quanto riguarda la caccia ai posti – ha concluso - quanto sta accadendo a livello regionale a Sinistra, dovrebbe far capire che nessuno è vergine ed un po’ di umiltà farebbe bene a tutti”.
Il capogruppo del gruppo misto Carlo Reali è intervenuto per rimarcare “il segnale politico” della sua presenza in Consiglio comunale. “Altri colleghi del gruppo misto non sono presenti e credo che sia un segnale anche questo – ha osservato – come lo è la mia presenza. Intervenire in Consiglio comunale vuol dire non nascondersi. In occasione della votazione del bilancio preventivo 2010 ho detto che sarebbe stato l’ultimo atto che avrei votato, perché chiedevo che si iniziasse a cercare di costruire il gruppo unico del Pd, al quale sono iscritto da un anno. Queste sono state affermazioni di consigliere comunale che non pretende altro che di svolgere questo ruolo, perché essendo coordinatore nazionale non ho interesse a poltrone, ma solo a continuare ad esercitare il mio mandato. Nel 2006 ho sostenuto Cecchini e l’ho sostenuta anche nelle ultime elezioni regionali – ha precisato Reali – le mie posizioni in Consiglio comunale sono a volte critiche, ma ribadisco di far parte della maggioranza che sostiene questa amministrazione. Rilevo purtroppo che la formazione del gruppo unico registra delle difficoltà, ma il voto che intendo dare stasera è per ribadire proprio il mio sostengo alla maggioranza, nella convinzione che nei prossimi giorni si possa arrivare alla conclusione di questo percorso politico in seno al partito cui appartengo. Il mio comunque sarà un voto personale, non posso dire che sia del gruppo misto”.
A riprendere la discussione sui contenuti del bilancio è stato il capogruppo di Sinistra Democratica Stefano Briganti. “Il dato che è più interessante – ha osservato - è quello della gestione dei residui, in merito al quale do atto dell’ottimo lavoro da parte dell’amministrazione”. Briganti ha manifestato la propria contrarietà con le impostazioni volute dal Governo sul patto di stabilità. “Trovo incomprensibile dal punto di vista politico – ha detto – che un Comune che ha capacità di spesa, possibilità di fare investimenti, sia costretto a rinviare gli investimenti e le spese ad un certo punto dell’anno, perché altrimenti sfora il patto di stabilità. Si tratta di un vulnus per la democrazia nel nostro Paese”. Briganti ha poi compiuto un excursus sulla situazione politica che si è determinata nelle ultime settimane. “Il Centrosinistra dell’Altotevere, e di Città di Castello in particolare, esce da un biennio importante – ha constatato - il lavoro per le elezioni provinciali e regionali finalizzato a rafforzare la presenza nelle istituzioni elettive ha portato i risultati sperati. Non basta questo, però, perché il nostro territorio ha ancora la problematica di far transitare le proprie proposte ed i propri progetti a queste assemblee ed esecutivi sovraordinati. Per questo motivo – ha proposto Briganti - chiedo che il Comune faccia i passi necessari a dare un servizio essenziale, istituendo un nucleo di lavoro per intercettare i fondi comunitari, che possa essere punto di attrazione per associazioni e soggetti economici e sociali e ci permetta di avere l’interlocuzione fondamentale ai livelli extracomunali”.
In sede di dichiarazioni di voto, il consigliere Morini (Castello Libera) ha ribadito che “la maggioranza è entrata in una crisi politica aperta dal vuoto che lascia sindaco con la sua elezione in Regione”. “In una seduta del comunale dove si porta in votazione il bilancio – ha aggiunto – non esiste che la maggioranza non sappia garantire il numero legale da sola. Questo dimostra che la stessa maggioranza d’ora in poi avrà bisogno di voti esterni. Noi non parteciperemo pertanto al voto sul bilancio consuntivo, perché rimanere in quest’aula equivarrà a dare un voto positivo: chi rimane darà infatti la possibilità che il bilancio venga approvato”.
Il consigliere Reali (Gruppo misto) ha confermato: “voto a favore del bilancio con un voto politico netto e nel frattempo lavorerò insieme agli altri per costruire il gruppo unico del Pd”.
“Non decido in base alle indicazioni del consigliere Morini – ha replicato il consigliere Bravi (Margherita) – la presenza del numero legale è già stata verificata. Io ho manifestato la mia posizione politica, per cui rimango tranquillamente in Consiglio, ma voterò contro per dire he Città di Castello ha bisogno di una fase nuova e c’è bisogno di chi può dare un contributo”.
