XII concorso nazionale “Enrico Zangarelli”: conlcusa la manifestazione

09/05/2010 12.44.41
Tema: CULTURA SPETTACOLO EVENTI
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Citta di Castello - numeri, qualità e valori educativi i motivi di soddisfazione
Commenti concordi a conclusione della dodicesima edizione del Concorso Nazionale Enrico Zangarelli di Città di Castello: un successo per i numeri, 2.613 iscritti di 52 scuole di tutta Italia con presenze che nei giorni della manifestazione sono state nell'ordine delle 5.000 unità in Alta Valle del Tevere e nel resto dell'Umbria, per l'elevato grado di preparazione dei partecipanti e per lo spirito di amicizia e sana competizione che fa del clima di quest'evento una rarità nella società moderna.
“Quest'anno livello di preparazione è cresciuto in maniera esponenziale, con una difficoltà estrema da parte delle commissioni della giuria a scegliere i migliori interpreti da premiare – affermano i direttori artistici Giorgio Albiani e Michele Rossetti – gli stessi insegnanti hanno testimoniato che l'iscrizione al Concorso ha propiziato una volontà di miglioramento nei ragazzi e nei docenti stessi, per la motivazione a fare bene che abbiamo trasmesso, che trasmette questo concorso”.
“Un aspetto che abbiamo verificato direttamente – aggiunge Albiani - e che ci ha spinto a premiare con evidenza maggiore rispetto allo scorso anno proprio gli insegnanti, in alcuni casi autori di prove di arrangiamento e composizione davvero di elevatissimo spessore professionale”.
“Vorremmo che le case editrici ci appoggiassero per pubblicare i lavori di questi insegnanti, che non sono pagati per quello che creano, per la passione con cui vanno oltre il proprio lavoro, ma dimostrano una straordinaria professionalità nella volontà di far crescere in modo sano i nostri figli”.
“In questa manifestazione non si è mai visto bullismo, i ragazzi applaudono i propri concorrenti, c'è una serenità totale, espressione della voglia sana di crescere educati. Vorrei che anche le istituzioni capissero che c'è una potenzialità enorme dietro lo studio della musica – conclude Albiani - non ci sono solo professionisti che lavorano, c'è anche un percorso educativo che non è moralista né buonista, ma è motivante e spinge a dare il meglio di sé, a migliorarsi, ad investire su se stessi e sul proprio futuro nella società”.
“La musica ha fatto ancora il miracolo di unire la nostra Penisola da sud a nord – evidenzia Rossetti – è stata una festa per studenti, insegnati, genitori e per questa bellissima città Per una manifestazione a questi livelli avremmo bisogno di maggiori risorse, ci sono un grande lavoro e una grande disponibilità da parte di tutti per fronteggiare numeri come quelli che abbiamo avuto quest'anno e fare in modo che tutto andasse bene. Abbiamo sentito solo tanti apprezzamenti e siamo veramente molto contenti – sottolinea il direttore artistico - speriamo di poter sempre contare su risorse adeguate e vorremmo chiedere a tutti di sostenerci ancora di più”
La responsabile del progetto Anna Maria Ercolani tira un sospiro di sollievo: “siamo riusciti ad arrivare in fondo ad impresa realmente ardua, quest'anno la manifestazione è letteralmente esplosa nelle iscrizioni e ha creato un indotto di presenze davvero consistente, che ha messo a dura prova la nostra capacità organizzativa per gestire le fasi del concorso, ma anche la sistemazione di tutti gli ospiti”.
“La soddisfazione è che siamo riusciti a portare tutto a termine nel migliore dei modi e quello che ci ripaga di tanto lavoro sono le testimonianze a cuore aperto di chi ha partecipato”.
“Tra queste – puntualizza Ercolani - vorrei citare quelle degli insegnanti della scuola di Calascibetta, che hanno vinto uno dei premi per le orchestre e ci hanno ringraziato con le lacrime agli occhi, perchè hanno grandi difficoltà nel proprio istituto e per venire alla nostra manifestazione si sono dovuti autotassare, e quelle dei ragazzi e degli insegnanti della scuola “Anna Magnani” di Roma , i cui ragazzi, dopo la tragedia che li ha colpiti a Ventotene, hanno deciso di confermare la partecipazione a questo concorso: stare con noi ha ridato loro la voglia di ricominciare la propria vita, di continuare con ancora più motivazione lo studio della musica”.
Il dirigente scolastico della Scuola Secondaria di 1° grado “Dante Alighieri” di Città di Castello Roberto Cuccolini rimarca che “l'edizione di quest'anno ha sorpreso tutti noi, sia per i numeri che ha avuto, sia per il livello qualitativo che è salito ancora rispetto agli anni precedenti”.
“Ci aspettavamo che il Concorso crescesse – afferma Cuccolini - ma è stato inaspettato che crescesse così e ci ha fatto un immenso piacere”.
Per il dirigente è degno di menzione particolare lo spirito che contraddistingue la manifestazione.
“Siamo abituati alle competizioni in cui c'è chi vince e chi non riesce a saper perdere – rileva - qui la vittoria non è un fine, è un momento, che dà una contentezza che è la stessa di chi non ce la fa e ha semplicemente partecipato. Quello che mi ha sorpreso alla mia prima esperienza da dirigente di questa scuola è stato proprio questo spirito di amicizia, di fraternità, che crea un clima nel quale la competizione, che pure c'è, non alimenta problematiche e tensioni, ma è uno stimolo a far meglio”.
A sottolineare come il Concorso Zangarelli sia “un volano economico per l'Alta Umbria e per tutta la regione” è il commissario del Distretto Scolastico n.1 Luigi Chieli, tra i fondatori della manifestazione.
“Credo che le nostre strutture ricettive siamo molto contente della ricaduta che offre questa manifestazione – osserva Chieli – nei giorni del concorso ho potuto constatare personalmente il tutto esaurito negli alberghi. Il messaggio che dobbiamo ricavare è quello di investire ancora più convintamente su questo evento e sulla cultura in generale – puntualizza – perchè potrebbe essere un'occasione di sviluppo turistico per tutta l'Umbria”.
A portare il proprio contributo è anche Michel Rubio, uno dei commissari della giuria, che definisce “quello che succede al Concorso Zangarelli e nelle altre manifestazioni del genere una specie di miracolo: coinvolgere ragazzi così giovani nello studio della musica è un contributo allo sviluppo di una nazione, perchè questa esperienza forma la persona e la personalità, costruendola attorno a valori sani”. “In Italia purtroppo succede la stessa cosa che accade in Francia – evidenzia Rubio – con la musica, per la quale ci sono sempre meno fondi a disposizione, che è parente povera della politica. Noi insegnanti sappiamo bene qual'è il valore di questa esperienza, dobbiamo assolutamente continuare a comunicare la nostra passione profonda ai giovani, sempre con lo stesso entusiasmo, senza farsi stancare dalle difficoltà, perchè la passione che comunichiamo è assolutamente importante per la società”.
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