“Non è possibile seguire le indicazioni pressanti e demagogiche del centrodestra – ha chiarito il consigliere di Con Ciliberti Canzio Novelli - abbiamo dato evidenza alle difficoltà della maggioranza uscendo prima, per cui non c’è motivo di uscire di nuovo per dimostrare chissà che cosa. Il nostro voto sarà negativo, perché questa è la valutazione sul bilancio 2009”.
CONSIGLIO COMUNALE SOPRAVVENUTA INCOMPATIBILITÀ
In base all’articolo 69 del Testo unico sugli enti locali, il presidente del Consiglio comunale Luca Secondi ha letto la delibera di contestazione dell’incompatibilità sopraggiunta al sindaco Fernanda Cecchini, in seguito alla sua elezione a consigliere regionale in Umbria. “È un adempimento di legge” ha spiegato Secondi “perché la normativa 267 del 2000 prevede che sia il Consiglio di cui il sindaco è membro a tutti gli effetti a rilevare l’incompatibilità. La delibera sarà pubblicata entro dieci giorni e il sindaco potrà presentare le sue controdeduzioni o rimuovere la causa di incompatibilità prima che l’atto tecnico produca i suoi effetti, determinando la decadenza d’ufficio”. Il documento è stato messo in votazione ed approvato con 21 voti favorevoli, l’astensione di Felice Granci mentre il sindaco Cecchini non ha partecipato al voto.
CONSIGLIO COMUNALE VARIAZIONE DI BILANCIO
Approvata con i 15 voti favorevoli della maggioranza, l’astensione di Coalizione con Ciliberti e tre contrari (Pdl) la variazione di bilancio necessaria ad ottenere il cofinanziamento della Regione Umbria nell’ambito del Puc per Palazzo Vitelli a San Giacomo. L’assessore allo Sviluppo economico Domenico Duranti ha spiegato che “L’Amministrazione partecipa per il venti per cento della cifra che verrò impiegata per terminare i lavori a Palazzo Vitelli a San Giacomo. La prossima settimana scadrà il termine per la presentazione delle domande: per questo siamo intervenuti sul bilancio per mettere a disposizione del progetto i 260mila euro di nostra spettanza”.
CONSIGLIO COMUNALE LA SITUAZIONE VIARIA DEL RIONE SAN GIACOMO
Nicola Morini (Castello Libera) ha posto all’attenzione del consiglio comunale il problema della sicurezza stradale derivante dallo stato delle arterie nel rione San Giacomo: “Anche se dopo la presentazione della mia interrogazione c’è stato un intervento parziale, molte strade e piazze sono in pessime condizione e tra queste il ciottolato di via dei Conti si sta progressivamente sgretolando forse a causa di un cedimento della fognatura sotterranea. Essendo un tratto molto trafficato l’instabilità delle pietre del selciato determina anche un pericolo per chi transita sia in auto che a piedi. Nonostante l’ottobre scorso la risposta ad una mia precedente interrogazione fu rassicurante, non è stato effettuato il prospettato intervento congiunto con Umbracque. Mi sono state segnalate altre situazioni precarie in via Vitelli, via de Luna e che Piazza del Marchese Paolo, che aveva mantenuto intatto il pavimento in cotto a lisca di pesca, è stata usata come cantiere deposito durante i lavori a Palazzo Vitelli ed ora è adibita a parcheggio per auto, andando ad incidere ulteriormente su uno stato già minato. Davanti a questa situazione domando se sono in programma interventi di ripristino e se non sia opportuno includere nel finanziamento del Puc o a quelli inerenti le opere urbanistiche del prossimo bilancio anche piazza del Marchese Paolo”. “Per quanto riguarda via Vitelli, dei Conti e del Luna, è stato effettuato un sopralluogo con Umbracque, in base al quale non sono stati rilevati cedimenti in via Vitelli, in via dei Conti sono stati fatte riparazioni e in via del Luna la pavimentazione è stata ripristinata” ha risposto l’assessore ai Lavori Pubblici Arcangelo Milano, aggiungendo che “Piazza del Marchese Paolo con i finanziamenti di Palazzo Vitelli a San Giacomo sarà oggetto di una ricognizione per trovare risorse adeguate alla salvaguardia di un punto ad alto valore architettonico”.
“Sono soddisfatto della risposta” ha detto Morini ma se il cantiere per il completamento del Palazzo verrà sistemato nella piazza dovremmo salvaguardare il pavimento di epoca rinascimentale. Chiedo l’attenzione dell’Amministrazione in fase di reperimento delle risorse e in fase di controllo nell’esecuzione dei lavori e nella manutenzione. Ora la Piazza è un parcheggio, se siamo d’accordo sulla valenza culturale ed artistica del sito, dobbiamo trovare un modo alternativo per la sosta dei residenti”.
CONSIGLIO COMUNALE FONDAZIONE BURRI E ONORARIO DEI LEGALI
“La Fondazione Burri è purtroppo nuovamente sotto i riflettori per vicende non certo edificanti che non rendono onore alla memoria del Maestro” con questa premessa Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Castello Libera, in un interrogazione pone “la necessità attraverso i membri di nomina comunale, di rendere pubblico l’onorario dei legali della Fondazione e di denunciare manifeste incompatibilità ed inopportunità all’interno del Consiglio di Amministrazione”. Secondo Lignani “questa interrogazione è stata preceduta da un atto analogo, risalente all’ottobre 2008 che non ha avuto risposta e che la problematica nasce dalla transazione della Fondazione e gli eredi Craig, avendo l’atto forti limiti in tema di legittimità ed efficacia, soprattutto per quanto riguarda l’esigibilità dei crediti. Inoltre un deficit di trasparenza è emerso da parte della Fondazione in tutta la vicenda a cominciare dal goffo tentativo di secretare il testo dell’accordo. Rimangono tutte le riserve emerse a seguito della commissione che si è occupata della vicenda alla presenza dei membri di nomina pubblica. La trasparenza della Fondazione è insufficiente: soprattutto sulla transazione che potrebbe essere oggetto di un pronunciamento di non efficacia. Un rappresentante istituzionale chiede l’onorario dei legali e deve avere una risposta, altrimenti chi governa deve andare a casa per omertà”. “Lignani fa riferimento alla transazione, su cui la Regione, che è organismo di controllo, è sempre stata aggiornata” ha risposto l’assessore alle Politiche culturali Rossella Cestini “Inoltre la Fondazione in questa ultima fase delle questioni legali non sono state sollevate. La discussione in commissione è stata franca sia sulla linea della Fondazione che sulle posizione dei membri di nomina pubblica, i quali hanno ribadito il loro ruolo di garanzia e di denuncia in caso di comportamenti non corretti. La promozione di Burri è stata importante e estesa su circuiti internazionali. Dobbiamo invece sollecitare una maggiore sinergia tra Amministrazione e Fondazione per unire Burri a Città di Castello come elemento di sviluppo e di crescita. La Fondazione è soggetta al codice civile e non è tenuta a rendere pubblica la parcella degli avvocati e i nostri membri non hanno rilevato niente di strano. Rispetto all’incompatibilità sollevata da Lignani, se è riferita ai nostri consiglieri, possiamo opinare una inopportunità non una incompatibilità, comunque a carico del membro espressione dell’Università La Sapienza. Terminata la vicenda legale, auspico che si parli più di Burri e dell’opportunità che rappresenta per la città. Rispetto ai suoi rilievi le ricordo che l’organo deputato al controllo è la Regione”. “Non sono soddisfatto” ha detto Lignani “se tutto è regolare cosa c’è di male a pubblicare una parcella. Anche in commissione il vicepresidente ha fatto finta di non sentire. Burri è servita a far arricchire cinque famiglie a Città di Castello ed è una vergogna. Un’Amministrazione ed una comunità hanno il diritto di sapere come vengono speso questi soldi. L’allora presidente Lorenzetti in un’interrogazione a risposta scritta ha eluso gli interrogativi. Dove abitiamo a Gibellina? Tra le parcelle c’è anche quella dell’avvocato Tomassoni, che era consigliere, ha fatto l’avvocato, poi è stato tornato a fare il consigliere. Allo stesso modo è vergogna l’atteggiamento di Gambuli e di Sarteanesi, che non onora la memoria di suo padre”.
CONSIGLIO COMUNALE MOZIONE DI SOSPENSIONE
Con 12 voti favorevoli, 5 contrari ed un astenuto su proposta di Bruno Allegria (Ps) il consiglio comunale è stato sospeso. Allegria ha motivato la sua iniziativa, spiegando che “i punti all’ordine del giorno meritano un’attenzione ed un approfondimento che l’orario non permetterebbe” mentre Nicola Morini (Castello Libera) si è detto contrario, chiedendo piuttosto di proseguire i lavori”. Riprendendo alcune dichiarazioni relative al dibattito sul conto consuntivo, Morini ha aggiunto “Chi mi accusa di demagogia, ha retto la maggioranza sul bilancio e variazione al bilancio e poi hanno abbandonato l’aula”.
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